Schede Personaggi - New Legends

Discussion in 'Utilità & Approfondimenti - New Legends' started by Sìlfae, Feb 20, 2016.

  1. Haken

    Haken Player

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    Nome personaggio:Damien Grime

    Età:16

    Razza:Arkaniano

    Sesso:Maschio

    Pianeta di origine:Arkan

    Status:Padawan Jedi

    Affiliazione:Ordine Jedi

    Altezza:1.75

    Peso:61kg

    Capelli:Bianchi

    Occhi:Azzurro tendente al bianco

    Pelle:Pallida

    Corporatura:Asciutto

    Abbigliamento:Vesti da Padawan Jedi

    Equipaggiamento:Spada laser

    Lingue conosciute:Arkaniano (Madrelingua), Basic (fluente)

    Carattere:Un ragazzo introverso, amante del lusso e di tutto ciò che bello. Ama gli oggetti raffinati e i vestiti eleganti, e qualunque cosa faccia preferisce farla con stile. Appare gentile e sempre pronto ad aiutare il prossimo, finché ciò non lo danneggia. Ama apprendere cose nuove e visitare posti che non ha mai visto, il suo motto è "Sapere è potere". Spesso si rinchiude da solo in biblioteca, ansioso di espandere le sue conoscenze, o nella sua stanza, impegnato a spostare il mobilio, riarredando il tutto secondo il capriccio del momento. Quando è insieme agli altri si mostra solare, loquace e sempre di buon umore, dispensando consigli e raccontando le storie che gli piace inventare. Già a 11 anni si poteva vedere nei parchi, seduto sui rami degli alberi, mentre raccontava ai bambini più piccoli seduti a terra le ultime storie che aveva scritto. Quando non è in pubblico ed è di cattivo umore si dimostra capriccioso e testardo, deciso a far fare a chiunque ciò che vuole lui.

    Cenni Storico biografici:È cresciuto in una famiglia agiata, i genitori erano dei rinomati ricercatori nel campo della genetica. Passa l'infanzia tra lo studio e l'arte, interessandosi fin da piccolo alla pittura e alla musica, sviluppando un raffinato senso estetico. Sempre circondato da amici e ammiratori cresce felice, senza nessuna mancanza e in un ambiente sempre ospitale. Damien rappresenta per i genitori un piccolo trofeo, e verrà sempre trattato come tale. Da sempre fervidi ammiratori dell'ordine dei Jedi, quando il piccolo Damien durante una delle sue passeggiate pomeridiane, dimostra una spiccata sensibilità alla forza utilizzandola inconsapevolmente per salvarsi la vita di fronte ad un rapinatore che tenta di prenderlo in ostaggio, decidono sia per la sua sicurezza che per loro capriccio di far diventare il piccolo un Cavaliere Jedi. Su consiglio di un amico di famiglia cominciano a fare grosse donazioni al consiglio, che in cambio accetta di prendere il piccolo come apprendista. Damien è riluttante a partire. Per quanto amasse leggere dei Jedi, una vita di dogmi e divieti non era certamente ciò che voleva, abituato ad essere sempre libero, e trovava ripugnanti e completamente anti-estetiche le loro vesti color marroncino. Ma oramai non aveva altra scelta se non partire, così, sottomesso alla volontà dei genitori, viene portato su Dantooine per iniziare l'addestramento.

    Dopo aver iniziato l'addestramento su Dantooine con il Cavaliere Dogree e altri apprendisti, Damien diventa ufficialmente un padawan. Presto si trova ad accompagnare il cavaliere Devil M'Anga in una missione su Ord Martell, in una vecchia fabbrica riadibita a sede di Skah, importante Vigo dei Sole Nero. La missione si conclude con l'assassinio del Vigo, evento che lo lascia scosso ma che rafforza la sua volontà di diventare un Jedi.

     
  2. Nihal

    Nihal The sith lady

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    Darth Kysha
    Sith Lady


    BIO:

    Pianeta di origine
    : Ignoto
    Nascita : 43 ABY
    Razza: Ibrido
    Altezza: 1.70m
    Occhi: Cerulei
    Capelli: Bianchi, striati di azzurro
    Corporatura: Esile
    Segni particolari: Orecchie a punta
    Lingue conosciute: Basic, Sith, Gungan
    Equipaggiamento: Comlink, saber rossa, saber bianca
    Abbigliamento: Pantaloni neri, corpetto in pelle scura sopra ad una toga violacea, vecchio mantello Jedi, stivali al polpaccio.

    CARATTERE:

    Kysha è parte devota a Lord Thanatos che più incarna la sua idea di Sith come essere che trae nutrimento e potere dalle passioni e dai legami; per questo adotta un'idea di giusto e sbagliato tutta particolare e decisamente variabile a seconda dell'umore del momento.
    Astuta e manipolatrice è incline a terribili sbalzi d'umore; non sopporta perdere ed è estremamente vendicativa.
    Non priva di ironia, spesso tende ad un'apatia dovuta alla noia e a causa di quest'ultima spesso risulta impulsiva nelle decisioni e nelle azioni.


    CENNI STORICO BIOGRAFICI:

    Durante la sua avventura a Nar Shaddaa, Kysha incontra Shae una inquisitrice imperiale, che le rivela essere stata sua compagna "di gabbia" ai tempi della Cerchia Ristretta, quando il suo destino sarebbe stato servire l'Impero come Inquistrice.
    Epsen era tra i favoriti dei Visir grazie alle sue promettenti capacità, mentre Shae pareva non essere adatta a proseguire e veniva perseguitata dagli altri bambini, trovando in Epsen l'unica alleata in quello stabilimento Imperiale.

    In seguito alla distruzione della Cerchia Ristretta i sensibili alla Forza, come la piccola Epsen, vennero sottoposti a interventi chirurgici ed esperimenti.
    A 12 anni Epsen venne portata su Naboo sotto il comando di Megel Berich come Segugio, con lo scopo di stanare i Jedi fuggitivi alla sensibilità alla Forza.
    Durante la schermaglia le due ragazzine si ritrovano separate dall'Inquisitore e Shae decide di riscrivere la memoria di Epsen, cancellandole ogni ricordo della sua vita passata con l'Impero e soffocando il più possibile la sua predisposizione alla Forza per poi affidarla ad una famiglia di Theed, dandole il nome "Nihal".

    I genitori adottivi si dimostrarono da subito materialisti ed intimoriti dal suo aspetto esotico; desideravano solo una figlia burattino da maritare al più presto col primo rampollo facoltoso. Anche nei suoi ricordi artificiali i genitori sono figure fredde e distanti.
    La ragazzina iniziò a tormentarsi per il suo aspetto fisico così stravagante quando anche i suoi compagni di scuola iniziarono a deriderla; il desiderio di scoprire le sue orgini le si insinuò dentro, tormendandola per tutti gli anni a venire.
    I genitori adottivi muoiono qualche giorno dopo il presunto 14esimo compleanno della ragazza; la versione ufficiale è che un mercenario diede fuoco alla loro villa per ordine di qualche altra famiglia di spicco di Theed.

    Di nuovo orfana, Nihal viene presa sotto l'ala protettrice di un vecchio Jedi scampato all'Inquisizione;
    L'uomo era sempre stato nei ricordi fittizi della ragazza, da lei percepito come nonno, e i genitori adottivi le avevano più volte raccomandato aspramente di stare alla larga da lui e dalle sue pericoloso stregonerie.
    Sapendo della sua latente e nascosta sensibilità alla Forza, l'anziano Jedi la iniziò alla meditazione e al Codice; ironicamente Nihal crebbe affascinata da quei racconti che narravano di pace e di Cavalieri pronti a tutto per essa.
    Nella speranza di fare qualcosa di buono la giovane Nihal maturò la sua decisione: diventare un Jedi.

    L'arrivo a Yavin IV

    Nihal e gli altri aspiranti provenienti da Naboo furono localizzati dai Cavalieri Denna e Artemis Garra, dopo aver sostenuto il primo esame attitudinale sulla nave scuola sbarcarono infine su Yavin IV, sede del nuovo tempio Jedi, dove iniziò il suo addestramento con Luke Skylight, sotto l'ala del Maestro Al-Ben-Sin.
    L'idilio nel pianeta rigoglioso e tranquillo non durò a molto, non appena la giovane apprendista ristabilì il contatto con la Forza, aprendo la propria mente ad essa, visioni del nonno adottivo sofferente iniziarono a tormentarla.


    Fuga su Korriban

    Usando un cargo ribelle Nihal Sky abbandò Yavin IV, il suo fratello di addestramento e quello che ricorda come il suo primo ed innocente amore, Xemnas.
    Una volta giunta su Korriban trovò delle scritte insanguinate ad attenderla sulle pareti dello spazioporto; qualcuno la stava cercando e l'aveva condotta fino a lì utilizzando la sofferenza del vecchio Jedi.
    Dopo mesi e mesi d'attesa la sedicenne che sarebbe diventata apprendista e compagna di Darth Abyss mise piede sul suolo polveroso e sterile delle tombe degli antichi Sith, realizzando così le visioni divinatorie di Xardas.

    L'addestramento fu duro e spinse Nihal ad affrontare molte delle sue paure; Abyss ammise con un ghigno di aver rapito e torturato il nonno adottivo, e che i Jedi non avevano fatto nulla per avvertirla e cercare di impedirlo.
    Dopo sette anni Abyss, il quale Nihal imparò ad amare e a compiacere, le affidò il nome Darth Kysha e passando la notte con lei suggellò il loro fato.
    Quella stessa notte Abyss le raccontò di una antica razza scomparsa tempo prima, con cui la famiglia umana di Kysha era venuta probabilmente in contatto, cercando di placare almeno momentaneamente la curiosità della donna.

    Il mattino seguente Kysha partì alla volta di Kylaan dove passò pentamane in grotte antiche come il pianeta stesso alla ricerca dei cristalli e di nuovi poteri.
    Quando riemerse nuovamente alla luce del sole stringeva in mano un cristallo e uno rosso, con il quale costruirà la gemella dalla saber donatagli da Abyss.
    Il potere che conquistò nelle profondità di Kylaan le corrose ulteriormente lo spirito, e in concomitanza con qualche lascito dei suoi anni nella Cerchia Ristretta, diede alle sue iridi cerulee la peculiare caratteristica di riempirsi di scintille scarlatte.

    Il primo apprendista e la missione su Danuta

    Kysha si stabilì in una spoglia baracca al limitare di Minoa, dove conosce il suo primo apprendista, Felix, che affida poi alle cure di Abyss nel momento in cui finisce invischiata in una missione per recuperare documenti in un laboratorio di Danuta.

    Su Kylaan, Abyss e il suo Allievo incontrarono un gruppo di cacciatori di tesori in cerca di ricchezze nelle profondità delle grotte, e si unirono a loro nella speranza di trovare artefatti Sith.
    Su Danuta nello stesso momento, Kysha si infiltrava senza problemi nell'edificio, in cerca dei progetti riguardandi un dispositivo per il controllo di droidi, sperando di trovare anche dei documenti che la riguardassero; come le avevano suggerito le persone che l'avevano trovata .
    Dopo aver rubato i piani, Kysha ne uccise il creatore e continuò nella sua ricerca personale, senza però riuscire a trovare nulla.

    Durante la fuga dall'edificio Kysha si trova a dover collaborare col Cavaliere Jedi Kyp Astaar ed insieme finiscono in un locale nel quartiere povero della città.
    Inaspettatamente Kyp riconobbe in Kysha la ragazzina che gironzolava nei giardini del tempio di Yavin IV, e tentò di ripotarla con sè al Tempio.
    Dal canto suo la Sith tentò di piegare la volontà del Jedi e sedurlo, ma si fece presto evidente che nessuno dei due sarebbe riuscito nel suo intento.
    La mattina dopo, Kysha lasciù il pianeta sentendosi dilaniata dal dubbio sulle sue origini e sulla strada da percorrere in futuro.


    Ritorno a Naboo e secondo apprendista

    Senza far ritorno su Kylaan, Kysha decise di tornare nella casa del Jedi su Naboo in un esilio forzato, nella speranza che la sua permanenza sul pianeta le porti delle risposte.
    Poco tempo dopo Raklesis, iroso e indiscinplinato, bussò alla porta della donna dicendo di esser stato guidato dalla Forza e domandando di esser preso come Appendista.
    Suo malgrado Kysha decide di prendere in considerazione la richiesta del giovane, e decide di metterlo alla prova.
    Non appena terminò la prova del nuovo apprendista Abyss uscì allo scoperto irrompendo nel giardino, ma la donna che gli si mise davanti è cambiata dopo un anno di separazione e non lo accoglie come aveva sperato.
    Dopo un breve scontro con Raklesis, che vide Abyss come ovvio vincitore, la giovane con le orecchie a punta gli intimò di abbandonare il pianeta e far ritorno su Korriban.
    In risposta il vecchio Maestro le lanciò ai piedi la testa di Felix, l'ormai defunto apprendista, accompagnadola dalla spada laser usata durante l'addestramento.


    Decise così di sprofondare nuovamente nel Lato Oscuro, liberando la rabbia e la solitudine che la perseguitavano da tutta la vita.
    Raklesis sparì tempo dopo, nelle grotte di cristallo dietro alle cascate.


    Ritorno a Kylaan

    Dopo un periodo di tempo passato insieme a Naboo, i due tornarono su Kylaan richiamati da una visione di Abyss.
    Arrivati ad un Tempio, trasformatosi in rifugio di tossici e anime perse, i due vengono attaccati da Sithtroopers guidati da un Signore della Guerra, vassallo di colui che si fa chiamare Re Dio: Sarrik.
    Tàkrot, Signore della Guerra, cercò al principio di convincere i due figli di Thanatos ad unirsi al nuovo impero Sith, ma i due rifiutarono categoricamente di spezzare il loro legame e seguire la dottrina di Sarrik.
    Durante lo scontro Tàkrot viene posseduto dallo stesso Sarrik che con una potente illusione cercò di confondere i due amanti, senza però riuscire.
    Grazie al lavoro di squadra e al forte legame che li unisce, i due riuscirono ad uccidere il Signore della Guerra e abbandonare Kylaan appena in tempo per vederlo esplodere, ponendo così fine all'era di Thanatos e dei suoi figli.
    I due Sith, braccati sia dall'Impero che da Sarrik, si ritrovarono fuggitivi nella Galassia in cerca di una nuova dimora.

    La conquista di Naboo

    Sotto le mentite spoglie di Anouk, Kysha riuscì a intrufolarsi come aiutante di uno dei consiglieri della Regina Pamilia, pedina nelle mani dell'Impero.
    Anouk mentì, dicendo di essere un ex Jedi e di voler aiutare i consiglieri a liberarsi dal giogo degli imperiali e delle Lacrime.
    Una notte, Kysha penetrò nel palazzo reale con l'intenzione di far ragionare Pamilia ed entrare nelle sue grazie, ma sulla sua strada trovò Devil M'Anga, un cavaliere Jedi in missione diplomatica.
    I due finirono col rapire la Regina, scatenando un polverone in tutta Theed, e la portarono alla base segreta Ribelle nella speranza di liberarla dal giogo Imperiale.

    Tenendo sotto controllo mentale sia il comandante Reyla Howlett sia la Regina Pamila, Kysha/Anouk si preparò ad assestare il colpo finale durante un incontro diplomatico al Sottoponte; ma alla richiesta dei Consiglieri di allontanare i Jedi dalla zona, Kysha decise in un lampo d'ira di abbandonare la recita e rivelarsi come Sith.
    Durante lo scontro Kysha amputò le mani della Regina, che si era tagliata le vene, in un ambiguo tentativo di recuperare la situazione, ormai precipitata.

    Diversi consiglieri vennero uccisi dalla Sith e dopo un furioso combattimento anche il Cavaliere Jedi venne sconfito dalla donna, che a sorpresa decise di proporre al Jedi un'alleanza per sconfiggere Sarrik.
    Quando anche le truppe Imperiali raggiungono il sottoponte Kysha non potè far altro che allearsi coi ribelli e col Jedi per abbattere i Terrortroopers, dotati di armature in grado di renderli invisibili.
    Quando la fine sembrava ormai prossima, l'Inquistore Imperiale Megel Berich superò le file ormai decimate dei Terrortroopers e si rivolse a Kysha chiamandola "Epsen".
    Le raccontò di come sia in realtà un'arma Imperiale, creata apposta per scovare i Jedi e distruggerli; pur non ricordando nulla, le parole dell'Inquisitore colpiscono un nervo scoperto e suo malgrado la donna si ritrova a credergli.
    Nel tentativo di scoprire di più Kysha decise di catturare Megel, ma questo ingoiò una pillola letale portandosi i segreti nella tomba.

    Sanguinante e provata in tutti i sensi, la Sith svenì vicino al fiume.
    Il gruppo venne trasportato nella nuova base ribelle di Naboo, dove Kysha viene curata ed imprigionata in una cella dove avrà modo di riflettere sulle parole dell'Inquisitore, in attesa di un processo che la vedrà condannata a morte.

    Con l'aiuto di un Mandaloriano, Dral Al Dinii, Kysha riuscì a fuggire e a tornare per breve tempo alla sua vecchia casa vicino alle cascate, dove trovò delle holodiapositive nascoste in una scatola polverosa; esse ritraevano la famiglia adottiva con una giovane Nihal, mai più giovane dei suoi 11 anni.

    Furiosa con Abyss che le ha mentito per più di 5 anni, Kysha partì alla volta di Arkania, dove avrebbe dovuto incontrare il Cavaliere M'anga; nell'attesa la donna rimase celata in una villa sfarzosa, tenendone sotto Controllo Mentale i ricchi proprietari.
    Quando finalmente Devil arriva su Arkania, i due decisero di spostarsi su Kowak - un rigoglioso pianeta verde e apparentemente deserto - dove intrapresero un'animata discussione che vide entrambe le parti insoddisfatte: Kysha non sarebbe tornata al Tempio Jedi, e Devil M'Anga non avrebbe aiutato i figli di Thanatos ad eliminare il Re Dio.
    Devil ripartì da solo lasciando Kysha su Kowak sperando che la solitudine l'aiuti a riflettere, ma la donna, quanto mai irritata, si incamminò verso il folto della foresta ripromettendosi di non ritrovarsi mai più a discutere con un Jedi.

    Un turbinio di eventi inquietanti e misteriosi sembrò avviluppare Kysha dal momento in cui mise piede nella lussureggiante vegetazione del pianeta. Scappando da un enorme deforestatore, la Sith infatti si ritrovò drogata e legata in una base ASU nascosta nel cuore della foresta.
    Altrettanto misteriosamente venne aiutata a scappare da un esserino volante e peloso che sosteneva di averla liberata da un tranello tessuto dall'Impero.
    Sempre più confusa, Kysha ripartì per Nar Shaddaa in cerca della persona adatta a portarla fino a Coruscant ed indagare sul progetto Epsen.


    Nar Shaddaa:

    Dopo una serie di ricerche infruttuose, Kysha venne a conoscenza di un gruppo di sensibili nascosti nei bassifondi: i "MendicaSith".

    Nel settore rifugiati Kysha incontrò Epr'khan, un antico maestro di Kylaan nonchè vecchia conoscenza di Abyss, che le promette la verità in cambio delle teste dei Jedi dietro i quali aveva sguinzagliato due dei suoi apprendisti.
    Con la collaborazione di uno di questi la Sith raggiunse il covo dell'Allevatore, dove sperava di ricavare informazioni sulla posizione dei Jedi.
    I due Sith ingaggiarono un combattimento con gli scagnozzi dell'Allevatore, che riescono ad abbattere l'Apprendista di Epr'khan.
    A causa della presenza di diversi Ysalamiri, Kysha venne privata momentaneamente della sua capacità di usare la Forza, ritrovandosi in stallo.
    In uno degli Aquar presenti la donna individua una debole Sensibilità e grazie alla persuasione riesce a tentarlo, portandolo dalla propria parte.
    Con il nuovo alleato riuscì a liberarsi degli Ysalamiri, portandosi nuovamente in vantaggio.
    Durante il combattimento Leran uccise però l'Allevatore, impedendo così a Kysha di trovare le informazioni che stava cercando.

    Anche Seras Argon, che Kysha sospettava essere un'apprendista di Epr'Khan, si unisce brevemente al duo e acconsente di portarli in uno dei nascondigli dell'Avernia, dove apprendono che i Jedi sono divenuti giocattolo di qualche Lorda Hutt.
    In seguito Kysha salvò dalla cattura un Devaroniano di nome Marbrand, che promette di aiutarla nella sua ricerca.
    Seguendo i consigli di Marbrand, Kysha e Leran riuscirono ad arrivare fino al palazzo di Hudro de Hutt, dove incontrano Zake Kitai, un umano catturato dalle guardie del palazzo mentre tentava di rubare una perla di Drago Krayt.
    Pur non riuscendo a contrattare per il possesso dei Jedi, Kysha riuscì a portare Zake via dal palazzo guidata da un'improvvisa intuizione.

    Mentre il trio camminava per le strade del Settore Corelliano sulla via per far ritorno da Epr'khan ed estorcergli con la forza le informazioni desiderate, un agente Imperiale si avvicinò a Kysha chiedendo di essere seguito.
    La donna decise di accontentarlo sperando di farsi portare direttamente alla fonte delle informazioni; il gruppo venne così condotto da Dero Totentanz sino alla base Imperiale di Nar Shaddaa, situata in quello che era all'apparenza un magazzino abbandonato.

    All'interno della costruzione Kysha fece scattare l'inevitabile trappola e, dopo aver ferito gravemente l'aspirante Inquisitore con la spada laser, ingagghiò un terribile combattimento con le frotte di Terrortroopers che stavano ad aspettarli.
    Durante il combattimento la Sith ebbe modo di provare una nuova, potente, tecnica in grado di utilizzare a pieno la devastazione dei Fulmini di Forza, che in concomitanza all'intervento esplosivo di Leran e Zake fece sprofondare il magazzino, uccidendo tutti i Terrortroopers.

    Sola e indebolita, Kysha si ritrovò in una sezione crollata della finta base Imperiale quando un Terrordroide scampato all'esplosione le si avvicinò e iniziò a proiettare l'Ologramma di Shae, che le svelò la verità sulle sue origini e si offrì di eseguire un nuovo intervento per donarle una vita normale.
    Per l'ennesima volta Kysha rifiutò di abbandonare il Lato Oscuro, costringendo Shae a svanire nel nulla e mandare all'attacco altri Terrordroidi.

    Una volta nuovamente in superficie Kysha decise di non soffermarsi a lungo sulle nuove rivelazioni sulla sua identità, e di partire invece alla ricerca di Abyss.
    Con i due nuovi apprendisti ripartì alla volta di Jilrua, pianeta desertico poco distante, dove i due Figli di Thanatos avevano un rifugio dove ritrovarsi in caso di emergenza.


    Dathomir

    All'interno della costruzione di legno sbiadito dal sole e dal vento di Jilrua, Kysha non trovò l'amato Xardas bensì delle coordinate per l'Orlo Esterno, quelle per il pianeta Dathomir.
    Dopo aver trovato una pilota, Jakael Iwu, per il viaggio il gruppo partì per un burrascoso viaggio verso il pianeta indicato da Abyss.
    Passando per il settore Noori la nave venì danneggiata gravemente dagli attacchi della flotta dei Protosebastocrati Crepuscolari e venne costretta ad un atterraggio di emergenza a Thustra.
    Una volta raggiunta l'orbita del pianeta scoprono che esso è presidiato da una flotta ASU, e nuovamente attaccati, precipitano al suolo.

    Abilità e Peculiarità

    Meditazione (Maestro)
    Dominazione Mentale (Maestro)
    Fulmine di Forza (Maestro)
    Soffocamento (Medio)
    Drenaggio di forza (Medio)
    Illusione (Basso)

    Personalità instabile
    .
    Corporatura minuta: Pur essendo abbastanza alta, il suo fisico minuto le permette di destreggiarsi con grazia duranti i combattimenti e di poter comunque utilizzare una notevole forza fisica.
    Epsen: Malgrado le spiegazioni di Shae, Kysha non ha ancora compreso le differenze effettive tra lei ed un essere umano.
    Iridi cangianti: Nelle iridi celesti di Kysha appaiono delle macchie rosse quando attinge al potere della Forza.

    Proprietà
    :
    - Casa in periferia di Theed, vicino alle cascate
    - Rifugio su Jilrua

    Forma IV Ataru o dell'Offensiva
    Forma X Jar'Kai
     
    Last edited: Apr 18, 2016
  3. Nihal

    Nihal The sith lady

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    Dana Ly
    Cacciatrice di taglie


    Età:
    48 ABY

    Razza:Umana

    Sesso:Femmina

    Pianeta di origine:Malastare

    Altezza:1.60m

    Peso:47kg

    Capelli:Corvini

    Occhi:Azzurro ghiaccio

    Pelle:Molto chiara

    Corporatura:Esile

    Abbigliamento:Pantaloni neri, maglietta scura, ghiacca di pelle nera, anfibi, cintura borchiata con tasche.

    Equipaggiamento:Due blaster, un coltello, comlink, fucile di precisione modificato per colpi esplosivi, tirapugni con vibrolama retrattile, detonatori termici.

    Lingue conosciute:Basic, Huttese, Dug (imperfetto), binario

    Specializzazioni:Cecchino

    Carattere:
    Dana rinchiude le proprie emozioni dentro una corazza di gelida indifferenza, cercando sempre di mantenere un atteggiamento distaccato.
    Dietro la maschera nasconde come meglio può un caratteraccio sarcastico e irascibile, frenato dal buonsenso.
    Ottima manipolatrice con riflessi affilati, non si fa scrupoli ad utilizzare il proprio aspetto come mezzo per arrivare dove desidera e, nel caso non fosse sufficiente, uno o due detonatori termici finiranno il lavoro.
    Predilige la solitudine, meglio se in una polverosa stanza della Nuna Zoppa a Mos Eisley, ma anche un bicchiere - o dieci - in compagnia dei pochi compagni fidati.
    Dopo l'abbandono del compagno di vita e avventure, Kimi Tarfor, ha sviluppato un gusto per gli alcolici di infima qualità, droghe e missioni al limite del suicidio.

    Cenni Storico biografici:
    All'età di 8 anni Dana è stata venduta ad un ricco trafficante di armi dai suoi genitori, che vivevano in uno stato di miseria fisica e degrado morale, e costretta a fare da corriere nei loschi traffici del padrone.
    Dana lavora per il trafficante fino a 18 anni, e nonostante l'odio verso di lui e per la situazione di schiavitù in cui si trova riesce a guadagnarsi l'ammirazione dei colleghi dimostrando coraggio, professionalità e sprezzo del pericolo.
    In questi anni Dana si trasforma da spaurita ragazzina insignificante a giovane donna dall'aspetto sensuale e tenebroso, risvegliando l'interesse del trafficante che cominciò a manifestare morbose attenzioni nei suoi confronti.
    Non gradendo affatto quel tipo di attenzioni e una volta che queste si spinsero ben al di là di quanto fosse disposta a sopportare, in un eccesso di rabbia, Dana non esitò a far uso dell' affilatissima lama che porta sempre con sè, recidendo con un sol colpo la gola del proprio padrone.
    Questo atto le restituì la libertà , ma la costrinse ad andarsene dalla polverosa capitale del pianeta per evitare le ritorsioni dei soci del Boss da lei ucciso.
    Sola, senza amicizie e senza soldi decise in quel momento che nessuno sarebbe mai più stato padrone della sua vita o del suo corpo e decise di sfruttare le conoscenze sulle armi e sulla violenza che aveva appreso in quei 10 anni mettendole al servizio del miglior offerente.
    Dopo aver conosciuto Kimi Tarfor, imponente corelliano amante dei bazooka, i due viaggiano per la Galassia in cerca di taglie da riscuotere e bettole in cui festeggiare.

    Mygeeto

    Dana e Kimi arrivano sul pianeta nevoso come mercenari in aiuto ai Ribelli nella battaglia contro l'Impero, dove vengono separati in due diverse squadre d'azione: Kimi per la battaglia in campo aperto e Dana nella squadra che avrebbe dovuto infiltrarsi nella zona nemica.
    Proprio nel mezzo di una tempesta di neve, in pieno conflitto e con diverse ammaccature, la ragazza decide di confessare i sentimenti che da due anni teneva dolorosamente nascosti.


    Tatooine e il drago Krayt

    Quando Dana ritorna su Tatooine, patria affettiva e sabbiosa di ogni buon cacciatore di taglie, trova un ingaggio in una squadra di mercenari guidati da un Vurk burbero alla ricerca di un Drago Krayt e della sua prole.
    Al vurk la prole, ai mercenari le perle.
    Come promesso Kimi arriva a Mos Eisley per partecipare alla missione, ma la notte stessa sparisce lasciando Dana sola e incredula nella sua stanza alla Taverna della Nuna Zoppa
    Quando la mattina dopo è ormai tempo di partire per il deserto di dune, non c'è nessuna traccia del compagno e Dana decide a malincuore di partire col gruppo di mercenari.
    Uccidere il Drago Krayt si dimostra più difficile di quanto preventivato, e Dana si offre coraggiosamente per arrampicarsi sulla creatura e spingerla ad inghiottire gli esplosivi preparati dal resto del gruppo.
    Purtroppo durante la battaglia la prole viene perduta, ma i mercenari riescono lo stesso ad impadronirsi delle perle; stanca e di malumore Dana spara al Vurk, mettendo fine alle sue maleducate lamentele.
    Guidati da una riluttante Dana, il gruppo fa ritorno a Mos Eisley in cerca di qualcuno a cui vendere le cinque perle di Grande Drago Krayt.
    Tornati alla locanda e constatata nuovamente l'assenza di Kimi, Dana si rifugia nella sua stanza per giorni in compagnia di Whisky scadente.
    Pochi giorni dopo la Serenissima Lega Tiss'harl si mette in contatto col gruppo, proponendo loro l'acquisto delle perle a compimento di un compito molto particolare...

    Teth

    Il gruppo di mercenari parte alla volta di Teth, dove riesce ad infiltrarsi in un edificio sotterraneo celato da una parete rocciosa.
    La base al loro arrivo è già sotto attacco e sembra deserta; i mercenari si muovono velocemente alla ricerca delle periferiche desiderate dai loro mandanti.
    La situazione degenera in un incubo senza uscita quando il gruppo di uomini guidati da Dana viene decimato da un Cyber-Ibrido volante, armato e pressochè invulnerabile.
    Proprio quando la speranza era persa, una speciale squadra di contenimento fa irruzione e senza difficoltà seda il mostro alato e lo riporta nella sua cella di contenimento. Purtroppo però i nuovi arrivati sono tutt'altro che amichevoli, e dotati di armi evolute e una superiore conoscenza della Base.
    Ormai soli Dana, Azor ed Herb fuggono per un labirinto di corridoi infiniti, incappando continuamente in combattimenti quasi letali con la Shistavanen Cyborg.
    Inaspettatamente, feriti ed esausti, i cacciatori di taglie riescono a mettersi in salvo sulla Vestre, la nave di Azor, e far nuovamente rotta su Tatooine, con la speranza di piazzare nuovamente le perle.
    Alla locanda della Nuna Zoppa Dana è nuovamente costretta ad affrontare la realtà dei fatti: missione fallita, niente Kimi.

    Kalee

    Inaspettatamente la Serenissima Lega si rivolge ancora a Dana e al gruppo di Azor, chiedendo loro di intervenire nel conflitto intestino del pianeta Kaleesh e uccidere Xamael, scomodo leader della fazione Kaleesh.
    Quando il gruppetto di mercenari raggiunge l'accampamento è ormai troppo tardi, navi nemiche iniziano a cadere dal cielo ed orribili esseri sovrannaturali iniziano ad invadere il campo di battaglia.
    Durante lo scontro si alleano col mandaloriano Trigorn Falcol, ed grazie a lui e all'intervento del comandante ribelle Reyla Howlett il gruppo riesce inaspettatamente a sconfiggere il Signore dei Sith che si celava sul pianeta.
    Col nuovo alleato Dana, Azor ed Herb lasciano il pianeta in fermento, alla volta di Concord Dawn.

    Abilità e caratteristiche:

    Ottima mira.
    Conoscenza delle armi.

    Proprietà
    :

    - Deposito di armi rubate nascosto in periferia di Pixelito, Malastare

    PG mosso daNihal
     
    Last edited: Apr 18, 2016
  4. Dreskan

    Dreskan Cobalt Count Staff Member

    Dral "Beskadral" Al Dinii

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    Descrizione

    Età: 41 (74 ABY)
    Razza: Ibrido Umano-Talortai
    Sesso: Maschio
    Pianeta di origine: Pianeta nello Spazio Spelvaggio noto come "Yaim"
    Genealogia: Nek Vertes (padre biologico, deceduto); Miranda Pride (madre biologica, deceduta); Janek Vertes (fratello adottivo)
    Status: Protettore Vagabondo di Concord Dawn; Ex-Supercommando del Clan Staan
    Affiliazione: Clan Staan

    Altezza: 1,92 (senza armatura); 1,96 (con armatura)
    Peso: 85 kg (senza armatura); 100 kg (con armatura)
    Capelli: Bianchi, spesso rasati
    Occhi: Neri
    Pelle: Alabastro
    Corporatura: Muscolosa e atletica
    Abbigliamento: Corazza Mandaloriana completa e pesantemente modificata
    Equipaggiamento: Complesso e variegato arsenale personalizzato
    Lingue conosciute: Basic, Mando'a, Huttese, Talortai, alcune altre
    Specializzazioni: Esperto in numerose tecniche di combattimento in mischia, a distanza, ad arma bianca, e conoscitore di alcune tecniche mentali avanzate
    Segni particolari: Fattore rigenerativo, invecchiamento rallentato, limitate capacità precognitive

    Cenni storico-biografici
    Naejov Vertes nacque in un accampamento Mandaloriano su un pianeta lontano e non segnato sulle mappe galattiche nello Spazio Selvaggio, nel quadrante est della Galassia, un posto noto solo come “Yaim”. Sua madre era un ingegnere fuggita da Coruscant per timore dell'Impero, Miranda Pride, e suo padre era un guerriero Talortai secolare, Nek Vertes, sottopostosi a modifiche genetiche per poter procreare con la moglie, e per quanto l'unione andò a buon fine Naejov nacque con un aspetto deforme, il corpo pallido e coperto da pustole e voglie in costante mutamento per via del fattore rigenerativo ereditato dal padre. Nonostante l'aspetto peculiare, il giovane crebbe relativamente felice insieme al fratello adottivo Janek poco più giovane di lui insieme al gruppo di Mandaloriani dell'accampamento, un Clan guidato da un guerriero veterano delle Guerre dei Cloni, Keldab Staan. Si sentì spesso imbarazzato e umiliato dal suo aspetto ripugnante, rifugiandosi spesso nella sua armatura tradizionale e arrabbiandosi molto quando a viso aperto o ridicolizzato, eppure passò una felice infanzia punteggiata dagli intensi anni di addestramento militare tipici della cultura Mandaloriana. A dispetto dell'età, la sua tenacia, il suo coraggio, la sua robustezza, e il suo talento bellico lo resero una delle reclute col potenziale maggiore degli ultimi cinquant'anni del campo, e questo unito alla sua lingua tagliente e al suo modo di fare logorroico e imprevedibile gli fecero guadagnare il nomignolo di “Beskadral”, tradotto dalla lingua Mandaloriana come “più forte del Ferro Mandaloriano”, spesso abbreviato come “Besk”.
    La sua vita cambiò quando una flottiglia di schiavisti trovò e attaccò il campo e il Clan credendo di aver trovato merce facile da catturare, rimanendo sorpresa dalla inaspettata risposta armata dei Mandaloriani. La battaglia che si scatenò fu durissima, molti dei guerrieri morirono, tra questi gli stessi genitori di Besk, rifugiatisi in una capanna usata come infermeria che fu distrutta quando uno speeder ci si schiantò esplodendo. Oltre a questo, suo fratello Janek fu colpito da una granata che lo ferì alla schiena, e per quanto non morì rimase paralizzato dalla vita in giù incapace di usare le gambe. Lo scontro si concluse con lo sterminio degli schiavisti, ma le perdite e i danni del Clan furono ingenti, e lo stesso giovane Naejov ne uscì traumatizzato. Ciò lo portò a seguire una tradizione del Clan, di abbandonare il suo nome e di sceglierne uno per rappresentare un nuovo inizio, e scelse il nome “Dral Al Dinii”, tradotto dal Mandaloriano come “forte ma lunatico”, e giurando vendetta contro chi ha ferito la sua famiglia. La sua possibilità di vendetta arrivò quando il Capoclan Keldab Staan gli offrì la possibilità di trovare un po' di sollievo, prendendolo sotto la sua ala e donandogli la vecchia armatura di Nek Vertes, una corazza in cortosis estremamente preziosa e accessoriata. Gli offrì anche la scelta di farsi addestrare dallo stesso Capoclan per diventare, col tempo, il nuovo Supercommando del Clan, e di viaggiare per la Galassia a raccogliere risorse, informazioni, ed esperienza sotto le mentite spoglie di un mercenario. Besk accettò, e passò gli anni successivi ad ampliare la sua sfera di conoscenze, superando un duro e mortale regime di addestramento che lo fece diventare uno dei migliori guerrieri del Clan di sempre. Il Capoclan inoltre lo aiutò a forgiare il suo carattere, rendendolo un uomo determinato e implacabile, ma con un rigido codice morale e un'indole per difendere i deboli, gli indifesi, e gli innocenti, basato sul modo di fare di due dei precedenti Mand'alor e leader del popolo Mandaloriano: Jaster Mereel e Fenn Shysa.
    La fine del suo addestramento coincise con il suo ventesimo compleanno e con la conclusione dell'assemblaggio di una Star Courier modificata, un vecchio progetto della madre portato ora a termine da Janek, ora su sedia a repulsione e diventato un ingegnere e un pilota. Dotato di questa nuova nave, della sua armatura rossa e nera a significare la sua sete di giustizia e il suo desiderio di onorare i genitori, e delle armi donate dal Capoclan come una delle sue Beskad personali, Besk lasciò il Clan dopo aver detto addio ai suoi affetti, e si diede all'avventura per la Galassia.
    La prima cosa che Besk fece una volta libero di andare per la Galassia fu rintracciare l'uomo responsabile per aver inviato la flotta schiavista nello Spazio Selvaggio, e lo trovò in un ufficiale Imperiale in pensione dai modi di fare brutali sia verso gli estranei che verso la sua stessa famiglia. Disgustato dal suo comportamento e ansioso di vendicarsi, Besk lo picchiò a sangue portandolo sul baratro della morte, ma quando fu sul punto di ucciderlo lo risparmiò, lasciando l'onore del colpo di grazia alla famiglia dello schiavista, che lo uccisero senza rimorso. Besk, pur avendo chiuso quel capitolo della sua vita, non si sentì affatto soddisfatto, e ciò acuì il suo già intenso disprezzo per gli schiavisti e per chi si ritiene superiore agli altri trattandoli come carne da macello.
    Gli anni successivi furono molto intensi, costellati da numerosi incarichi da mercenario, innumerevoli aggiornamenti al suo arsenale, l'acquisto di due droidi per la manutenzione della sua nave, e il ritrovamento del suo nonno materno, Alan Jackson Pride. In questi anni non solo migliorò le sue doti da guerriero, ma anche molte altre, tra cui cucina, danza, meditazione, e molte altre, diventando un maestro eclettico di numerosissime tecniche e campi poi adattati anche a scopi militari. Fu anche in questo periodo che strinse rapporti con numerosi mercanti, compreso il suo rifornitore di fiducia, che gli potenziò la nave con un potente sistema di occultamento che lo spinse poi a rinominare la Star Courier “Hidden Death”. Ad un certo punto, tra le sue varie avventure, si fece seguire da una banda di pirati fino alla stazione spaziale del nonno materno, causando uno scontro a fuoco che risultò in numerose perdite tra i civili e nel conseguente inasprimento del rapporto tra nipote e nonno, a sua volta con un forte senso dell'etica e della responsabilità. Si accordarono per vedersi solo una volta all'anno, qualora possibile, in occasione del compleanno di Besk, ma per il resto di restare isolati, separati, e lontani l'uno dall'altro. Besk, per quanto col cuore appesantito, accettò, e tornò alle sue avventure.
    Fu così che Dral Al Dinii passò da una missione mercenaria all'altra, creandosi anche una piccola nome di folle cacciatore di taglie e soldato di ventura dedicato alla giustizia e all'altruismo, e sempre in prima linea per difendere gli indifesi e portare alla giustizia i colpevoli.

    Storia recente
    Durante una giornata di riposo su Tatooine, Besk si ritrova invischiato prima in uno scontro con un mercenario Jedi Oscuro, dal quale ne uscirà vivo ma un po' imbarazzato, e poi in uno dei numerosi traffici di schiavi del Signore del Crimine locale. Dopo aver attaccato la base degli schiavisti e liberato i prigionieri, viene messo alle strette dai criminali ingaggiati che lo costringono a lasciare il pianeta per via dei danni arrecati. Prima di partire, però, aiuta un gruppo di superstiti della battaglia di Chad arrivato su Tatooine da poco: il mercenario Chistori Axel Drake, il cacciatore di taglie Cody Fordo, il Padawan Jedi Devil M'Anga, e la Jedi Oscura agente della Confederazione Ribelle Seras Argon. Dopo aver trovato una cura per Seras, recentemente avvelenata, e dopo aver depistato un assassino Gand sulle loro tracce, accompagna il gruppo prima a Malastare per una sosta per rifornimenti, e poi a Yavin IV, base segreta dell'Alleanza Ribelle e dell'Ordine Jedi, così che i veterani potessero riposare e fare rapporto.
    A Yavin IV, Besk fa visita agli Archivi del Tempio Jedi per togliersi alcune curiosità, e nel farlo incrocia il famigerato Signore Oscuro dei Sith, Sarrik Velìfluas, a sua volta lì grazie ad uno spregevole ricatto nei confronti del Consiglio Jedi. Dopo una breve conversazione telepatica con il sinistro figuro, Besk viene cacciato dal Tempio per via di una sfuriata di Seras alla vista del suo nemico dai tempi di Chad. Tornati alla loro nave, Seras chiede a Besk di accompagnarla insieme a Cody per una missione di infiltrazione su Coruscant. Il Mandaloriano, dopo aver accettato e impostato la rotta, scopre con una visita medica nell'infermeria di essere malato terminale di un male legato alla Forza dettato dalla sua natura di ibrido innaturale, e quindi di avere solo alcuni mesi di vita, meno se a contatto diretto con la Forza stessa. Decidendo di mettere da parte questo problema, si concentra sulla missione e, dopo aver reclutato sulla strada anche il sicario Shistavanen noto come Negas, il gruppo si prepara alla missione vera e propria.
    Una volta nel sistema di Coruscant, il sistema di occultamento della Hidden Death permette alla squadra di evitare i blocchi orbitali Imperiali più esterni, ma le scansioni congiunte delle dozzine di Star Destroyer superano il mascheramento e li rendono visibili ai sensori. La risposta armata degli incrociatori e dei loro caccia TIE danneggia la nave, che è costretta ad un atterraggio d'emergenza. Costretti ad abbandonare la nave carichi di armi e attrezzatura, scappano per le strade cittadine di Coruscant, e dopo aver seminato i loro inseguitori entrano in contatto con un Signore del Crimine locale, che li assiste nei preparativi della loro missione: infiltrarsi nel Palazzo Imperiale di Coruscant, e recuperare dal terminale privato del Gran Moff Ypsia dei dati segreti sul conto di Sarrik Velìfluas. Per garantire l'inserzione tranquilla nel settore e la cooperazione del Governatore, vengono recuperate delle uniformi da soldati Imperiali insieme a una cassa in cui far contrabbandare tutto l'arsenale, e viene rapita la figlia del Gran Moff, Noeria Ypsia, da usare come leva sul politico. Poco più tardi, la missione ha inizio, e per quanto i travestimenti siano sufficienti per superare le guardie all'esterno e nei livelli più bassi del Palazzo, gli infiltrati sono costretti presto a farsi strada sparando tra Stormtrooper, Guardie Rosse, droidi d'assalto, sistemi di difesa automatizzati, e una bolla anti-Forza generata dalle bestie note come Ysalamiri. Giunti davanti al Gran Moff in persona, lo convincono a dare loro ciò che vogliono minacciando Noeria, ma sulla strada per l'uscita Seras uccide accidentalmente Noeria, e senza più un ostaggio devono accelerare il passo. Una volta superata la bolla degli Ysalamiri, Seras riacquista l'uso dei suoi poteri, ma la malattia di Besk, tenuta fino a quel momento a bada, si fa sentire con sintomi molto più gravi, e viene portato fuori a fatica gravemente ferito e morente. Raggiungono tuttavia il mezzo per la fuga, tutti vivi e con i dati voluti, fino al Signore del Crimine che li aveva aiutati in precedenza, e che li aiuta ulteriormente conducendoli ad un hangar dove trovano la Hidden Death parzialmente riparata e caricata su un trasporto mercantile per farle superare il blocco Imperiale. Come condizione per il supporto ricevuto, Besk accetta di contrabbandare con sé anche un disertore Imperiale, Maximilian Ray, Comandante dell'Esercito e vecchia conoscenza di Seras. Una volta superato il blocco, la Death si distacca e lascia definitivamente il sistema di Coruscant.
    Durante il tragitto, Besk collassa del tutto per via delle ferite e dei sintomi sempre peggiori, e solo grazie ad un intervento drastico di Seras coi suoi poteri, sembra stabilizzarsi. Dopo una breve convalescenza, Besk si risveglia del tutto guarito e in salute, e senza le orribili escoriazioni che hanno deturpato il suo corpo per tutta la sua vita. Come conseguenza, però, ha perso completamente il suo legame con la Forza, insieme alla possibilità di imparare a controllarla e a manipolarla, cosa che però al Mandaloriano non ha mai interessato davvero. Il viaggio si dimostra più impegnativo del previsto, per via degli attriti tra Seras e Maximilian, ma alla fine tutto si risolve, e Besk convince Seras a diventare suo socio in affari, rivelandole anche la sua vera appartenenza al Clan Staan e adottandola come sua sorella.
    Il viaggio si conclude arrivando al limitare del sistema di Naboo, dove una flotta di navi da guerra del sistema di Drogheda e dell'ASU raggiunge la Death ancora danneggiata e manda una delegazione per recuperare il disertore Maximilian Ray. L'incontro tuttavia si conclude con uno scontro a fuoco tra i soldati ASU e l'equipaggio della Death, e con il rapimento vero e proprio dell'ex-ufficiale Imperiale. La schermaglia tuttavia si conclude con l'arrivo della flotta difensiva Imperiale di Naboo, allertata dalle ostilità, e con la cattura della Death da parte dello Star Destroyer Sidarian. Besk e i suoi amici vennero imprigionati, ma grazie ad un virus caricato dal droide astromeccanico della Death e alla prontezza del Mandaloriano, riescono a fuggire e a catturare di nuovo Maximilian insieme ad un ufficiale di Drogheda, con il quale raggiungono un accordo. Portano quindi la Death a bordo della nave ammiraglia della flotta ASU e a bordo di essa lasciano il sistema alla volta di Malastare. Durante il tragitto, Besk riceve da un suo contatto una missione da parte del Clan: prepararsi per il furto di un colossale incrociatore classe Keldabe che avrebbe avuto luogo alcuni mesi più tardi ai danni dell'Impero.
    Riparata e rifornita la Death, la squadra lascia la flotta ASU e Maximilian in termini tutto sommato amichevoli, e atterrano a Malastare per gli ultimi rifornimenti prima di essere del tutto ripristinati. Qui, parte della squadra si separa, con Cody Fordo che va per la sua strada a lavorare per Janus Creed, e Negas che viene contattato dal governo per cui segretamente lavora per una missione molto particolare. Seras, nel mentre che la nave viene rifornita, va ad un punto d'incontro con dei contatti della Confederazione per consegnare i dati su Sarrik recuperati a Coruscant, ma Besk, non fidandosi della CR, le consegna un segnalatore segretamente già attivo, così che potesse seguirla di soppiatto per assicurarsi che non accadesse nulla di grave. I suoi sospetti si rivelano fondati quando Seras viene aggredita da una squadra anti-Jedi della Polizia Politica della Confederazione, guidata dal perfido agente Vicious Kaze su ordine del Generale Gladius, che riesce a catturarla anche con l'aiuto di Negas, inviato dall'ASU per assistere all'operazione. Besk entra subito in azione e tenta di salvare Seras, finendo anche per combattere direttamente contro lo Shistavanen, ma non riesce ad impedire alla navetta Confederata di lasciare il sistema e di entrare nell'Iperspazio. Besk, pur avendo decifrato le coordinate di arrivo del trasporto, è consapevole che avrebbe trovato dall'altra parte una forza nemica soverchiante, quindi decide di desistere e di formulare un piano d'azione, rifugiandosi nella Nebulosa Alabastro, una formazione cosmica a pochi parsec da Malastare.
    Un aiuto inaspettato per salvare Seras giunge dalla stessa ASU nella forma di una ufficiale Shistavanen, Tamia Nassio, che su consiglio di Negas si offre di assistere Besk nel salvataggio. Intrigato dalla proposta, Besk accetta l'aiuto, e invita la donna a discutere i dettagli a cena, ospitandola nel ristorante del suo nonno materno, Alan Pride. Qui i due si accordano per impostare un finto processo secondo il quale Seras Argon sarebbe accusata di aver causato un qualche tipo di malanno a Maximilian Ray, con il quale avrebbero potuto portarla su Drogheda tramite l'estradizione e pianificare la sua fuga. Besk decide di prendere le parti del suo avvocato difensore, e si traveste conseguentemente indossando una maschera di pelle sintetica diventando l'avvocato Alec Simmons, preparandosi alla messinscena.
    La Confederazione concede l'estradizione per Seras grazie all'intervento del luogotenente di Gladius, che pianifica da tempo di eliminare il Generale Droide, e la Jedi Oscura viene portata su Drogheda. La giovane, nel frattempo ripetutamente violentata e seviziata da Vicious Kaze, viene ospitata all'interno della struttura giuridica, e in breve il processo ha inizio. Mentre Besk ha le parti della difesa, l'accusa è assegnata ad un avvocato Falleen, che mette in mostra i numerosi difetti e le colpe di Seras per dimostrare che è un elemento pericoloso alla società anche nel caso non avesse arrecato danno a Maximilian Ray. Besk riesce a far valere la sua difesa dimostrando effettivamente come i malanni di Ray non siano stati causati da Seras, ma il verdetto finale risulta comunque in favore della condanna a morte per cremazione, che ha luogo quasi immediatamente dopo. Il verdetto però era già stato deciso in principio per garantire che la Galassia credesse che Seras fosse davvero morta, il piano ha semplicemente subito un'accelerata quando è stato comunicato che una delegazione Imperiale sarebbe giunta per reclamare Seras qualora fosse stata dichiarata innocente, e quando è stato affermato – non senza ragione – che tutto il processo fosse stato orchestrato alle spalle della Duchessa di Drogheda. Nella camera di cremazione in realtà Seras viene ibernata nella carbonita e contrabbandata di nascosto sulla Hidden Death ormeggiata poco lontano, dove Besk era già in attesa con i motori caldi. Riconsegnata la ragazza, l'ufficiale Tamia Nassio confessa di voler lasciare il pianeta insieme a loro, e Besk la asseconda, partendo a razzo poco dopo occultati e al sicuro.
    Tornati dentro le interferenze della Nebulosa Alabastro, Tamia Nassio rivela che la sua posizione presso l'ASU era stata compromessa e che era ormai già condannata a morte, e che desidera morire con onore suicidandosi. Besk tuttavia, sia per gratitudine che per compassione, la convince a non compiere il gesto, e la invita a diventare la sua apprendista come recluta Mandaloriana del Clan Staan. La giovane accetta, e abbandona il suo vecchio nome in favore di Adenna Laar, recluta Mandaloriana sotto la guida di Besk. Risolta la faccenda, Seras, ancora ibernata, viene condotta in infermeria e scongelata, per poi essere narcotizzata e messa a dormire nell'alloggio per permetterle di riprendersi del tutto dallo shock. Al suo risveglio, ha modo di tornare ad ambientarsi sulla nave e di legare con Adenna, ma il momento di pace finì quando si scopre che Gladius, nella sua follia, ha tagliato completamente i contatti della Confederazione con l'Alleanza Ribelle. Seras, sconvolta, decide di contattare Harbart con grande stupore di Besk e Adenna, ma alla fine le viene concesso di chiamarlo su una linea sicura. L'ufficiale Neimoidiano rivela di voler davvero eliminare Gladius, e incarica proprio Seras di guidare l'assalto per eliminare il Generale. Besk interviene e si mette al fianco di Seras così da poterla aiutare, e viene stretto un accordo con Harbart per assistere nella distruzione di Gladius. Durante i preparativi, si scopre che Seras era rimasta incinta di Axel Drake, ma che le sevizie di Vicious avevano ucciso il bambino. Il gruppo raggiunge ventiquattr'ore più tardi Naboo, dove entra in contatto con una nave Confederata di supporto mandata da Harbart per ricevere armi pesanti per il lavoro e assistenza per atterrare in sicurezza sul pianeta.
    Sulla superficie di Naboo il gruppo si gode un piccolo momento di pausa in attesa che la flotta Confederata arrivi, finché non ricevono la visita di alcuni agenti della divisione Jedi Oscuri della Confederazione che si uniscono alla squadra d'assalto. Informati dell'arrivo della flotta, la Death parte subito e si inserisce occultata nel bel mezzo della battaglia spaziale tra le forze della Confederazione e quelle difensive dell'Impero, fino a raggiungere l'ammiraglia di Gladius, la Maestety. Ormeggiano in un hangar all'insaputa di Gladius con l'aiuto di Harbart, e dopo aver lasciato Adenna di guardia alla nave la truppa si mette in movimento alla ricerca del Generale Droide, che tuttavia li trova per primi. Lo scontro che ne consegue è brutale, ma i sicari mantengono il vantaggio, con Seras che elimina i rinforzi del Generale e Besk che indebolisce a suon di esplosivi e armi pesanti Gladius. Danneggiato gravemente nello scontro, il Generale si ritira coperto da Vicious Kaze e un gruppo nutrito di droidi di classe superiore e tenendo in ostaggio Adenna, che aveva poco prima disubbidito ai suoi ordini andando a cercarli. L'agente riesce a rallentare la squadra, ma solo per poco, e grazie all'intervento di Harbart il gruppo supera i droidi e Seras uccide Vicious, mentre Besk corre a raggiungere Gladius. Il Comandante Supremo della Droide Armata tuttavia viene preso e accerchiato da altri membri Jedi Oscuri mandati da Harbart, e da loro viene terminato una volta per tutte. La squadra quindi, terminata la missione, torna alla Hidden Death per riposare e medicare le proprie ferite, ed è proprio qui che si scopre che le letture preliminari su Seras erano errate per via delle cure approssimative di Confederazione e ASU, e che effettivamente era ancora incinta e che il bambino era ancora in salute. Dopo un breve interludio, Harbart li informa di avere un'altra missione per Seras, e spedisce il gruppo a Tatooine per eliminare una cellula della Polizia Politica ancora fedele a Gladius.
    Una volta a Tatooine, Besk ed equipaggiano incontrano Janus Creed e Negas, giunti sul pianeta proprio alla ricerca del Mandaloriano per chiedergli aiuto. L'incontro, dopo gli eventi di Malastare e quanto accaduto dopo, non è piacevole per nessuna delle parti, specialmente per Seras, e c'è un diverbio abbastanza acceso nel quale alla fine la Jedi Oscura si mette da parte e Besk rivela che una vecchia conoscenza di Negas, Tamia Nassio, era ancora viva, presentandole Adenna Laar. In seguito si scopre che la donna amata di Negas, la Principessa Zirin, è ancora viva, e che Tamia/Adenna sa dove si trova, in una struttura di ascolto segreta dell'ASU su Rhen Var, e il sicario Shistavanen pretende di essere accompagnato lì. Adenna accetta senza esitazione, ma così facendo spinge anche Besk a decidere di accompagnare Negas, sia per proteggere la sua apprendista che per aiutare il suo amico e rivale. Raggiunto l'accordo, lo Shistavanen rivela anche la ragione per cui lo stava cercando: sbloccare i file dentro un datapack criptato recuperato durante la missione su Coruscant, impossibile senza un supercomputer del calibro di quello sulla Hidden Death. Besk accetta, e il disco viene inserito nel computer, ma il processo avrebbe richiesto alcune ore, lasciando il gruppo libero di agire nel frattempo. Besk quindi ne approfitta per andare con Seras ad eliminare la cellula ribelle, cosa che richiede poco tempo, ma la Jedi Oscura coglie in contropiede tutti informando Harbart della presenza dell'avamposto ASU su Rhen Var per richiedere supporto nell'attacco, aiuto che le viene concesso, ma che irrita parecchio sia Negas che Besk. Tutto sommato però nessuno rifiuta l'assistenza ricevuta, e lasciandosi Tatooine alle spalle la Hidden Death raggiunge il punto d'incontro con la State, la nave inviata da Harbart per aiutare Seras, ormai divenuta ufficialmente un Vicario della Confederazione Ribelle.
    A bordo della State, Besk permette ad una squadra Confederata di salire a bordo per l'attacco, e dopo una breve ricognizione occultata sul pianeta viene rintracciata la posizione della base segreta e delle difese perimetrali. Opta per un attacco furtivo, e una volta sul pianeta la squadra composta da Besk, Negas, e i rinforzi Confederati, si fa strada tra la neve e le intemperie per raggiungere la base, ma vengono presto costretti ad un assalto frontale quando si ritrovano nel mezzo di un campo minato e sotto il tiro delle squadre di pattuglia, mentre Adenna e Seras tengono sicura la Death. L'attacco si rivela devastante, ma alla fine gli assaltatori raggiungono la struttura, dove possono iniziare a cercare la camera dove tengono prigioniera Zirin. Dopo alcuni istanti, Besk e Negas trovano una camera medica nascosta al cui interno trovano la Principessa ibernata in una camera di sospensione criogenica, apparentemente viva, e si apprestano a portarla fuori, ma proprio allora si ritrovano davanti alle orde di abomini mostruosi creati dai Sith rinnovati di Sarrik Velìfluas. I rinforzi Confederati mandati dalla State tentano di rallentare l'avanzata nemica, ma lo stesso incrociatore CR si ritrova danneggiato gravemente dalle stregonerie delle astronavi dei Sith, tanto da spingere Seras ad intervenire sul campo per dare supporto ai due mercenari. La Jedi Oscura viene però intercettata da un Signore dei Sith che, nella sua follia, paralizza e ferisce gravemente Seras, strappandole dal grembo a mani nude il feto. Alla vista di ciò, Besk cerca di intervenire e di uccidere il Sith, ma viene costretto alla fuga, e una volta che Zirin e Seras vengono riportate a bordo della Death, la nave parte a razzo tornando a bordo della State, già in procinto di lasciare il sistema. Sul lettino medico della Death, Seras, ferita mortalmente ma finalmente in pace, muore.
    Sulla State, Besk, ancora provato e furibondo dall'esperienza, deve confrontarsi con il capitano della State, che gli rivela di voler tenere il corpo di Seras per ragioni riservate del Clan Bancario. Il Mandaloriano, volendo dare a Seras i giusti riti funebri, si rifiuta di ciò, e dopo alcune minacce e una trattativa accesa, raggiungono un accordo: avere in prestito il corpo di Seras per alcune ore così da poter celebrare un funerale su Naboo, mentre la State tiene la Hidden Death come garanzia fino al termine dei riti. Soddisfatto, per quanto sempre irritato, dall'accordo, Besk torna sulla Death e si prepara al meglio per il funerale, giurando vendetta contro i Sith di Velìfluas.
    Una volta a Naboo, ormai liberato dagli Imperiali grazie all'intervento dei Ribelli, il gruppo viene fatto scendere al Quartier Generale provvisorio dell'Alleanza Ribelle nella Regione dei Laghi, dove Besk incontra il Cavaliere Jedi Devil M'Anga, sua vecchia conoscenza dai tempi di Tatooine e Yavin, e Reyla Howlett, Comandante Ribelle segretamente sua cugina per quanto all'insaputa di lei. Il funerale viene celebrato al tramonto, e in seguito tutta la squadra torna sulla Death ora restituita dopo la consegna del corpo di Seras, salvo per Besk, che decide di testimoniare di fronte alla Giunta Ribelle per rivelare tutto ciò che ha scoperto. Durante la riunione, come Besk aveva previsto, viene rivelata la sua partecipazione nella missione che è risultata nella morte di Noeria Ypsia, evento che ha destabilizzato l'intera Alleanza, ma Besk si assume l'intera responsabilità e procede comunque con la sua presentazione, rivelando gli intrighi della Confederazione e consegnando i dati recuperati da Coruscant sul conto di Sarrik Velìfluas. Al termine del suo intervento, viene arrestato e, dopo un breve processo, condannato all'ergastolo. Besk tuttavia, grazie al suo ingegno e all'inaspettato aiuto di Darth Kysha, Signora dei Sith nemica giurata di Sarrik Velìfluas, riesce a scappare e a tornare a bordo della Hidden Death insieme alla sinistra donna dalle orecchie a punta, lasciandosi dietro Naboo.
    Dopo la fuga, Besk lascia Kysha su Arkania, lasciandole però intendere che avrebbe potuto cercarla per creare una squadra per affrontare Sarrik. Conclusa la faccenda, porta la Death nella Nebulosa Alabastro e aiuta Negas e Adenna a svegliare Zirin, cosa che avviene senza problemi. Una volta certo che la Principessa fosse in salute e solo un po' scombussolata, viene condotta nel sistema di Uvena, patria degli Shistavanen e membro dell'ASU. Besk la conduce, su richiesta di Negas, su Uvena II, dove la consegnano alla zia di lei, la Baronessa Nefer Sery, che per sdebitarsi offre ricchezze e ospitalità ad entrambi. Besk, tuttavia, accetta solo di restare per un giorno per cortesia, dopo il quale torna sulla Death lasciandosi dietro il sistema per tornare a concentrarsi sull'addestramento di Adenna.
    Besk conduce la Hidden Death sulla luna boscosa di Dxun, nel sistema di Onderon, vecchio avamposto Mandaloriano ai tempi di Mandalore il Custode. Qui, insieme ad Adenna, crea una base provvisoria e da inizio all'addestramento vero e proprio, in una serie di lezioni brutali e complesse su tecniche di sopravvivenza, combattimento, e meditazione. I primi giorni si rivelano sin da subito molto difficili per Adenna, sia per la fatica degli esercizi che per l'atteggiamento sempre più cupo di Besk a seguito della morte di Adenna. La noiosa ed estenuante routine viene interrotta quando un agente del Clan Staan informa i due che è stato rintracciato un altro Clan Mandaloriano sul pianeta Velmor, e che potrebbe essere l'occasione da tempo attesa per iniziare a riformare i Clan. I due partono subito per una piccola lezione in esterna, dove effettivamente entrano in contatto con il Clan Qour, un gruppo di Mandaloriani guidato da una famiglia Talortai molto tradizionalista e legata agli antichi usi dei Crociati, più brutali e barbarici. Besk, per quanto preoccupato dai modi dei Qour, consegna loro le coordinate per raggiungere Yaim, il pianeta rifugio del Clan Staan.
    In seguito a questa deviazione, Besk e Adenna tornano su Dxun, e per alcuni giorni restano di nuovo da soli, finché non vengono raggiunti dalla squadra d'assalto Mandaloriana del Clan Staan che li avrebbe accompagnati nel furto dell'incrociatore classe Keldabe per cui Besk si stava preparando da molti mesi. Questo incrociatore, in costruzione ai cantieri navali di Bestine, sarebbe diventato la base mobile del Clan, dando così inizio al suo ritorno sulla scena galattica dopo quasi un secolo di esilio. Durante i preparativi finali, Adenna ha anche modo di conoscere alcuni membri speciali del Clan, tra cui Janek Vertes, Havoc, e Gorthan, e di scoprire alcuni retroscena tragici sul passato di Besk, tra cui il fatto di come la sua vecchia compagna nel Clan con la quale aveva avuto una relazione prima della sua partenza abbia avuto un aborto molto violento.
    La squadra è costretta ad accelerare i suoi piani quando si trovano davanti una flotta di Dragoni Hapan, arrivati a loro insaputa per sancire un accordo con Onderon. Per non rischiare di essere scoperti, Besk decide di spostare la loro base operativa su Uvena II e di riscattare il favore che la Baronessa Nefer Sery gli doveva per aver salvato la Principessa Zirin. La squadra quindi si riunisce con Keldab Staan, loro Capoclan, prima per accompagnare Besk a chiedere – e ricevere – il permesso di Neger per utilizzare il suo palazzo come base temporanea, e poi per portare Adenna con sé per cercare informazioni negli archivi dell'università di Manda, vecchia scuola del Capoclan. Su Uvena II la squadra rifinisce gli ultimi preparativi e, non volendo perdere la propria finestra, prepara un piano d'azione e parte immediatamente a bordo della Hidden Death.
    L'incrociatore Keldabe che la squadra deve recuperare è situato sul fondale oceanico di Bestine, cosa che ha costretto la squadra a riconfigurare le proprie armature e il proprio piano. La Hidden Death, rinforzata per l'occasione per resistere alle pressioni mostruose del fondale, fa sbarcare la truppa Mandaloriana in più punti dell'incrociatore ormeggiato sul fondo, sfruttando una copertura antisonar garantita da alcuni caccia del Clan sopra l'acqua. Dopo aver superato le truppe Imperiali acquatiche all'esterno, si fanno strada per i corridoi interni, liberando le aree chiave della struttura ed eliminando unità Terror, Shadow Stormtrooper, e Commando dell'Impero. Riescono a prendere il controllo della nave giusto in tempo per portarla fuori dall'acqua e oltre l'orbita di Bestine, fino a far entrare la Keldabe e tutta la forza d'assalto nell'Iperspazio.
    Una volta al sicuro e lontano dalle forze dell'Impero, la squadra d'assalto guidata da Besk si prende tutto il tempo necessario per ripulire definitivamente l'incrociatore da segnalatori, Imperiali superstiti, e altri problemi possibili, effettuando più salti nell'Iperspazio per seminare eventuali inseguitori e ricevendo rinforzi dal Clan, tra cui lo stesso Kedab. Durante le loro ricerche, incappano in un'area detentiva molto particolare nel quale trovano, tra le altre cose, un superstite Mandaloriano Shistavanen, un Drago Arkaniano, e un Anzat ferale. Quest'ultimo in particolare creerà molti problemi, attaccando mentalmente l'equipaggio e facendogli sperimentare illusioni orribili finché Keldab non riesce ad eliminare del tutto la creatura. Nonostante l'esperienza traumatica, non vengono rilevati ulteriori problemi nella nave, e l'incrociatore viene portato, dopo altri salti di sicurezza, sopra Yaim, nello Spazio Selvaggio.
    Una volta al pianeta rifugio del Clan Staan, l'accampamento sul mondo viene quasi subito smantellato e caricato sulla nave, ora divenuta ufficialmente la nuova base mobile del Clan. Besk passa questo tempo a monitorare le attività del Clan nel trasferimento dei materiali e delle risorse sulla nave, ora rinominata “Resilience”, e a continuare occasionalmente con l'addestramento di Adenna. In questo lasso di tempo, in una riunione tra i Clan Staan e Qour si rivelano alcuni retroscena sulla Guerra che ha portato alla disgregazione del popolo Mandaloriano, e si decide sugli obiettivi futuri: raggiungere Arkania per siglare un'alleanza che possa aiutare il Clan a ricostruire il loro settore. Durante il trasferimento di materiali, Besk e Keldab vengono anche raggiunti a Yaim da una delegazione di Uvena con alcuni materiali richiesti dal Capoclan in cambio di aiuto militare nella recente liberazione di Uvena Prime e incoronazione di Zirin come nuova Imperatrice del sistema. Questi materiali avrebbero permesso al Clan di utilizzare la Resilience con un equipaggio minimo tramite l'uso di una Intelligenza Artificiale molto avanzata, montata e battezzata in seguito “Arbiter”. Dopo alcuni giorni, la nave e il Clan è finalmente pronto al lungo viaggio per Arkania, attraversando per essere sicuri lo spazio Hutt e i sistemi più lontani dell'Orlo Esterno. Prima della partenza, però, Besk si riunisce con la sua vecchia compagna, Angel, e con lei si sposa, per recuperare il tempo perso negli ultimi anni.
    La traversata si rivela tranquilla, fino all'arrivo della Resilience nell'area di influenza della Lega Tiss'sharl, dove prima vengono bombardati da uno spam incessante, e poi si ritrovano nel bel mezzo di una invasione Sith del pianeta Baltimn. Qui la nave, a causa delle sue funzioni non ancora del tutto operative, precipita in corrispondenza del fronte difensivo contro le forze Sith, e qui si insedia temporaneamente per proteggere l'accampamento e per proteggere la regione da ulteriori attacchi. Besk in tutto questo prende il ruolo di assaltatore da prima linea, garantendo la sicurezza del campo e della nave, nel mentre che la nave viene del tutto riparata e che il Clan procede con alcune missioni sottobanco per aiutare una donna in armatura con poteri pirocinetici e supervelocità ad aiutare il suo Maestro prigioniero. Qui stringe amicizia con alcuni mercenari Draedan ingaggiati per difendere il forte, e su richiesta del Capoclan va a convincere il monarca di Baltimn ad evacuare la popolazione, sconfiggendolo in duello. I giorni successivi sono difficili, con il sonno del Clan tormentato da visioni generate dalle stregonerie Sith, ma dopo numerose battaglie estenuanti riescono a trovare una via di fuga grazie ai Draedan. Portano la Resilience dentro una massa d'acqua, sul cui fondo trovano un portale iperspaziale che li teletrasporta istantaneamente alla base segreta dei Branchi Draedan, il fulcro di una complessa e gigantesca rete di Ipercancelli millenaria. Qui stringono un accordo di non belligeranza con il capo dei Draedan, così che possano lasciare il loro dominio in pace e che possano stringere in futuro nuove alleanze contro i Sith, e poi partono insieme ad un'ambasciata di amici Draedan per tornare sul loro tragitto originale verso Arkania.
    Arrivati in una zona di spazio neutrale, Besk, Keldab, e tutto il Clan si godono un periodo di relativa tranquillità, molto benvenuta dopo le difficoltà di Baltimn. Restano però determinati nel voler tornare sulla giusta strada, e attraccano con una delle stazioni spaziali di Taris per rifornirsi e informarsi sui sistemi vicini. Besk nel frattempo fa una ricognizione di Mandalore per esaminarne lo stato, e può constatare effettivamente come l'atmosfera sia quasi interamente tossica, e come alcune delle città in rovina siano state occupate da dei nomadi Ubesi, con il quale dovrà combattere vedendosi attaccato da essi. Su Taris gli Staan entrano anche in contatto olografico con alcuni rappresentanti di Thustra, mondo alleato di Arkania, con il quale stabiliscono un punto d'incontro per la consegna del Dragone Arkaniano recuperato alla conquista della Resilience per dimostrare la loro buona fede. Lo scambio avviene senza problemi, e si raggiunge un accordo per una possibile alleanza sottobanco: Thustra avrebbe preso in considerazione l'idea di aiutare in segreto il Clan Staan a rifondare il proprio governo Mandaloriano, con il quale poi avrebbero potuto stringere un accordo formale, se in cambio avessero dimostrato la loro intenzione di aiutarli catturando un criminale divenuto pirata nel sistema di Mandalore e insediatosi sulla luna di Concordia. Il Clan accettò, e Besk aiutò Keldab nei preparativi, reclutando anche i Qour nel frattempo insediatisi sul vicino mondo di frontiera di Concord Dawn, per l'imminente attacco a Concordia.
    Dopo alcuni giorni di ricognizione e preparativi, la missione ebbe inizio, e l'assalto combinato di Staan e Qour, insieme all'uso mirato di squadre infiltrate negli avamposti secondari, porta ad una veloce e decisiva vittoria. Le miniere di Beskar vengono conquistate e i due Clan si smezzano i territori della luna equamente, così che il Clan possa iniziare le operazioni di insediamento vere e proprie, portando anche il criminale Thustrano al loro contatto con la Tecnarchia Arkaniana, riscattando la taglia e designando il prossimo obiettivo della loro campagna: gli Ubesi. La vittoria viene tuttavia avvelenata dalla tragedia, poiché subito dopo la conquista della luna, un commando Ubese aveva attaccato uno degli avamposti secondari, sterminando la squadra Mandaloriana lì insediata, dove c'era anche Angel, la moglie di Besk. Ciò, unito alle altre numerose tragedie recenti, rinforza il suo odio e gli fa giurare vendetta contro gli Ubesi, così Besk si butta ancora più attivamente nel proprio lavoro.
    Pochi giorni dopo la conquista della luna, Besk e Keldab ricevono la visita di tre Mandaloriani mai visti prima, veterani della Guerra Interimperiale a capo di grossi gruppi di mercenari, che offrono la loro assistenza nella riconquista di Mandalore. Una di queste, una donna di nome Tlalyctkad o “Tlax”, rivela di essere un'ammiratrice di Besk per via delle sue numerose avventure, cosa che mette il Supercommando molto in imbarazzo. Tuttavia, viene stretto un accordo con i nuovi arrivati, che rivelano la presenza di alcuni magazzini di armi abbandonati dai tempi della guerra dai quali potrebbero recuperare molte attrezzature utili, e Besk viene inviato a svuotare insieme a Tlax uno di questi magazzini, situato dentro una delle città in passato abitate dai Neomandaloriani, una fazione pacifista che disprezza i modi dei Clan guerrieri. La missione, nonostante alcuni incidenti di percorso, ha buon fine, e il Clan Staan stabilisce lo scambio di materie prime in cambio di accesso ai magazzini della città dove sono nascoste le armi e le munizioni.
    Con i nuovi rifornimenti, il Clan ha modo di espandersi e di rafforzarsi, iniziando anche ad entrare in contatto con le fazioni Neomandaloriane vicine per possibili accordi. Nel frattempo Besk viene sfidato da Tlax ad una gara a chi riesce ad eliminare un criminale Colicoide insediato su Concord Dawn per primo, e il Supercommando accetta. Besk rintraccia il Colicoide all'interno di una vecchia fortezza Mandaloriana abbandonata, e dopo aver superato i criminali all'esterno e nei livelli più alti, affronta insieme a Tlax il mostruoso alieno in uno scontro brutale. Alla fine, Besk riesce a pervalere nello scontro e ad uccidere il Colicoide, vincendo così la scommessa e conquistando così la base per l'uso del Clan Staan sul pianeta. Sulla via del ritorno, incontra un droide, OG-277, Protettore di Concord Dawn, arrivato per eliminare a sua volta il Colicoide in quanto stava causando non pochi problemi alla popolazione locale. Dopo aver ringraziato i due Mandaloriani per l'aiuto, fa loro presente che se vogliono essere ulteriormente d'assistenza possono farsi un giro intorno per vedere chi ha bisogno di aiuto, così anche da poter rinforzare la loro presenza sul mondo. Besk, intrigato, accetta, e invia un messaggio al Clan chiedendo l'invio di alcune squadre di soldati per occupare il forte.
    Le squadre arrivano il giorno dopo su Concord Dawn, e in una di queste c'è Adenna Laar, apprendista di Besk ora divenuta del tutto parte di un gruppo armato guidato da un Crociato. Insieme, entrano dentro la fortezza e iniziano a ripulirla dagli ultimi rimasugli di criminali rimasti all'interno, ma la missione si rivela un disastro quando i gruppi vengono separati e molte reclute vengono uccise dai sistemi automatizzati difensivi. La missione ha successo, per quanto a caro prezzo, e per quanto la fortezza sia entrata del tutto in possesso del Clan Staan, Besk, a capo della missione e ideatore dell'intera operazione, non ne esce illeso: al termine della missione, arriva Keldab, fino ad allora occupato con delle trattative coi Neomandaloriani, furibondo con Besk per il fatto di aver autorizzato una missione alle sue spalle e di aver portato alla morte di molte reclute che sapeva essere non pronte senza la sua autorizzazione. I due litigano violentemente, e alla fine Keldab gli toglie la spada che gli aveva donato quando è diventato Supercommando e lo esclude dal comparto di comando, impedendogli di poter dare ordini alle truppe senza il permesso del Capoclan. Besk resta lì, ferito e confuso per qualche istante, finché non viene Adenna a consolarlo. Il Supercommando non sa bene come fare, quindi decide di prendersi un periodo di pausa su Concord Dawn, per capire bene che cosa vuole fare della propria vita.
    La risposta ai suoi dubbi giunge nuovamente nella forma di Tlax, che lo invita a partecipare ad un rodeo in una cittadina lì vicino. Besk accetta, ma convince la donna ad andare senza armature e in abiti civili con armamentario minimo, cosa che Tlax, intrigata, accetta. Dopo una breve corsa, i due si divertono per il resto della giornata, Besk vince il rodeo e si esibisce al karaoke locale, finché Tlax non lo convince a seguirla in una scampagnata con dei locali ubriachi. Besk, volendo evitare che la donna irruenta non facesse troppi danni, la segue, e arriva insieme al gruppo in una cittadina poco lontana dove gli ubriachi teppisti scatenano uno scontro a fuoco. Besk tenta di limitare i danni stordendo gli aggressori, ma viene colto in contropiede quando si trova davanti Adenna, arrivata lì per risolvere dei problemi tra gli abitanti della regione in quanto assistente del Protettore OG-277. Besk tenta di spiegarsi alla giovane Shistavanen, ma questa, esasperata dal comportamento irresponsabile del maestro, gli spara un colpo stordente in faccia, facendogli perdere i sensi.
    Al suo risveglio, Besk si ritrova legato e appeso a testa in giù su una fiancata della Hidden Death all'esterno della fortezza Mandaloriana riconquistata, ora battezzata Forte Metroplex, e scopre che Adenna ha risolto tutta la faccenda per conto proprio. Dopo essersi liberato, ammettere di essere molto orgoglioso della recluta un tempo timida e divenuta ora inarrestabile, e le rivela che, avendo sconfitto il suo maestro in una maniera del tutto leale e giusta, Adenna era appena diventata una guerriera Mandaloriana a tutti gli effetti, non più una recluta. Le rivela anche che l'esperienza del rodeo e della battaglia gli ha fatto capire che ha bisogno di capire il suo ruolo nella Galassia all'esterno del Clan, e che ha deciso di lasciare il Clan Staan e il suo ruolo di Supercommando, lasciando la Hidden Death e i suoi due droidi ad Adenna, in quanto sua figlia e legittima erede. Ciò commuove immensamente entrambi, e dopo i saluti dell'occorrenza e una promessa di rivedersi in futuro, Besk prende con sé i suoi effetti personali e alcuni trofei guadagnati nella conquista del forte, schizzando a razzo sulla schiena di un droide da guerra Basilisk verso l'orizzonte.

    Carattere
    Besk mantiene un atteggiamento solare, rispettoso, e amichevole nei confronti di tutti, ma sotto il suo buon umore si nasconde un animo ferito da numerose tragedie e appesantito da una visione cinica e pessimista dell'universo. Le sue esperienze personali lo hanno convinto che la Forza lo abbia maledetto e che voglia farlo soffrire piuttosto che morire, sia colpendo lui che colpendo i suoi affetti. Questo lo porta a diffidare e talvolta odiare i Sensibili alla Forza, come i Jedi, apatici e slegati dal mondo moderno per poterlo comprendere, e i Sith, soliti a mostrare modi propriamente sociopatici, anche se alcuni specifici individui siano riusciti a guadagnarsi la sua fiducia. Besk è altruista e sempre pronto a farsi avanti per una giusta causa e per difendere chi ha bisogno di aiuto, e prova un profondo amore e rispetto per la vita, tanto da si rifiuta di uccidere quando evitabile, e da odiare la violenza inutile o gratuita. Si è dimostrato tuttavia molto vendicativo, specialmente nei confronti di chi lo inganna, lo tradisce, o ferisce i suoi cari, tanto da perdere la sua proverbiale lucidità nei momenti di estrema furia.

    PG mosso da Dreskan
     
  5. Nihal

    Nihal The sith lady

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    Eni Xivie
    Aspirante Jedi

    Nome personaggio:Eni Xivie

    Età:60 ABY

    Razza:Omwati

    Sesso:Femmina

    Pianeta di origine:Fresia

    Genealogia:Asti Xivie, padre; Psì Xivie, sorella

    Status:Sua Eccellenza Duchessa di Tulia

    Altezza:130cm

    Peso:35Kg

    Capelli:Piumati argentei

    Occhi:Neri

    Pelle:Azzurrina

    Corporatura:Molto sottile

    Equipaggiamento:Comlink

    Lingue conosciute:Omwatese (principale), Basic, Ryl, Ithorese, Pak pak, Binario

    Specializzazioni:Mente precoce, attitudine per le scienze matematiche

    Segni particolari:Orecchie appuntite


    Carattere:


    Da sempre lodata e viziata, la Duchessina ha l'abitudine di sentirsi, ingenuamente, sempre al centro dell'attenzione ed è portata a pensare che il prossimo esista principalmente per compiacerla, ma le piace dimostrarsi generosa per nutrire la propria stima in sè.
    La nobiltà e le vittorie facili l'hanno resa irritabile e testarda, difetti perfettamente celati dalla sua proprietà di linguaggio e dalla sua impeccabile educazione.
    Eni è tuttavia rispettosa delle autorità e dei dotti che l'hanno iniziata a varie arti e discipline, le sue origini Omwati e la sua caparbietà le hanno permesso di brillare in ogni campo d'istruzione.

    Ha un bisogno patologico di riuscire perfettamente in ogni cosa le venga posta davanti, e non ha paura di curiosare dove non dovrebbe.



    Cenni Storico biografici:


    Eni Xivie è la primogenita dell'ultimo ramo della famiglia Xivie, di lignaggio nobiliare acquisito prima delle guerre dei cloni per servizi resi alla Vecchia Repubblica.
    Dopo essersi trasferiti su Fresia, nel nucleo interno del sistema Fre'ji, gli Xivie si rendono neutrali ad ogni tipo di questione politca per godersi la vita privilegiata che si sono guadagnati.

    La nascita di Eni venne festeggiata per mesi, visto che il padre, Asti Xivie, temeva di rimanere senza eredi a cui lasciare i vasti possedimenti; pochi mesi dopo la nascita della bambina, in lei cominciano ad essere evidenti i segni di una predisposizione particolare all'uso della Telecinesi.
    Un anno dopo l'inaspettata nascita di Psi, accolta da Eni con ben poca gioia, Asti inizia a programmare il matrimonio della primogenita con un rampollo di una delle famiglie nobili di Frellor.
    Per convincere la figlioletta a prender marito e a seguire un corso di studi adeguato, le viene regalato il titolo di duchessina della prima delle sette lune di Fresia, Tulia.
    Anni dopo, iniziano i capricci della sorellina Psi per entrar a far parte dell'ordine Jedi ed Eni non si fa sfuggire l'occasione di fuggire alle proprie lezioni ed altri obblighi ben poco avventuroi, almeno per qualche tempo.

    Grazie alla generosa donazione da parte di un rassegnato Asti, impotente davanti ai capricci delle figlie, ai fini di aiutare la ricostruzione del tempio Jedi entrambe le sorelle Xivie vengono accolte come apprendiste del lato chiaro della Forza.

    Dantooine

    Dopo i primi tempi difficili passati al Tempio, in cui ambientarsi è stato più difficile di quanto previsto, Eni affronta con gli altri Aspiranti numerose prove che testano le sue capacità e la sua forza d'animo.
    Durante un'escursione su Ossus, alla ricerca di nuovi Artefatti Jedi per l'Archivio, il gruppo guidato dall'archeologo Umlo si trova a dover salvare gli autoctoni delle cavarne dalla minaccia Sith.
    L'esperienza segna Eni abbastanza da farle capire che nell'universo esiste altro oltre a ciò che le è sempre stato insegnato.

    Thustra

    Dopo il periodo passato a Dantooine, il dovere di Duchessa chiama ed Eni è costretta ad abbandonare l'addestramento.
    Il padre della ragazza ne ha infatti combinato il matrimonio col Principe-Drago di Thustra.
    Eni lascia Dantooine ripromettendosi di trovare il modo di aggirare il volere del padre, ma una volta arrivata scopre un'affinità inaspettata con gli straordinari Dragoni Arkaniani.
    Ma nemmeno i palazzi tra le nuvole e le creature alate sono abbastanza da far dimenticare ad Eni che si trova nuovamente nel mezzo della vita politica.

    PG mosso da Nihal

    Abilità:

    -Telecinesi (base)
    -Telepatia (base)
     
  6. darthwelia

    darthwelia Player Staff Member

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    ATTENZIONE: QUESTA SCHEDA È IN VIA DI REVISIONE

    Nome personaggio:Asha Marr (altro nome: Welia - vedi storia sotto)

    Età:29

    Razza:Sanguemisto Miraluka-Zeltron

    Sesso:Femmina

    Pianeta di origine:Sconosciuto

    Genealogia:Jana, madre; Tremar, padre.

    Status: Jedi Oscura (ex Padawan) - A capo di una cellula criminale a Mos Eisley. Ha un taglia del Sole Nero sulla testa.

    Affiliazione:Sole Nero

    Altezza:167

    Peso:55

    Capelli:Viola-bluastro, con sceziature.

    Occhi:Viola

    Pelle:Chiara

    Corporatura:Atletica

    Abbigliamento:Tuta di pelle di dewback, nera. Stivali neri. Guanti.

    Equipaggiamento:Lightsaber (giallo-arancio); Blaster; Vibrolama corta, comlink, datapad.

    Lingue conosciute:Huttese (primaria); Basic (primaria acqusita), Zabrak (secondaria acqusita); Ryl (terziaria acquisita); Miralukese (madrelingua, ma usata con difficoltà)

    Abilità: Telecinesi, telepatia, spinta di Forza, attrazione di Forza, salto di Forza; Dopplegänger.

    Stili combattimento: Forma I: Shii-Cho; Forma II: Makashi e stile personale (misto Makashi/Shii-Cho)

    Specializzazioni:Meccanica; informatica; danza

    Segni particolari:Cicatrice evidente sulla schiena

    Carattere:Spesso scontrosa a causa del proprio passato nebuloso. Se presa per il verso giusto diventa affabile e persino simpatica. Non pare avere rimpianti, essendosi creata una corazza e proclamando spesso di aver computo ogni azione perché in quel momento riteneva fosse la migliore soluzione, assumendosi tutta la responsabilità delle proprie azioni, giuste o sbagliate che siano; in realtà dentro di lei è molto combattuta e piena di sensi di colpa. Il suo pensiero vaga spesso nel passato, alla ricerca di risposte. Il suo sguardo, nei momenti di solitudine, sembra puntare dritto ai confini della galassia.

    Cenni Storico biografici:Ventinove anni or sono i genitori di Asha – Jana una giovane donna Miraluka e Tremar uno Zeltron – sono gli allievi prediletti di Lord Darth Khaar. Il loro maestro li spinge verso una relazione per poter entrare in possesso del frutto del loro desiderio. Progetta in cuor suo di eliminare gli allievi e allevare nel Lato Oscuro il nascituro, sicuro del fatto che un figlio di due individui così portati nella Forza possa divenire un allievo perfetto per lui. Jana e Tremar, indotti alla relazione da Lord Khaar che li circuisce abilmente, cedono alla tentazione e si avviano senza saperlo lungo il cammino predisposto dal loro maestro. Il neonato è una femmina cui viene dato nome Asha.
    Jana intuisce in qualche modo il piano di Darth Khaar e ne parla con Tremar. I due decidono di fuggire per proteggere la figlia e allontanarsi dal giogo del Lord. Prendendo come scusa una missione i due riescono a introdurre furtivamente la bambina sulla loro nave; disertano così la missione e fuggono verso l'orlo esterno. Per anni, mentre Asha cresce e manifesta la sua versatilità nella Forza, i tre conducono una vita di fuga, nascondendosi nei più improbabili posti della galassia. Asha continua a crescere, Jana consapevole del fatto che i suoi poteri debbano essere tenuti sotto controllo, decide di iniziarla ai misteri della Forza. In questo modo pensa, la bambina può essere in grado di controllare il fenomeno e non usare le proprie attitudini a sproposito. Nonostante questo e il divieto che le viene imposto da parte dei genitori dell'usi dei propri poteri al di fuori delle lezioni con la madre, Asha non si lascia sfuggire momento in cui per diletto fa uso della Forza, foss'anche per avvicinare un bicchiere d'acqua alle proprie labbra.
    Questo fatto fa sì che sia più facile essere rintracciati da chi Lord Khaar ha messo alle loro calcagna e fare bella mostra di sé in pubblico compiendo strani prodigi a sei anni non è proprio ciò che sarebbe servito per passare inosservati. Fatto sta che a causa dell'intensificarsi dei momenti in cui la bambina fa uso dei poteri, in qualche modo Lord Khaar è sulle loro tracce, su una rotta che li vede per l'ennesima volta fuggitivi verso il territorio dello Hapes Consortium. Accortosi di essere monitorato da una nave in avvicinamento il comandante dello shuttle su cui viaggiano Tremar, Jana e Asha, li avverte e Tremar decide per deviare la rotta verso un qualche pianeta nelle vicinanze. È così che si trovano a uscire dall'iperspazio nei pressi del pianeta Tatooine. Jana e Tremar vogliono a tutti i costi salvare Asha da un sicuro rapimento compiono un rito di memory rubbing (alterazione della memoria) per le abilità imparate e l'affidano alla babysitter Twi'lek che li accompagna. Una capsula di salvataggio per due persone è pronta per l'occasione, ma i due non hanno il tempo per mettere Asha e la Twi'lek dentro di essa. La nave viene abbordata, Asha e la sua babysitter sono nascoste nel corridoio vicino all'imbocco della capsula e assistono impotenti alla morte di Tremar e Jana, nel tentativo di proteggere la fuga della loro bambina. Asha è scioccata, ma la ragazza Twi'lek riesce a trascinarla verso la capsula, mentre la bambina fa volare oggetti in ogni dove tramite la telecinesi. La capsula si chiude, viene eiettata nello spazio e poco tempo dopo atterra su Tatooine. Al loro risveglio la ragazza deve spiegare ad Asha che Jana le ha fatto promettere che se si fossero salvate avrebbero dovuto entrambe cambiare nome e vita. Così Asha diventa Welia.

    Le prime notizie di Welia provengono da un cacciatore di taglie in transito a Mos Eisley, su Tatooine, che riferisce di una bambina dai capelli viola. A sei anni, incontra per la prima volta Yabail Den, una Zabrak dai capelli bianchi e dai corni quasi inesistenti. I tratti di Yabail sono giovanili e se non fosse per l'accenno di corna, i tatuaggi e soprattutto l'alta sensibilità alla Forza, potrebbe essere scambiata per una Echani. Yabail nota Welia che serve ai tavoli della taverna. Nota i capelli e gli occhi viola, che non sono certamente una caratteristica propria degli umani. Il dubbio le si insinua nella mente: chi è quel cucciolo di umano o di qualsiasi razza sia, con i capelli e gli occhi viola? Certamente non è figlia di Serdens e Jackey, che però lei chiama mamma e papà. Yabail conosce bene i due e sa per certo che non hanno mai potuto avere figli.
    Quindi Welia è stata adottata o, comprata, rubata oppure semplicemente trovata. Welia rimane subito affascinata dai sottili tatuaggi bianco-argento che Yabail porta sul viso. La Zabrak la chiama al tavolo e le fa qualche domanda e rimane impressionata dalle risposte che riceve. Il modo di dialogare di Welia è molto spigliato per la sua età e le sue argomentazioni sono quasi da adulto. Una bambina cresciuta in fretta, pensa Yabail. Ma la vicinanza di Welia incute una sorta d'innato rispetto nel Cavaliere Jedi, seguito da una sensazione di serenità che scompare non appena Welia si allontana da lei. Yabail Den percepisce qualcosa in lei, qualcosa di forte, qualcosa che ha a che fare con la Forza e che in un posto di quel genere – affollato e deviato – non era riuscita a sentire prima. Decide di avere un rapporto più stretto con lei, prendendo a pretesto la sua condizione di semi- schiavitù nella quale è costretta da Serdens e Jackey. Vuole riscattarla pagando il prezzo dovuto e prenderla sotto la propria protezione. Così avviene un paio di settimane dopo.
    Tra le prime cose che Welia apprende da Yabail Den, ci sono le basi della lingua Zabrak. Yabail svela alla bambina che Serdens e Jackey non possono essere i suoi genitori e Welia a sua volta rivela alla Jedi che lo sa benissimo, ma loro le hanno dato un posto dove stare e spesso le capita di sognare la morte della propria madre e situazioni in cui madre le insegna delle cose, o almeno è quello che le sembra in sogno. Yabail si convince ancor più che in questa bambina scorra la Forza in modo vivo. Il Cavaliere non ha molto tempo, la guerra, qualche mese dopo, la costringe a partire e decide di lasciare Welia in custodia a Nai-Pjur, uno Zabrak di mezza età e suo amico, che possiede su Tatooine un'officina di riparazione per droidi, blaster e altra ferraglia meccanica e informatica. Nai-Pjur accetta il compito e prende con sé Welia, a patto che gli dia un aiuto nel suo lavoro. Yabail fa presente all'amico che Welia è stata appena riscattata da una situazione di semi-schiavitù e propone che Nai-Pjur tenga da parte dei crediti a pagamento del lavoro. Lo Zabrak accetta, ma non vuole che la piccola sia a conoscenza di questo patto. Yabail accetta e pochi giorni dopo lascia Tatooine.

    Il tempo scorre.

    Welia si trova bene con Nai-Pjur, lui non le fa mancare niente e finisce di istruirla nella pratica della lingua Zabrak. A volte Welia è convinta di sentire la voce di Yabail Den, che la istruisce sulle cose strane che lei trova in se stessa. Dapprima queste voci sono confuse, lontane e si presentano raramente. Ma poco alla volta, con il passare del tempo, diventano sempre più presenti e importanti per la vita di Welia. Un giorno, mentre sta mettendo in ordine alcuni circuiti sotto l'occhio vigile di Nai-Pjur, crolla a terra, percependo un terribile e inspiegabile dolore alla spalla destra e sviene.
    Nai-Pjur si preoccupa per quest'inspiegabile fatto, temendo per la salute della protetta. Welia spiega di aver sentito come se qualcosa di caldo fosse penetrato nella sua spalla e di aver percepito la voce di Yabail Den che si lamentava. Capita la situazione, Nai-Pjur va in confusione e teme per la vita della piccola Welia. Sa che questo è l'effetto della Catena di Forza che si è instaurata tra Welia e Yabail e se quest'ultima dovesse essere ferita gravemente o morire, le conseguenze sulla bambina potrebbero essere devastanti.
    In qualche posto lontao nella galassia, Yabail Den avverte questo legame e decide che dovrà trovare il modo di cancellarlo.
    Il tempo riprende a scorrere. La vita di Welia si fa intensa e Nai-Pjur scopre piacevolmente in lei una particolare predisposizione per la meccanica e l'informatica, quando Welia diagnostica sempre più spesso i guasti sui droidi e sulle armi, senza neppure smontarle. La bambina promette bene, pensa lo Zabrak e si impegna affinché le conoscenze di Welia si accrescano. Lei non lo delude, si applica e mostra una fantasia tecnico-scientifica di non poco rilievo, arrivando a suggerire come potenziare le funzioni di alcuni droidi e il livello delle armi.
    Gli anni passano e le capacità di Welia si accrescono, aiutate dagli insegnamenti di Nai-Pjur e dallo stretto contatto mentale con Yabail Den. Negli ultimi sei o sette mesi, Nai-Pjur è diventato quasi scontroso e Welia ne soffre, pensando di essere la causa di tutto questo. In realtà lo Zabrak si trova in cattive acque. Alcuni clienti gli hanno commissionato un paio di droidi all'avanguardia, ma lui non ha visto l'anticipo promesso per le unità e neppure i crediti a opera finita. Nai-Pjur ha speso un capitale per riuscire a trovare i componenti adatti alla costruzione di quei due droidi e ora si trova a secco, l'unica fonte di crediti sarebbe quella che Yabail gli aveva chiesto di mettere da parte per Welia. Lui, quei crediti non li vuole toccare.
    I droidi rimangono nel laboratorio e cercherò di venderli a qualcuno che mi paghi, pensa Nai-Pjur. I suoi clienti non sono d'accordo e due giorni dopo il compimento dei suoi dodici anni, Welia, di ritorno da una commissione, trova Nai-Pjur assassinato nel laboratorio, i droidi di cui sopra spariti e ogni cosa messa sottosopra. Lo Zabrak che da qualche giorno stava temendo per la propria vita, non è nemmeno riuscito a svelare a Welia il segreto dei crediti nascosti. Welia si trova irrimediabilmente sola, orfana per la seconda volta e senza nessuna risorsa. È costretta a tornare alla taverna, dove Serdens e Jackey le impongono un patto capestro. Lei danzerà nella taverna fino a quando non riuscirà a ripagarsi il riscatto per il suo mantenimento. Una catena che la lega a loro ed è quasi impossibile da spezzare. Adami sarà la sua insegnante di danza. Una vezzosa twi'lek dalla pelle bluastra e dagli occhi gialli. Serdens e Jackey non hanno molta pazienza e dopo tre giorni Welia si trova a danzare sul palco della taverna, dovendo far fronte alla multirazziale e non certo educata folla che si assiepa per guardare le danzatrici. Adami all'inizio è molto rigida e dura con Welia, ma con lo scorrere del tempo la comprende e le rimane vicina, non si può dire che diventino amiche, ma i rapporti migliorano di molto. Seguendo Gli insegnamenti di Adami, Welia diventa una brava danzatrice, tanto che i suoi padroni temono che con la sua abilità riesca a soddisfare la loro richiesta di riscatto. Gli spettacoli di Welia vengono limitati e viene vietata l'elargizione privata di mance all'interno del locale. Nel tempo non dedicato all'esibizione, Welia è obbligata a servire ai tavoli e ai lavori di pulizia della taverna e nelle cucine, nonché nell'abitazione dei suoi padroni. Si consumano in questo modo due lunghi anni di angherie. Welia arriva al suo quattordicesimo anno d'età.
    Una notte, alla chiusura della taverna, si avvicina a lei un Neimoidian, che si presenta con il nome di Zoribak. Welia non è molto predisposta al dialogo con lui, ma il Neimodian le dice che le può fornire l'occasione per liberarsi da quella condizione, guadagnando crediti in maniera facile e poco rischiosa. La richiesta è semplice, rovesciare una fiala contenente un liquido azzurrognolo e trasparente nel bicchiere di un cliente che si presenterà in taverna il giorno dopo. La ricompensa è di cinquecento crediti. La descrizione del cliente fornitale da Zoribak è semplice, ma esauriente. Umano, capelli bianchi, occhi azzurri, porta una tunica blu con ricami bianchi. La sera dopo, in maniera inconsapevole, Welia uccide il cliente con una fiala di potente veleno. Passano un paio di giorni prima che il Neimodian si faccia vivo e le riveli che ha svolto un ottimo lavoro e che qualcuno più importante di lui è disposto a pagare meglio per altri servizi. Welia reclama i suoi crediti, ma il mandante le offre l'unica possibilità: incontrare la persona di cui le ha parlato o la denuncia nei suoi confronti per omicidio. Anche questa volta, Welia è costretta ad accettare e, pur conoscendo le restrizioni cui la sottoporranno i suoi padroni quando si accorgeranno che ha lasciato la taverna senza il loro permesso, segue Zoribak.
    La persona da incontrare è Dai-Palushar una Zeltron, emissario locale dello Sole nero, ma questo per il momento Welia lo ignora. Quando si trova di fronte a lei, Welia si accorge per la prima volta in vita sua di come sia facile essere ingannati dall'aspetto di una persona. Dai-Palushar è aggraziata e bellissima, ma tutto il contesto che la circonda svela il pensiero malvagio che si propaga da lei. Il carisma di Dai-Palushar e il suo fascino, ammaliano anche Welia che ne rimane stregata. La Zeltron le offre la libertà e il guadagno in cambio della lealtà nei suoi confronti. Welia accetta. Dai-Palushar sa dell'abilità meccanica e informatica di Welia e conosce anche la sua capacità di smontare e rimontare un blaster più velocemente di ogni altro componente del gruppo che lei comanda. Decide di trasformare Welia in un assassino del Sole nero. Giovane, magra, atletica, con nulla da perdere e evidentemente affascinata da lei, era il soggetto ideale. Chi poteva pensare che da quella ragazzina sarebbe potuta provenire la propria morte? Ci volle poco a catechizzare Welia e ogni giorno che passava, lei vedeva sempre più Dai-Palushar come un'eroina, una che dalla feccia era emersa per proprio stesso volere e che ora era temuta e rispettata su quel pianeta. Welia spesso la accompagna nelle sue uscite, non proprio a scopo umanitario. Si indurisce e diventa cinica a forza di assistere a episodi di violenza e ferocia. In questo modo passa un anno dal suo primo incontro con Dai-Palushar. Nel frattempo Dai-Palushar, reclutando mercenari e persone senza scrupoli di tutte le specie e razze, riesce ad armare una sorta di esercito e decide di fare le cose per conto proprio, con o senza l'approvazione del Sole nero. Questo porta a una sorta di guerra intestina all'organizzazione criminale. La Zeltron aspetta solo che il cinismo di Welia si trasformi in spietatezza e le fornisce l'occasione, mettendole in mano una pistola blaster nel momento giusto. In circostanze poco chiare Serdens e Jackey vengono uccisi e la loro taverna rilevata direttamente da un componente del Sole nero. Welia uccide per la seconda volta. Ora Dai-Palushar ha in mano un'arma perfetta, assetata di vendetta e rivincita nei confronti del mondo che la circonda per quello che ha dovuto soffrire e che ora crede di aver trovato la strada adeguata per poter riscuotere ciò per cui lei ha già pagato. Ancora per tre anni, Welia persiste in questa strada, assistendo e partecipando ad episodi d'incredibile efferatezza. A diciotto anni, Welia è stata promossa da Dai-Palushar e ora ha un gruppo tutto suo. Diventa forte e gli uomini la seguono quasi più volentieri che Dai-Palushar. Forse è il suo aspetto da ragazzina associato alla sua spietatezza ad affascinare tutti quanti. In poco tempo ha in mano la situazione e su Tatooine non si parla che di Stormy di Tatooine, soprannome che Welia si è guadagnata con le proprie imprese. I contrabbandieri trattano con lei e così tutte le persone che arrivano sul pianeta per un certo tipo di affari. Il Sole Nero da tregua e accetta una sorta di patto di non belligeranza implicito.
    Nei primi giorni di quel nuovo anno, Welia percepisce una strana sensazione, come un'eco che le rimbomba nella testa, dapprima lieve poi sempre più intenso. Si sente stravolta, inizia a dubitare che tutto ciò che sta facendo sia la cosa giusta. Quando dorme, ha sogni tormentati e vede immagini che non riesce a collocare temporalmente, ma che le generano dentro un'angoscia sempre più alta. Riprende a sentire le voci, ma ora sono due voci distinte, una più cupa, suadente e più presente. L'altra, quasi impercettibile e sottile: seguire questa seconda voce è più impegnativo e difficile. La confusione nella mente di Welia regna sovrana. Spesso si allontana dalla zona abitata e se ne va verso la zona rocciosa, se ne sta sola su una piccola duna di sabbia a cercare qualcosa ai confini della galassia, mentre i soli si alternano nel cielo di Tatooine.
    Una sera, accoccolata su se stessa, sente pronunciare il proprio nome. Yabail Den è tornata. Da questo momento comincia il conflitto interiore di Welia. Viene a conoscenza del fatto che Dai-Palushar è la mandante dell'omicidio di Nai-Pjur. Immediatamente vorrebbe la vendetta, ma Yabail la affronta e la disarma. Welia non è piùù sicura di se stessa e si sente inerme, dopo che Yabail l'ha scaraventata a terra col semplice gesto di una mano. Welia scappa per lungo tempo e nessuno sa dove, forse nel deserto, forse sulle montagne, anche se è pericoloso.

    Durante la sua permanenza nel deserto, Welia viene attaccata e ferita da un sith. Lei non ha la minima idea di che cosa sia ad averla attaccata e ricorda solo un'ombra che la trafigge. Si sveglia in una caverna, accudita da un essere che a lei sembra un essere diafano, questo a causa del delirio portato dalla grave ferita e dallo stato ipnotico indotto da chi l'ha salvata. Questa persona, una donna, la cura con la massima dedizione e la fa ristabilire, mentre le impartisce lezioni sull'esistenza e sulla Forza, e tramite un potere occulto fa in modo che gli insegnamenti vengano solo immagazzinati nella memoria di Welia, senza che lei li ricordi al suo risveglio. Potrà ricordarli solo quando le verranno insegnati nuovamente.
    Dopo tre settimane di permanenza nella caverna, Welia si sveglia dall'induzione ipnotica e dal sonno delirante. Toccandosi capisce che sulla sua schiena è presente una cicatrice che l'attraversa in diagonale per quasi tutta la sua lunghezza, partendo da sotto la scapola sinistra e arrivando sopra la natica destra.

    Quando torna, trova Yabail Den pronta ad accoglierla, non dopo averla duramente rimproverata. Da qui cominciano le discussioni tra Welia e Yabail. Da qui comincia l'insegnamento di Yabail nei confronti di Welia. Sono insegnamenti teorici e filosofici. Di più lei non può fare, anzi non vuole. Yabail sente la quantità della Forza che scorre attraverso Welia e ne ha quasi paura. Meglio non tentare da soli, meglio raccontare solo un po' di storia, di quella che faccia capire a quella ragazza quanto l'oscurità non paghi. È durante queste conversazioni che Welia apprende dell'esule e di Kreia Darth Traya, delle guerre precedenti, di Telos e Dantooine, della distruzione di Malachor V. Yabail evita di parlare di Korriban e delle tombe dei Signori dei Sith.
    Poche persone in realtà conoscono questi antichi avvenimenti, ma Yabail le dice che un giorno capirà che la loro conoscenza le sarà utile.
    Welia apprende ancora su come il Prescelto ha dovuto percorrere una via inconsueta e dolorosa e solo l'estremo sacrificio l'abbia portato all'adempimento della Profezia e quando Welia sembra essere pronta ad affrontare la verità, allora Yabail le propone l'unica via: la via del Tempio Jedi. Welia dopo parecchie titubanze, alla fine sembra essere convinta e ringrazia Yabail per averle fatto capire molto di ciò che si celava dentro di lei stessa. Yabail si preoccupa di contattare i Maestri per presentare Welia nella sua interezza e usando anche queste parole «prima che l'oscurità ne faccia la propria arma migliore».
    Le seguenti sono le ultime parole che Welia ascolta fluire dalla voce di Yabail Den prima di salire sulla nave.
    «Ricorda. Se sarai accettata dovrai seguire gli insegnamenti dei Maestri ed essere sincera con loro, perché essi possono vedere la menzogna».


    Negli Episodi Precedenti:
    Fu così che Welia, poco più che una ragazzina dai capelli viola, si ritrovò a camminare per le strade di Chandrila. Là avrebbe preso contatto con i Jedi, rifugiatisi su quel pianeta a causa della guerra e della conquista di Coruscant da parte delle truppe imperiali. Deena Krin fu la sua prima insegnante, colei che la introdusse a piccoli passi nell'universo della Forza. Furono giorni duri per Welia, ma Deena sapeva come accogliere un nuovo aspirante e poco dopo si formò un buon legame tra la Jedi e la ragazza di Tatooine. Fu il momento delle domande e delle risposte, e fu anche il momento in cui Welia capì che forse era presto per avere un certo tipo di risposte. Il periodo su Chandrila si concluse prima di quanto Welia sperasse. Incalzati dall'Impero i Jedi furono costretti ancora a fuggire...destinazione Yavin IV.
    All'inizio, ambiertarsi all'interno di una struttura come l'antico Tempio Masassi, fu veramente difficile. Welia era abituata a essere una comandante e nulla là le poteva dare l'opportunità di comportarsi in quel modo. Lo capì presto a proprie spese, quando il suo orgoglio cominciò a cedere sotto i colpi dell'addestramento impartitole dalla sua nuova Maestra, Carithia Leanne du'Pan. Furono giornate di lotta intestina: Welia contro se stessa, anche se lei pensava di combattere ad armi pari contro Carithia. Era una lotta mentale ed emotiva che la portava spesso a non dormire per giorni, preda delle proprie visioni. Non riusciva a trasformare la rabbia che le abitava dentro. Più cercava di combatterla più perdeva terreno, fino alla risoluta fine del suo rapporto con la Maestra.
    Il loro rapporto era divenuto una muro contro muro; Carithia non riusciva ad insegnare e Welia non riusciva ad apprendere. Fu così che la Maestra propose un distacco. Welia accettò, anche se a malincuore, perchè nonostante tutto, le piaceva quella donna che le teneva testa e la faceva confrontare con se stessa. Le stava davvero insegnando qualcosa. Sentiva che quella situazione era stata provocata da lei stessa e provò un profondo rammarico perché era stata lei a buttarsi a capofitto nel pozzo più scuro senza nemmeno gurdare se si vedesse qualcosa in fondo. Ma questo fu l'ultimo insegnamento di Carithia e dall'attimo seguente al loro addio, Welia fu pronta ad accettare gli insegnamenti Jedi per quello che erano, senza opporre resistenza, senza alcuna aspettativa, semplicemente prendere ciò che veniva dato.
    Venne affidata al Cavaliere Antea Man Sidow come sua padawan e l'addestramento continuò questa volta senza problemi, fino alla soglia dell'esame per diventare Cavaliere Jedi. Durante una missione, Antea Man Sidow scomparve e non fece più ritorno. Di nuovo rimasta sola, Welia non trovò alcun Maestro al momento disponibile per condurla all'imminente esame e passaggio da padawan a Cavaliere. Si trova in una situazione di instabilità. I tempi sono difficili e il Consiglio Jedi è alle prese con la grande decisione di trasferire la sede fuori da Yavin IV. Nessuno sembra avere tempo per occuparsi di lei. Passano i mesi e dopo l'ennesima risposta negativa, Welia decide che è tempo di tornare su Tatooine, richiamata dal legame di Forza che possiede con Yabail Den.

    Arrivata a Mos Eisley, Welia respira di nuovo l'aria di casa.
    Un giorno, mentre passeggia nei paraggi della sua vecchia casa e ricorda Naj-Pjur, incontra una donna anziana, si ferma a chiacchierare con lei e dopo poco, guardandola negli occhi, ricorda. Ricorda quegli occhi che anni prima nel deserto appartenevano a chi l'aveva lasciata quasi priva di vita. Welia la aggredisce verbalmente, chiedendole che cosa si aspetta da lei, che cosa vuole. La donna semplicemente risponde di guardarsi dentro e trovare ciò che lei è veramente; quando avrà trovato la risposta, saprà dove andarla a cercare. Per Welia comincia un'altra difficile fase di auto-riconoscimento.
    Welia sa di essere là perché il legame di Yabail l'ha chiamata e dovrà usare le sue vecchie conoscenze per trovarla. Sa che è in pericolo. Alla Taverna del Bantha Rampante incontra un suo ex sottoposto che tempo fa ha creduto di farla franca con lei solo perché Welia era sparita da Tatooine: il suo nome è Groz.
    Groz sparge la voce che Stormy è tornata su Tatooine. Tra gli sbandati ex uomini di Dai-Palushar, qualcuno cerca di convincere gli altri che con il ritorno di Stormy ci si potrebbe liberare dal giogo che Ewan Derk, mandatario del Sole Nero su Tatooine, sta imponendo a tutti quanti. Molti ricordano con piacere il periodo in cui lei aveva assunto un ruolo privilegiato all'interno dell'organizzazione, quando aveva estromesso Dai-Palushar e si era allontanata dall'organizzazione, pur siglando un patto con essa. Stormy era stata dura, ma generosa con i suoi uomini, a patto che seguissero le regole. Lasciava un certo grado di libertà e accettava consigli. Questa situazione, con l'arrivo di Ewan Derk, era decisamente cambiata. I gregari non avevano più alcun tipo di indipendenza e tanto meno voce in capitolo, dovevano lavorare per misere paghe, se volevano sopravvivere .
    Welia/Stormy ritrova in segreto alcuni dei suoi ex-gregari e chiede di fare ricerche su una Jedi, che sa di sicuro essere arrivata sul pianeta. Racconta a coloro che erano stati i suoi uomini di essere stata in giro per la Galassia, senza meta e senza speranza. Quando le arriva la notizia che Yabail Den è tenuta prigioniera nel palazzo di Boolah da Hutt, cerca in ogni modo di mettere insieme un piccolo esercito, promettendo gloria e ricchezze su cui mettere le mani. In poco più di una settimana riesce a raccogliere uomini fidati e ben addestrati, tutti suoi ex gregari.

    Stormy di Tatooine è tornata e tutti se ne accorgono la notte in cui lei e i suoi uomini assaltano il palazzo di Boolah e fanno irruzione. E' una strage tra le guardie del palazzo e nei corridoi che portano alle celle, nessun prigioniero. La rabbia di Stormy torna prepotente e ogni memoria di insegnamento Jedi sembra essere svanito dalla sua mente. Massacra e uccide come una volta, senza alcuna pietà per le vite altrui.
    Quando Yabail Den viene liberata e capisce ciò che è successo si infuria con lei. Non riesce a capire. La sua Welia, la ragazza di cui ogni tanto riceveva notizie dal Tempio e che, seppur con grandi difficoltà, ma pur sempre con un grandissimo sacrificio, procedeva nell'arte della meditazione e nell'apprendimento che l'aveva portata quasi alla soglia del cavalierato, aveva fatto tutto questo. Ma quando la guarda dritta negli occhi e s'accorge della rabbia repressa che questi covano, crede di comprendere che cosa stia succedendo. E' quel pianeta che ha un influsso negativo su Welia. Quel pianeta, con i suoi ricordi e tutto ciò che è successo e il tentativo del Lato Oscuro di prendersela, ancor prima che lei avesse mai manifestato l'intenzione di voler percorrere la vera via della Forza. Tutto questo sopraffà Yabail Den. Tenta invano di convincere Welia a seguirla. La Padawan rifiuta decisamente, mentendo anche a Yabail e affermando di aver lasciato la propria saber al Tempio. Yabail sente di non avere la forza per combattere tutta la rabbia che cova dentro la ragazza senza peggiorare la situazione e decide di abbandonare il pianeta, ripromettendosi di parlare al Consiglio dei Maestri in seduta privata di questa particolare situazione, per tentare di aiutare in qualche nodo la ragazza. Yabail teme che Welia si avvicini al Lato Oscuro o forse vi è già dentro, senza nemmeno essersene resa conto.
    Welia/Stormy, dal momento della partenza di Yabail Den è di nuovo ossessionata da visioni, totalmente divisa nel proprio intimo: la schizofrenia si fa largo dentro di lei. I suoi gregari la seguono fedelmente e la vedono sempre come la piccola donna forte di una volta. Ewan Derk non può sopportare che ciò avvenga, anche perchè ricorda la penosa fine di Dai Palushar, sa che il Sole Nero non perdona.
    E' un periodo di guerriglia a Mos Eisley e nei dintorni della città; Stormy ordina o compie di sua mano assassinii chirurgici, pensati e attuati per cercare di tagliare le gambe a Ewan Derk e alla sua organizzazione. In sei anni, poco alla volta, tutti gli uomini di Ewan vengono uccisi o passano di fazione. Welia/Stormy continua a essere divisa tra due identità che si separano sempre più l'una dall'altra, lasciando come punto di contatto solo il suo intimo essere, che ne risulta sconvolto. L'ultimo attacco alla roccaforte di Ewan Derk, vede la morte del primo emissario del Sole Nero e la quasi totale disfatta della sua fazione. Gli uomini che erano sotto il comando di Ewan si disperdono e passano un anno per tentare inutilmente di riorganizzarsi. Nell'ultimo anno, alcuni di loro sono raggiunti dagli uomini di Stormy e uccisi, altri decidono di passare sotto l'ala protettrice della donna, altri ancora scappano da Tatooine o si mettono al servizio degli Hutt. La rivolta di Stormy non passa certo inosservata alle alte sfere del Sole Nero, la prima decisione è quella di eliminarla e alcuni cacciatori di taglie vengono inviati su Tatooine, ma la rete di informatori e della feccia, pronta a guadagnarsi una manciata di crediti per un'informazione funziona bene. Gli agguati falliscono e i cacciatori di taglie non fanno più ritorno. Tranne uno. A causa dello sconvolgimento e della guerra intestina All'interno del Sole Nero, il fatto che Stormy possa impunemente governare sulla criminalità di Tatooine, senza seguire le regole imposte dall'una o dall'altra fazione in lotta, sortisce l'effetto di farla diventare un bersaglio prediletto di tutti. La vita su Tatooine sta diventando invivibile per lei e lasciando il comando del gruppo al suo miglior sottoposto, decide di lasciare il pianeta.

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    Saber di Welia

    PG mosso da darthwelia
     
    Last edited: Jul 17, 2024
  7. Battledroid

    Battledroid Player

    Grouess Navida

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    Età : 44 anni
    Razza: Bpfasshi
    Pianeta di origine: Bpfassh
    Status: cane sciolto molto rabbioso

    Altezza: 192 cm
    Peso: 87 Kg
    Capelli: neri, non più folti
    Occhi: neri
    Corporatura: atletica
    Abbigliamento: tunica e mantello tradizionali, il resto del vestiario varia in base a cosa gli gira

    Segni particolari: sul viso i segni razziali sono abbastanza accentuati ed elegantemente sottolineati da fini tatuaggi.

    Cenni storico-biografici
    Grouess cresce nelle campagne di Bpfassh, trascorrendo la sua infanzia e la giovinezza in modo tranquillo e ordinato assieme alla famiglia. Dalla famiglia riceve una educazione improntata ai sani valori e ai principi giusti, come l'onore, il dovere, il sacrificio e soprattutto l'odio bruciante per i Jedi, vera tradizione Bpfasshi. Tra i pochi Bpfasshi sensibili alla Forza della sua generazione, sistematicamente nascosto ai rari Jedi che di tanto in tanto passavano per la sua regione. La sua passione sono le arti marziali, campo in cui si allena in modo spesso sfibrante, al fine di raggiungere la perfezione assoluta.
    A 20 anni si arruola entusiasta nell'accademia militare di Bpfassh, venendo assegnato al servizio scorte. Durante il viaggio di trasferimento di un prigioniero ribelle il velivolo sul quale stava viaggiando subisce un guasto e precipita lontano da qualsiasi installazione umana. Viktor ne riemerge dopo mesi, custodendo il prigioniero e come ricompensa dell'impresa riceve un'importante promozione e una decorazione. Sarebbe servito uno psichiatra. Grouess sviluppa una personalità sempre più ombrosa e distorta, ossessionato dal pensiero dell'inseguimento e della battaglia all'ultimo sangue, ossessione che lo porta spesso ad abbandonarsi ad eccessi di ferocia e di violenza durante le prime missioni da graduato.
    I crimini commessi vengono tollerati finchè si esercitano contro la schiuma della società , ma quando scompare il figlio del primo ministro viene ordinata una indagine attenta e imparziale, che causa l'individuazione di Grouess come principale indiziato.
    Preso atto che le sue inclinazioni sanguinarie e violente non sono gradite nella milizia Bpfasshi, si congeda prima di essere definitivamente scoperto, e si mette a girare la Galassia guadagnandosi da vivere come mercenario.
    Il mondo dei combattenti privati è il suo mondo perfetto: può contare solo sulle sue forze in un ambiente duro, sregolato e senza pietà . Grazie alla sensibilità alla Forza riesce a farsi un nome nel giro che conta e a 25 anni è già uno stimato e competente professionista del ramo che invia a casa assegni regolari per i genitori pensionati e i fratellini.
    La svolta nella sua vita avviene all'età di 26 anni, quando, ingaggiato per recuperare un prezioso manufatto, si scontra con un Jedi Oscuro con le sue stesse ambizioni immediate. Lo scontro gli riesce quasi fatale ma, sul punto di cadere in un precipizio, riesce ad ingannare l'avversario e a scaraventarlo nell'abisso al posto suo. Velocemente si impossessa dell'intero archivio del defunto, dedicando sei anni della sua vita al perfezionamento delle sue notevoli abilità latenti nella Forza. A 32 anni, con la guerra già iniziata, ritorna alla sua antica professione, brandendo una nuova spada laser.

    Storia recente: Durante i primi anni di guerra, Grouess militò nella fila della Confederazione Ribelle e prese servizio all'interno della Dark Hand. Al mercenario viene affiancata una pseudo apprendista , Seras Argon , con la quale sviluppa un buon rapporto di "amicizia approfondita" come lui usava chiamarla. Il contrattò termina e i due si separarono , Grouess inizia a svolgere diverse missioni nell'Orlo esterno per più datori di lavoro, per poi essere assunto di volta in volta dalla Confederazione prima e dagli Hutt poi.
    Si scontra con il Mandaloriano Dral Al Dinii su Tatooine,ma durante lo scontro con lui perde una mano proprio quando stava uccidendo un obbiettivo a dir poco sensibile.
    Si incontra varie volte con la ex apprendista ed i suoi nuovi compari trovandosi più volte invischiato in questioni che poco avevano a che fare con il profitto. Quando il conflitto va scemando, e soprattutto dopo la battaglia di Naboo, Grouess perde tutti i contatti con la CR e perde di conseguenza un grosso cliente abbastanza affidabile e proficuo. Il mercenario viene a scoprire della morte della sua ex- apprendista e a causa di informazioni distorte e dell suo astio verso con il Mandaloriano Dral Al Dinii crede sia stato il Mandaloriano stesso ad uccidere la sua amica.
    Con il tempo, i moti di violenza di Grouess va scemando , seppure il suo carattere aspro e scontroso è rimasto vivo e vegeto, non altrettanto si può dire della sua sete insaziabile di sangue.


    Carattere
    E' il più figo e sa di esserlo.è arrogante e strafottente, mischiando alla ferocia in combattimento un assoluto cinismo nella vita di tutti i giorni, malgrado abbia un suo concetto di onore e fedeltà . Considera i Sith poco più di uno spauracchio e di sicuro poco superiori ai Jedi, nonostante la sua conoscenza della Forza sia ancora abbastanza limitata.

    PG mosso da Battledroid
     
    Last edited: May 14, 2016
  8. Dreskan

    Dreskan Cobalt Count Staff Member

    Victoria Argon

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    Descrizione


    Età: 25 (73 ABY)
    Razza: Umana
    Sesso: Femmina
    Pianeta di origine: Corellia
    Status: Aspirante Jedi, fuggitiva, ex-schiava, ex-apprendista Sith, ex-poliziotta
    Affiliazione: Ordine Jedi
    Maestro/I: Mendicasith, Elettra Nyakaelytme

    Altezza: 1,72
    Peso: 70
    Capelli: Biondi
    Occhi: Azzurri
    Pelle: Chiara
    Corporatura: Asciutta e mediamente in forma
    Abbigliamento: Vesti Jedi tradizionali
    Equipaggiamento: Minimo, spesso assente
    Lingue conosciuto: Basic (primaria), Huttese (secondaria, stentato)
    Specializzazioni: Addestramento nelle forze dell'ordine, istruzione di base nelle armi blaster, conoscenze mediocri nell'uso della Forza
    Segni particolari: Sensibile alla Forza, paura ossessiva del buio, mentalmente fragile

    Cenni storico-biografici
    Nata su Corellia da una famiglia pubblicamente dichiaratasi filo-Repubblicana, passò le fasi iniziali della sua infanzia insieme alla sorella gemella con cui condivideva il primo nome, Seras, ma con la quale aveva un rapporto tutt'altro che sereno causato dal loro aspetto e dal modo in cui la gente parlava con loro; per differenziarsi dalla sorella, fu Victoria quella che si tinse i capelli di nero per non farsi confondere con Seras, e con il passare del tempo, tramite una lenta ma progressiva riappacificazione tra le due, finirono per diventare amiche e creare tra di loro un tacito accordo di complicità. Il loro rapporto degenerò in seguito ad un evento traumatico; a causa del suo carattere molto vivace, Seras chiuse per scherzo Victoria dentro uno sgabuzzino per molte ore, senza che nessuno potesse sentirla e senza apparente via di uscita; ciò amplificò la sua già presente paura del buio in una fobia cronica che l'avrebbe accompagnata per il resto della vita. Furibondi per l'accaduto, i loro genitori mandarono in collegio Seras e cercarono, nel tempo, di far curare Victoria, senza successo, tramite psicanalisti, psicologi, e altri dottori; nessuna cura sembrò funzionare, e per quando Seras tornò a casa dal suo castigo Victoria era ancora traumatizzata da qualsiasi ambiente buio. Insieme alla sorella, con la quale ha mantenuto un rapporto pacifico ma decisamente meno amichevole di prima, entrò nel Corpo di Polizia di Corellia più o meno quando l'Impero riconquistò Coruscant, e le cose andarono bene per entrambe almeno fino a quando non ricevettero la notizia che la nave militare dove era stato assegnato il loro adorato padre era stata distrutta dagli Imperiali. Le due sorelle entrarono così in una fase molto cupa della loro vita dalla quale riuscirono a superare solo in parte verso la fine dei loro studi finali, quando superarono l'ultimo esame necessario eper entrare a tutti gli effetti nella Polizia, ma anche a quel punto il carattere delle due giovani donne era cambiato drasticamente, soprattutto per Seras che dava corda alla sua vivacità in ogni occasione possibile; essendo meno iperattiva e più timide, Victoria si faceva prendere dalla foga del suo desiderio di vendetta meno spesso della sorella, e ciò la aiutò a sfruttare il tempo libero dalle violenze insensate per accettare il fatto che suo padre non sarebbe più tornato, morto per una giusta causa. Dato il suo carattere e la sua fobia, non ottenne mai gli incarichi pericolosi con la stessa regolarità della sorella, e ciò le permise di concentrarsi su lavori più tranquilli di logistica che le permisero di organizzare gran parte delle operazioni del suo dipartimento, tutte andate a buon fine. Ottenne infine un comodo lavoro dietro una scrivania, lontana dalle violenze sulle strade, ma in quel periodo Seras scomparve completamente dalle loro vite; l'ultima sua traccia fu rinvenuta durante una sparatoria, e si dovette presumere il peggio per quanto senza aver mai trovato un corpo. Victoria ci rimase molto male, ma fu la madre di entrambe a passarla peggio, poiché entrò in una terribile crisi di depressione, e dopo un tentato suicidio fu mandata in un ospedale psichiatrico lontano da Corellia, e quindi lontano dall'unica figlia rimasta. Victoria si buttò completamente nel lavoro, entrando in contatto solo occasionalmente con la madre, e anche sotto il controllo dell'Impero decise di continuare con la propria carriera nella Polizia, per quanto non senza provare un certo disprezzo sepolto per la sorella scomparsa e mai più ritrovata, da lei ritenuta responsabile per tutte le tragedie della sua vita.

    Storia recente
    Per via della sua somiglianza con la sorella Seras Argon, responsabile per numerosi crimini contro Impero Galattico, Alleanza Ribelle, e Confederazioni & Associati, Victoria fu attaccata nella sua casa da agenti Imperiali, convinti che lei fosse la terrorista. Durante il trasporto, però, uno degli agenti comprende come la giovane non sia davvero Seras, e la aiuta a scappare, riuscendo anche a raggiungere lo spazioporto e a lasciare Corellia alla volta di Dac.
    Una volta sul pianeta dei Mon Calamari, la ragazza viene presa in custodia per verificare la sua reale identità, e per determinare la sua pericolosità nei confronti dell'Alleanza e del pianeta. Durante il suo processo, tuttavia, salva il giudice e rappresentate Mon Calamari, Kabanos Reti, da un tentativo di assassinio voluto a sua insaputa da agenti ASU e Imperiali. L'atto le fa guadagnare la gratitudine di Reti, che esce dall'attentato senza un braccio, e la temporanea fiducia dell'Alleanza, che non esita a mettere in atto la sua somiglianza con la nota terrorista e agente della Confederazione Seras Argon.
    Insieme ad una pilota Ribelle di nome Telie, che ha avuto modo di conoscere durante la sua permanenza nella struttura di detenzione dell'Alleanza, Victoria accompagna Reti e una delegazione della Ribellione su Kessel per un incontro diplomatico con dei rappresentati della Confederazione. Qui, le viene chiesto da parte dei Servizi Segreti di travestirsi da Jedi e di fingere di essere Seras sotto copertura, così da poter raccogliere quante più informazioni possibili sul conto del reparto segreto di Jedi Oscuri della Confederazione, la "Dark Hand". Riesce effettivamente ad entrare in contatto con alcune figure della fazione, inclusi due altri – veri – Jedi Oscuri, ma durante un altro incontro tra Reti e i rappresentanti CR, il Mon Calamari viene infine assassinato dagli stessi agenti ASU che avevano fallito su Dac, con un colpo di arma da fuoco di alto calibro alla testa. Victoria viene accusata di aver usato i presunti suoi poteri per far esplodere la testa di Reti, e così si ritrova a fuggire da Kessel insieme alla pilota Telie e i due agenti della Dark Hand, ora disertori della Confederazione. Insieme scappano da Kessel, ma Victoria, consapevole che sarebbe stata uccisa se avessero scoperto la sua vera identità, decide di continuare a fingersi Seras Argon, seppur con l'aiuto di Telie, unica a sapere la verità e a credere nella sua innocenza.
    Insieme, si rifugiano su Nar Shaddaa, dove Victoria si trova a capo di una piccola banda di teppisti e criminali che credono di avere come leader la temibile terrorista, ed entra quindi in una spirale di inganni, accordi, e intrighi durante i quali deve continuare a fingere di essere la sorella. In questo tempo, l'aiuto di Telie si dimostra fondamentale, in quanto unica cosa che mantiene salda la sua presa sulla realtà, ma ciò inizia a venire meno quando Victoria entra in contatto con il Mendicasith, un vecchi Sith Kel Dor che si è autoproclamato Signore Oscuro e che è la figura di riferimento per tutti i Jedi Oscuri sulla Luna del Contrabbandiere. Qui dal Mendicasith, Victoria entra pian piano dentro i meccanismi del Lato Oscuro, seppur controvoglia e sempre tormentata dalla sua paura del buio, finché non sfrutta un'incursione in un impianto minerario per forgiare un cristallo sintetico per spada laser. Meditando su questo cristallo, tuttavia, Victoria si ritrova davanti alla possibilità di dover diventare esattamente come sua sorella, ovvero crudele, spietata, e senza alcuna pietà. Con l'aiuto di Telie, rinnega il suo “retaggio” e getta via il cristallo, decidendo così di abbandonare del tutto l'addestramento presso il Mendicasith.
    La situazione degenera quando Victoria e la sua banda si ritrovano invischiati in una serie di conflitti tra bande rivali e cartelli schiavistici, uno dei quali risulta nella cattura di Telie e nella separazione delle due ragazze. Senza più una figura di riferimento, la psiche di Victoria inizia a deteriorarsi, finché la sua presa sull'organizzazione non viene del tutto meno anche a causa di alcuni traditori, cosa che la spinge alla latitanza. Nella sua fuga riesce però ad entrare in contatto con il mercenario Krop Gauss, che la aiuta a stare al sicuro. Le cose tuttavia vanno per il peggio quando il sicario capisce che Victoria non è Seras Argon, e la donna già in uno stato psicologico instabile si vede costretta a tentare di ucciderlo, cosa che tuttavia risulta nella perdita di sensi della ragazza a seguito di una grave ferita.
    Krop porta Victoria su Tatooine, dove tenta di farla curare da un medico Dug, ma la ragazza reagisce in modo violento per la ferita e la mente quasi del tutto frammentata, così Krop la lascia col medico che, esasperato, le somministra un sedativo e la vende come schiava al mercato locale. Una volta ripresi i sensi, Victoria si rende conto della sua situazione, e la donna ormai completamente distrutta mentalmente accetta il proprio destino, obbedendo mansueta a tutto ciò che le viene detto, finché non viene comprata da un mercante Twi'lek che la conduce sul mondo di Ryloth. Qui, la schiava viene istruita nelle arti della servitù, e il suo carattere muta completamente negli anni successivi, divenendo un automa dedicata unicamente a ciò che i suoi padroni le dicono, priva di personalità, opinioni, o di individualità.
    La sua vita prende una nuova svolta inaspettata quando due donne, una Twi'lek e una Shistavanen, visitano Ryloth per stringere alcuni accordi con membri del Basileo, notano la sua presenza. La Twi'lek la riconosce come Seras Argon, mentre la Shistavanen rileva la sua Sensibilità alla Forza e le sue esperienze passate col Lato Oscuro, e decidono di esaminarla più da vicino. Le due straniere, segretamente agenti dell'Ordine Jedi e in missione sotto copertura per sabotare dall'interno il gruppo criminale organizzato noto come “Sole Nero”, decidono, dopo un breve colloquio, di mandare la donna su Dantooine per essere liberata dalla sua condizione di schiava e per essere iniziata alla vita da Jedi. Così, dopo essere stata comprata dal Basileo, Victoria viene fatta contrabbandare fuori da Ryloth fino a Dantooine, dove entra in contatto con l'Ordine Jedi e viene messa sotto la tutela della gelida Pacificatrice Elettra Nyakaelytme.

    Carattere
    Da sempre mansueta e dall'atteggiamento molto riservato, le dure esperienze hanno cementificato in Victoria un senso di futilità e di disinteresse verso le proprie esigenze personali, insignificanti rispetto a ciò che le viene chiesto in quanto serva di un potere superiore a lei, che siano i suoi padroni o i dettami di un'organizzazione. Il suo stato psicologico molto fragile ha facilitato questa degenerazione, ed ora Victoria è completamente incapace di intendere per conto proprio, del tutto dipendente dagli ordini che riceve o dalle leggi che deve rispettare, e che segue alla lettera in qualsiasi circostanza con distacco pressoché totale, anche a suo rischio personale.

    PG mosso da Dreskan
     
    Last edited: May 14, 2016
  9. Dreskan

    Dreskan Cobalt Count Staff Member

    Thyrakron

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    Descrizione

    Età: 23 (74 ABY)
    Razza: Umana (mutato)
    Sesso: Maschio
    Pianeta di origine: Yavin IV (presunto)
    Status: Signore dei Sith di Serenno, Dominatore della Notte Infinita
    Affiliazione: Regni Imperituri dei Sith
    Maestro/i: Sarrik Velìfluas
    Apprendista/i: /

    Altezza: 1,91
    Peso: 78
    Capelli: Corvini
    Occhi: Rossi luminescenti (precedentemente castani)
    Pelle: Pallida
    Corporatura: Asciutta e mediamente muscolosa
    Abbigliamento: Armatura cerimoniale Sith
    Equipaggiamento: Cristalli e amuleti canalizzatori incastonati nell'armatura
    Lingue conosciuto: Basic (principale), Sith (principale acquisita)
    Specializzazioni: Maestro di Stregoneria Sith e dello stile del Dun Möch
    Segni particolari: Memoria perfetta, apprendimento accelerato, riflessi fotografici

    Cenni storico-biografici
    La sua storia è prevalentemente quella della sua famiglia. Suo nonno era un ingegnere addetto ai lavori di manutenzione su una stazione spaziale nell'Orlo Esterno, un uomo che viveva normalmente la sua vita, almeno fino a quando, a causa di un cancro al cervello, durante un intervento chirurgico alla massa tumorale, un sovraccarico di energia passò dai cavi dell'alta tensione dritti negli attrezzi medici infilati nelle sue cervella. I dottori erano completamente spiazzati, non si aspettavano nè un simile incidente nè che il paziente si riprendesse, ma contro ogni loro aspettativa il tumore si dissolse e il paziente guarì senza alcun visibile trauma. L'ingegnere per i primi giorni non sentì nessun cambiamento, ma un paio di settimane più tardi si accorse di qualcosa di strano. Riusciva a leggere e a imparare più velocemente, memorizzava le parole più facilmente, riusciva a scomporre e ricomporre nella sua mente interi macchinari, aiutandolo a farlo nella realtà. Inoltre si era accorto che la sua velocità di pensiero era aumentata di parecchio. L'ingegnere rimase di stucco, stupito dalle sue nuove capacità mentali, ma desistette dall'usarle per scopi egoistici e personali, e decise a malincuore di lasciare la stazione e di vagare per la Galassia alla ricerca di un modo giusto di sfruttare i suoi "poteri", e capire fino a che punto potesse spingerli senza mandare "in corto" il suo cervello. Comprese quasi subito che non poteva nè comunicare telepaticamente o usare la Forza, e onestamente non gl'importava neanche troppo, ma durante questo suo pellegrinaggio incontrò un Cavaliere Jedi molto generoso che, ammirato dalle sue capacità, gli lasciò esaminare la sua spada laser; il Jedi osservò sorpreso l'anziano signore smontare e rimontare l'arma senza commettere errori o conoscerne le schematiche, per poi restituirgliela e continuare il suo viaggio. Nonostante l'età avanzata, non ebbe figli se non quando, ormai vicino agli ottant'anni e pochi giorni dopo l'incontro con il Jedi, ebbe un figlio, con sua grande sorpresa Sensibile alla Forza. Sapendo che crescere un figlio a quell'età senile non sarebbe stato possibile, quindi ricontattò il Cavaliere Jedi e gli consegnò il neonato, il quale fu portato all'Accademia Jedi. L'anziano sarebbe morto poco dopo per cause naturali.
    Il neonato, suo padre, fu portato al Tempio Jedi su Coruscant, e appena fu giudicato idoneo fu iniziato all'addestramento. Come per suo padre, anche lui aveva vissuto una vita tranquilla, era un Padawan abbastanza nella norma, ma, sempre come con suo padre, ebbe uno strano incidente. Il giorno del suo 15° compleanno, camminando per i corridoi del Tempio Jedi, ebbe un crollo psicotico, in un istante tutte le conoscenze del padre, dal giorno del suo incidente a quello della nascita di suo figlio, si riversarono nella sua mente, assieme anche alle stesse capacità mentali avanzate che aveva avuto il suo genitore. Il ragazzo ci mise qualche giorno a capire il suo dono, e le grandi opportunità che portava con sè. Con la pratica riuscì ad adattare in diversi modi le sue abilità, riuscendo a memorizzare non solo le parole o le immagini, ma anche le azioni, riuscendo a replicare in qualche sessione quasi alla perfezione qualsiasi stile di combattimento gli si parasse davanti, tanto dopo pochi anni riusciva già a padroneggiare tutti gli stili di combattimento. Nel giro di qualche altro anno, le informazioni contenute negli Archivi vennero completamente assorbite dalla giovane e insaziabile mente del giovane Jedi, ma come spesso capita, la sete di conoscenza spesso porta a desiderare l'impossibile. Voglioso di scoprire di più, il ragazzo abbandonò il Tempio Jedi il giorno stesso della sua nomina a Cavaliere, approfittando della nuova libertà concessa dal suo grado. Sfruttando le conoscenze degli Archivi Jedi viaggiò negli angoli più remoti della Galassia, prima andando in mete come Tython e Ilum, ma pochi anni dopo iniziò ad avvicinarsi pericolosamente al Lato Oscuro, visitando prima Korriban, poi Ziost e in seguito Yavin IV, alla ricerca di manufatti Sith. Finì per cedere completamente al Lato Oscuro che non aveva neanche trent'anni, e da quel momento il neo Jedi Oscuro continuò la sua ricerca, continuando ad assimilare conoscenza e potere, giorno dopo giorno, per i successivi vent'anni. La sua anima era così corrotta che non c'era più possibilità per lui, ma l'ultimo atto di vera bontà fu quello di procreare e di avere un figlio, a sua insaputa anch'esso Sensibile, proprio sulla luna di Yavin IV, ma non volendo restare a marcire su quel pianeta ripartì, lasciando il suo bambino insieme alla madre addolorata. Ma il Jedi Oscuro comprese troppo tardi una grande verità, che in qualche modo la Forza avrebbe permesso un solo portatore di questo dono alla volta. Com'era morto suo padre, apparentemente di vecchiaia, morì anche lui; durante le manovre di avvicinamento a Coruscant, dove avrebbe combattuto i Jedi, ebbe un attacco di cuore molto forte, perse il controllo e puntò il suo trasporto verso la vicina stella, uccidendolo sul colpo.
    Il figlio del Jedi Oscuro, l'ultimo anello di questa catena di morte, ha vissuto con la madre solo i primi sette mesi di vita, in quanto anche lei è morta, ma per cause naturali, non per altro. Fu affidato ad una famiglia completamente all'oscuro della sua straordinaria storia, e fu cresciuto da loro con affetto e con giudizio. L'avvento della neo Ribellione su Yavin avvenne che non aveva più di quattordici anni, ma lui non ci diede troppa importanza, e continuò la sua vita con tranquillità, almeno fino al giorno prima del suo quindicesimo compleanno. I festeggiamenti furono brevi, in quanto il piccolo voleva farsi una passeggiata per le foreste vicine all'accampamento. Lì, felice com'era, non si sarebbe mai aspettato di avere un crollo simile a quello del padre, solo molto peggiore. Le memorie di due individui, e le loro conoscenze, erano troppo perché la sua mente potesse sopportarlo in un solo colpo, così il suo subconscio agì in modo imprevedibile, separando le conoscenze e le memorie in due settori diversi, uno "appartenente" a ciascun parente. Ciò ha impedito che il bambino entrasse in coma, ma allo stesso tempo gli ha cancellato quasi completamente la memoria, tanto che non riesce quasi più a ricordare come si parla il Basic. Inoltre, la separazione delle memorie ha creato inavvertitamente due personalità alternative, una che riflette lo spirito del nonno, un uomo gentile, onesto, buono e caritatevole, e l'altra che rappresenta suo padre, crudele, desideroso di potere, egoista e violento.

    Storia recente
    Catturato in seguito al suo risveglio dalle truppe dei rinati Regni Sith, il giovane ragazzo, inconsapevole del proprio nome o della propria storia, si rende presto conto di essere in grado di sentire due voci nella sua mente, quella del padre e quella del nonno, che lo spronano su due cammini molto diversi, e che tormentano continuamente i suoi pensieri. Introdotto al Tempio Sith di Exar Kun, inizia la sua istruzione presso i Sith e il loro nuovo Signore Oscuro, Sarrik Velìfluas, in un cruento e difficilissimo periodo che lo costringe al cannibalismo, alla sofferenza, e al duro lavoro. Qui tuttavia impara, nelle tre fasi della sua istruzione, da Postulante ad Apprendista fino ad Accolito, molto sulla storia, la filosofia, e la cultura Sith, fino ad apprenderne anche i poteri. Verso le fasi finali del suo addestramento, impara a seppellire le personalità dal padre e del nonno nelle profondità della sua mente, e viene incaricato di portare a termine numerose missioni, partecipando anche alla conquista del Tempio Massassi e alla cacciata dei Jedi dalla luna di Yavin. Il suo incarico più importante è tuttavia quello di piegare la volontà di un cristallo Jedi, cosa che lo impegna per tutta la durata del suo apprendistato, e durante una visita nelle catacombe viene attaccato da alcuni spiriti ancestrali Sith, che lo deridono e liberano le due personalità dei suoi familiari, che tentano di acquisire il controllo del suo corpo. Il ragazzo senza nome tuttavia riesce a riprendere il controllo, piegando alla sua volontà le due essenze nella sua mente e, dopo averle estirpate di qualsiasi conoscenza utile, le distrugge completamente, purificando la sua mente. Subito dopo la battaglia interiore, nota come il cristallo sia stato del tutto assoggettato alla sua volontà, segno della fine del suo apprendistato. Così, al suo ritorno nel Tempio, viene guidato verso la Sala del Trono del Signore Oscuro, dove viene investito della carica di Signore dei Sith e dei suoi nuovi abiti cerimoniali, e dove sceglie per sé il nome di Thyrakron, Dominatore della Notte Infinita.
    Rinato come Signore dei Sith, Thyrakron prende possesso di uno dei palazzi reali recentemente costruiti su Ziost, e pianifica il suo futuro, decidendo in breve di conquistare Serenno, pianeta relativamente vicino alla Caldera Stigia e governato da numerose casate nobiliari. Getta le basi della sua conquista manipolando nel sonno le menti dei Sei Conti che regnano sul sistema, così da renderli più malleabili e suscettibili alle sue macchinazioni. La sua strategia funziona per la maggior parte, e il pianeta entra in uno stato di tumulto scatenato dalle paranoie dei Conti da lui volute, fino al momento in cui i Conti non si riuniscono per mettere fine alla diatriba. Thyrakron interviene in questo momento, ma trova alla riunione anche alcuni consiglieri dei Conti, due dei quali sono Cavalieri Jedi che lo attaccano non appena si presenta. La battaglia che si scatena volge a favore dei Jedi, che riescono a fuggire, ma Thyrakron riesce comunque a soggiogare del tutto i Sei Conti e ad ottenere così il controllo completo sul pianeta. Nei mesi successivi, del tutto privo di opposizione, inizia l'opera di asservimento della popolazione, demolendo le città del pianeta, instaurando la sua sede del potere nella capitale di Serenno, ed edificando con i milioni di schiavi il monumento in onore del Signore Oscuro dei Sith, Sarrik Velìfluas, prima di dare inizio alla costruzione dei suoi edifici personali.
    La vittoria su Serenno garantisce a Thyrakron una capitale per il suo regno, ma in breve il Lord Sith si ritrova invischiato nelle numerosissime faide interne dei Sith, e nella Guerra Imperitura voluta da Lord Sarrik in persona: tutti i Sith, Signori e Tiranni, devono combattere tra di loro per il dominio assoluto, con qualsiasi mezzo necessario, e senza alcuna pietà. Così, nei mesi successivi alla sua salita al potere, Thyrakron entra in contatto con alcuni dei Dodici Tiranni Sith, Overlord che hanno per una ragione o per l'altra guadagnato un Trono presso la corte del Signore Oscuro, che si contendono i mondi più prestigiosi della Caldera Stigia e che hanno al proprio servizio dozzine di Signori dei Sith minori. Questi suoi incontri tuttavia non lo distraggono da altre minacce, come gli schiavisti Chevin che tentano di rubare la sua forza lavoro da Serenno, o dalle influenze di governi interplanetari più vicini ai suoi confini.

    Carattere
    Freddo, calcolatore, e senza alcun minimo rimorso o pietà per le sue azioni e i suoi pensieri, affronta qualsiasi problema con uno spirito accademico. Per lui nessun risultato è un fallimento, persino una sconfitta è ai suoi occhi una conquista che gli insegna tanto sui suoi nemici e sulle loro debolezze. È estremamente arrogante ed egocentrico, e come insegnatogli si crede una divinità, ma la sua opinione di sé è tanto radicata che si rifiuta di utilizzare la formula “noi” quando parla di sé stesso, poiché ciò presuppone che la sua entità sia suddivisa in più individui, e preferisce indicarsi con la terza persona come il “Signore di Serenno” o la “Notte Infinita”. Rifugge la tecnologia e altre imitazioni del vero potere, non permette a nessuno di osservare le sue vere sembianze, ed è fisicamente incapace di accettare il suo ruolo di semplice servo di qualcuno, aspirando invece a posizioni sempre più prestigiose e a poteri sempre maggiori, in linea con la tipica mentalità Sith.

    Artefatti prodotti
    Kintitsu (Catene Oscure): Mantello composto da fibre muscolari e nervose di bambini Gen'Dai intrecciate tra loro e miscelate con polvere di cristalli canalizzatori, appiattite allo spessore di stoffa. Thyrakron può controllarne i movimenti col pensiero, e grazie alla natura parzialmente mutaforma dei Gen'Dai può anche mutarne aspetto, forma, e consistenza, generando così tentacoli, armi, e altri utensili. Può infondere il suo potere tramite i minuscoli cristalli, rendendo il mantello e i suoi prodotti più forti, più resistenti, e persino a prova di blaster e spada laser.

    PG mosso da Dreskan
     
  10. Tolo

    Tolo Grand Master

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    Mercedes "Mercy" Thompson


    "non sono molto forte in tattica militare ma se sconfiggiamo quel mostro, saremo in grado di ritirarci. dobbiamo accettare la realtà ... maestro il tempio è perduto."
    Mercy durante la battaglia del tempio Jedi

    Età : 16 anni --> 18 anni (70 ABY)

    Razza: Shistavanens

    Pianeta di origine: uvena 3

    Status: Padawan jedi

    Carattere: solare ed altruista, ma di animo deciso. --> la schiavitù ha plagiato la sua mente causando una perdita della fiducia in se stessa. oltre a scatenare in lei un malessere verso l'acqua e le specie anfibie...

    Altezza: 162 cm

    Peso: 63 Kg

    Capelli: castano-vermiglio --> neri a ciocche vermiglie

    Occhi: verdi --> grigi con venature amaranto


    Corporatura:

    come tutti gli Shistavanens ha una corporatura asciutta e tremendamente agile, muso lupoide,
    artigli affilati, lunghi denti appuntiti e orecchie a punta sulla sommità della testa, seno
    pronunciato. la resistenza di questa razza era conosciuta in tutta la galassia, correre ad alta
    velocità per lunghi periodi senza stancarsi, sostenere grandi sforzi erano solo alcune delle
    peculiarità di questa spece. essendo dei cacciatori nati, avevano uno spiccato senso dell'udito, acuto senso dell'olfatto, e una visione notturna eccellente. oltre a questo gli Shistavanens erano in possesso di una capacità di guarigione che permette loro di guarire in fretta dalle ferite moderate, e anche dalle più gravi ferite nel giro di pochi giorni, la sua pelliccia e di colore marroncino-grigio, tendente al rossiccio e bianco in alcune zone del corpo. mentre sul capo ha un folto ciuffo di pelliccia, caratteristica tipica delle femmine della spece di colore castano-vermiglio.

    --> dopo il suo periodo di riforma subito sotto l'Avernia e la sua tosatura completa, il suo
    pelo e i suoi capelli sono ricresciuti ad una velocità accellerata grazie al mix di fattore di
    guarigione e all' immersione terapeutica nel bacta... comunque a causa del trauma e l'influsso
    latente del lato oscuro il colore del pelo è cambiato scurendosi dal rosso fulvo al grigio,
    mentre i capelli e la coda mostrano delle striature amaranto, riconducibili alla sua precedente
    colorazione.

    Abbigliamento: veste raramente la tunica jedi tradizionale, prediligendo abiti più moderni e casual, immancabili nelle misioni sotto copertura gli occhiali da sole e il suo inseparabile giubbetto di pelle da pilota.

    Equipaggiamento: spada laser verde consegnatale su Yavin al tempo della sua nomina a padawan, arma che ha perso durante la sua cattura su Serenno.

    Segni particolari: -nd-


    Cenni storico-biografici:

    Mercedes nacque sul terzo pianeta del sistema di uvena, quarta figlia in ordine di nascita di una pacifica famiglia di agricoltori.
    nonostante amasse le sue terre la piccola Mercy sognava di fare viaggi per la grande galassia
    anche se era riportata con i piedi per terra in continuazione dai suoi due fratelli, difatti
    essere la sorella più piccola non la aiutava molto. di carattere buono e altruista non perdeva
    occasione per aiutare gli altri, amava aiutare la madre con i lavori di casa ma non disdegnava nemmeno il lavoro manuale, cercando sempre di aiutare tutti al meglio delle proprie possibilità.
    casualmente scopre un innata abilità nel trattare con gli apparecchi meccanici, riuscendo a
    effettuare delle riparazioni al limite del miracoloso, questa cosa venne notata dal fratello del padre che aveva una rimessa in città dove riparava sprinter, Mercy era solita passarci
    interi pomeriggi dopo la scuola aiutando lo zio, cosa che le dava molta soddisfazione... non
    era il classico maschiaccio anzi per certi versi era molto più dolce delle altre sue compagne, ma se la situazione lo chiedeva era in grado di tirare fuori le unghie e di lottare con tutte le forze.
    lo zio era solito portarla spesso a volare con il suo T-16, spiegandole i comandi e i rudimenti del volo oltre che raccontarle le gesta di suo nonno un pilota del famoso gruppo rogue affiliato all' alleanza ribelle...
    la vita spensierata della piccola Shistavanen stava però per finire, nella piccola cittadina l'irruzione di un gruppo di mercanti schiavisti la strappa dalla sua tranquilla quoditidianità.
    fu rapita e portata su tatooine dove rimase il tempo necessario prima di essere venduta come schiava ad un ricco mercante in affari con molti e influenti Hutt, il primo periodo fu il peggiore sola e per la maggiorparte del tempo in catene soffriva terribilemente per la mancanza dei suoi cari... in quel difficile momento fu aiutata da una schiava Twi'lek che la prese sotto
    sua protezione, anche se la vita per la giovane non era per nulla facile punita di continuo dai custodi che si sfogavano su di lei per il fatto che i lividi non si vedevano attraverso la pelliccia.
    durante un viaggio su malastare fu venduta ad un famoso pilota di sgusci, le sue condizioni di
    vita migliorarono quando dimostrò la sua bravura nel riparare i frequenti guasti che attanagliavano il bolide da corsa del suo padrone.
    fu coinvolta in una scommessa, dove dovette correre una gara tra schiavi sopra un rottame di sguscio, la piccola non riuscì a vincere ma dimostrò dei riflessi eccellenti ben superiori alla norma, il suo padrone notò la sua bravuta cominciando ad usarla come secondo pilota della sua
    scuderia... per quanto sperasse nella sua liberazione e pregasse quanto meno di riuscire a contattare i genitori per fargli sapere che stava bene, agli occhi di tutti era sempre una schiava e come tale ignorata e maltrattata.
    successivamente girò vari padroni e altrettanti pianeti, ritornando poi su tatooine dopo uno scambio di omaggi tra due cugini hutt, sfruttata come danzatrice e quando occorreva come meccanico la giovane Mercy stava perdendo le speranze di tornare libera...
    imbarcata presso il galeone a vela dello Hutt come motorista durante una delle sue solite
    traversate del mare delle dune, si trovò nel mezzo di una faida tra sole nero e hutt... nel pieno del deserto la suntuosa nave divenne vittima di un imboscata, durante lo scontro Mercy si era sottratta al massacro scappando attraverso uno scarico.
    ritrovatasi sola nel bel mezzo dell' immenso deserto di tatooine la Shistavanen camminò senza meta per giorni, disidratata stanca e fisicamente distrutta era perseguitata da visioni e da strane voci che la spingevano ha continuare... trovata quasi morta da degli agricoltori d'umidità... rimase con loro donando il suo contributo fino a che non fu in grado di trovare un
    passaggio per Mos Espa, e con esso un modo per lasciare il pianeta che l'aveva resa schiava...



    storia recente:
    la scoperta delle sue doti:

    "vieni con me...presto." "venire con te ? ma stiamo scherzando..."
    Devil M'Anga a Mercedes al loro primo incontro.

    la giovane Mercy riesce a raggiungere casualmente il pianeta di Yavin 4, dopo un
    fallimentare atterraggio viene salvata da un curioso personaggio che si rivelerà essere il Cavaliere jedi Devil M'Anga. la confusa Mercedes si ritrova così nel tempio Jedi, spiazzata e completamente impreparata a quello che il fato le ha messo d'avanti agli occhi scopre un mondo a lei nascosto. mentre Devil riesce a farle comprendere il suo potere e la inizia alle vie della forza...
    il tempio però è in allarme vista la crescente minaccia del nuovo signore dei Sith, da poco ricomparso sul pianeta. tutta via Devil non perde tempo e insegna alla piccola ma dotata lupetta i primi dettami, tra cui il codice jedi e le prime arti della forza.
    con grande stupore del suo maestro Mercedes si trova ad imparare subito e ad ecellere malgrado la sua inesperienza nel combattimento con la spada, infatti imposta la sua meditazione incentrandola sul cristallo della sua saber, usandolo come se fosse un faro nel buio...
    purtroppo dopo poco tempo i Sith lanciano il loro attacco in massa contro il tempioe Mercy al
    fianco del suo maestro da prova di grande dedizione affrontando i nemici che le vengono contro combattendo nell' grande atrio al fianco dei venerandi maestri quali Aliv Basic.
    tutta via la battalgia viene persa dai jedi e Mercedes è costretta alla fuga, separata dal suo maestro riesce ad impossessarsi di una navetta e a fuggire, sarà l'unica Padawan che riuscirà a salvarsi dalla caduta di Yavin 4.



    mayday mayday mayday... Atterraggio su Nak Shimor:

    "per quanto tutto questo sia spaventoso... è solo l'inizio."
    Mercy raccontando i fatti di Yavin 4

    Mercy deve mettersi nuovamente alla prova ai comandi di una navetta nel tentativo di
    scappare da Yavin 4... il tentativo di fuga in solitaria non sarà fortunato e la giovane si troverà costretta a compiere un nuovo atterraggio di fortuna su Nak Shimor.
    sopravvive ancora e riesce a ritrovarsi con il suo maestro e il cavaliere Nadàr Koto, gravemente ferito nella fuga dal tempio... Mercy e Devil riescono a ricoverare Nadàr nell'ospedale della città vicina, prima di nascondersi entrambi nella foresta in' attesa di trovare una via da seguire.
    quella via si rivela a loro come l'avvocato Felles, un Faleen che li invita ad un incontro informale a nome di un cliente misteriso che sta dimostrando interesse per la causa del
    maestro... Mercedes si dimostra schiva e dubbiosa nei confronti dell' avvocato, ma quando si trova al cospetto della cena offerta da quest' ultimo non può che cedere alle richieste del suo stomaco, mentre il maestro e lo strano figuro contrattano.i due sembrano essere in accordo e Mercy segue il suo maestro fino al sistema di Arkania, dove i due ritrovano un piccolo gruppo di jedi e padawan sopravvissuti allo sterminio...Mercy è felice, ma il dolore per la battaglia è ancora vivo.



    Dantooine... aria di casa:

    "maestro si. va tutto bene, ripensavo ai mei genitori..."
    Mercedes a Devil sulle pianure di Dantooine

    sotto la guida di maestro Devil, il gruppo di jedi raggiunge il sistema di Dantooine qui li
    aspetta un' altro avvocato Mr. Snaess. Snaess affianca nuovamente i jedi nella visita sul pianeta e gli mostra quella che sarà la loro nuova casa... una vecchia e cadente struttura utilizzata dai ribelli durante la prima guerra civile. ma l'avamposto in via di ristrutturazione nasconde molto di più. dopo una breve indagine si scopre che sotto di essa si trovano i resti di un' antichissimo tempio jedi.
    maestro Devil e gli altri concordano sulla necessità di preservare le antiche rovine e comandano che la base ribelle sia smantellata e che gli sforzi di operai e capitali siano investiti nel restauro del tempio.
    in tutto questo Mercy non prende parte, lei è troppo inpegnata a convivere e reprimere i ricordi che quel verdeggiante pianeta le regala... la sua famiglia torna nei suoi pensieri ora più che mai e con essa una serie di visioni terribili sul suo pianeta natale. guerra e sofferenza si aprono davanti ai suoi occhi e per la prima volta Mercy si rende conto di cosa voglia dire essere un jedi.



    Devil & Mercy in missione:

    "ho fatto ancora quel sogno... la battaglia, la morte... continua a rimanermi impressa nella mente, non riesco a distrami."
    Mercy in merito alle sue visioni

    la missione sembra semplice... Mr. Snaess informa maestro Devil che sono stati ritrovati dei
    contatti riconducibili ad altri jedi sul pianeta Bastion, un mondo imperiale.
    Devil e Mercedes partono senza indugio alla volta del sistema facendo tappa su Agamar... mercy
    si ritrova catapultata in un ambiente grigio e austero dove tutti la osservano con disprezzo e
    schifo mal celato. le ricerche condotte dai due non portano risultati e rischiano di essere
    arrestati dalle truppe imperiali.
    una svolta si ottiene quando finalmente viene rintracciata una traccia concreta. Mercy si trova
    costretta a vestire i panni della schiava quando Devil cerca di infiltrarsi alla festa nobiliare dove la traccia conduce... tra ricordi spiacevoli e disagio il duo riesce a imbucarsi alla festa, dove si scopre che la traccia non è altro che Nyen. per mercy si tratta di una semplice bambina con una fortissima attitudine alla forza, la missione ora è una sola. salvare
    la bambina da uno strano essere.
    sfruttando un diversivo creato dal maestro, Mercy si lancia al salvataggio... tutto sembra andare per il meglio ma poco prima che i due riescano a fuggire l'intervento di un' unità di elite dell' esercito imperiale costringe Mercy a mollare la presa sulla bambina e concentrarsi sulla lotta... il combattimento è duro, Nyen sparisce nel nulla e i due jedi sono costretti alla fuga da Bastion. la frustrazione per il fallimento è tanta e Mercy non può che addossarsi tutte le colpe.



    Devil & Mercy... Che la Forza sia con te:

    "sono stata un' incapace su Bastion, un' inutile peso..."
    Mercedes al termine della missione su Bastion

    al ritorno da Bastion Mercy si ritrova a fare i conti con la delusione e la sua frustrazione. Devil cerca di calmarla e di farle capire la necessità di discaccarsi da tutto il suo passato... Mercy accoglie i consigli ma deve anche separarsi dal suo maestro, richiamato per una missione importante e segreta.
    Mercedes resta sola e concentra le sue capacità nel combattimento con la spada chiedendo aiuto a maestra Nisa di farle imparare lo stile di scherma Ataru... ma l'addestramento però non dura molto infatti un grande cavaliere jedi amico di Devil, il maestro di spada Aliv Basic prende con se Mercedes per una nuova missione.
    la padawan con entusiasmo segue il maestro alla volta di Serenno per una missione della massima importanza, proteggere la vita di un nobile... la missione va male e il maestro Basic sparisce sanza lasciare traccia. sola e braccata da uno strano gruppo di mercenari cloni capitanati da una Twi'lek di nome Tisha... le due stringono un' accordo quando Mercy scopre che una sua
    vecchia conoscenza il jedi Nadàr Koto è trattenuto in schiavitù da un gruppo di criminali schiavisti proprio nei sotterranei di serenno. mossa da compassione e spirito fi sacrificio si lancerà anima e corpo per salvare il jedi dalle grinfie della schiavista Slaisa, il capo del
    cartello schiavista Avernia.
    Nadàr viene liberato ma con un tributo altissimo, infatti Mercy deve sacrificare la sua libertà per permettere la fuga del cavaliere... che gravemente ferito viene portato in salvo da Tisha.



    Terrore e Sofferenza... Droga e Dolore:

    "Per essere una specie in estinzione, voi feccia Jedi vi riproduce in fretta, eh? Eh?"
    "che vuoi che ti dica, seguiamo una dottrina di privazioni: niente olovisione, niente locali e nessun tipo di svago. è inevitabile che si finisca per trovare altri modi per ingannare il tempo."
    la schiavista Slaisa e Mercedes appena dopo la sua cattura su Serenno

    privata dei suoi poteri per mezzo di un collare neurale e resa praticamente incapace di nuocere, Mercy si trova condotta a bordo di una delle astronavi dell' Avernia... la padawan viene rinchiusa e maltrattata con crudeltà dai pesci del cartello schiavista. con i metodi più dolorosi la privano di tutte le sue armi naturali. le vengono strappati gli artigli di mani e piedi e la povera shistavanen viene tosata e costretta a indossare collare e museruola.
    il periodo di riformazione comincia sotto lo sguardo perverso di Slaisa che si impegna a far regredire Mercy al livello spicologico più basso, sottoponendola ad umiliazioni e punizioni crudeli e perverse. violentata più volte e traumatizzata con ogni mezzo possibile. imbottita di droghe e di allucinogeni potentissimi, la giovane perde il contatto con la realtà e il suo animo si piega alla volontà della magistra impressa... Mercy si trasforma nel suo animale da compagnia dimenticando la sua vita precedente e accettando il suo nuovo destino privo di preoccupazioni.


    Liberazione... e lato oscuro:

    "tu hai già me, non ti serve un' altro padawan... non mi vuoi più allora ?"
    Mercy a Devil M'Anga dopo la fuga dall' Huttamuni

    mentre accompagna la magistra su Nar Shadda per l'ordalia che si terrà sulla stazione fluttuante Huttamuni, asservita al ruolo di semplice animale domestico Mercy rimane al fianco di Slaisa per buona parte dell' ordalia, ma quando una strana figura fa il suo ingresso dal pavimento della loggia Mercy si trova confusa e spaventata... tutto quello che succede dopo è un susseguirsi di confusione e dolore, ma piano piano Mercedes si rende conto che lo strano figuro che la sta portando via è il suo maestro Devil M'Anga... il gruppo fugge da Nar Shadda con l'aiuto di un gruppo di scorridori ribelli in missione con il loro comandante per conto della Repubblica.
    i ribelli pero osservano con sospetto i jedi, e Mercy viene maltrattata anche dai suoi salvatori questo tramuta la situazione in pericolo quando nel tentativo di estrarre da lei il trasmettitore esplosivo impiantatole dall' Avernia rompono il collare inibitore... la rabbia repressa e la paura della padawan esplodono contro i ribelli e il lato oscuro si manifesta nelle
    azioni di Mercedes che si trova a fare i conti con i cambiamenti compiuti dal resto della galassia nei mesi di prigionia.
    la cosa più dura per lei è vedere che Devil ha preso con lui un nuovo padawan, l'umano Teoudor Kan, ma l'intervento di maestro Devil e quello del comandante ribelle Reyla Howlett riescono a fermare la furia distruttiva della ex-padawan... il gruppo di jedi viene allontanato dallo spazio Hutt in modo discreto per permettere all' alleanza di continuare la propria missione e
    permettere a Mercy di uscire dal suo incubo.


    in aggiornamento...


    PG mosso da Tolo
     
    Last edited: May 22, 2016
  11. Tolo

    Tolo Grand Master

    [​IMG]

    ..."Sono un soldato Monsignor Dorget, sono stata cresciuta con principi militari e mi trovo poco avvezza alle gorgoglianti questioni del calderone politico."...
    Demetra a Dorget al termine della cerimonia d'investitura a Coruscant

    Nome: Demetra
    Cognome: Gibbons
    Motto: Non vi sono certezze, solo opportunità. E la morale è... i buoni vincono, i cattivi perdono e come sempre l'impero domina!
    Razza: umana
    Parenti: Virginia Gibbons
    Grado Sociale: Maresciallo dell' Aria, unica erede al trono imperiale, Capo di Stato, Capo di Governo e Comandante in Capo dell’Impero Galattico Riunificato.
    Età: 22 anni
    Altezza: 1.75
    Capelli: castani
    Occhi: blu cobalto
    Pianeta d'origine: Carida
    Lingue conosciute: Basic
    Schieramento: Imperiale


    Carattere e Personalità:

    spesso scontrosa. Se presa per il verso giusto diventa affabile e persino simpatica. Non ha rimpianti, credendo di aver compiuto ogni azione perché in quel momento riteneva fosse la migliore soluzione.
    Malgrado spesso lo nasconda tiene molto a sua madre Virginia l'unica figura familiare che le è rimasta.

    La posizione della sua famiglia e il suo carattere l'hanno sempre protetta dai coinvolgimenti amorosi, malgrado un' intensa quanto breve storia d'amore segreta con un' aviere suo compagno di corso... e i molteplici tentativi di nobili imperiali e figli di militari che hanno cercato di combinare un matrimonio sempre e solo per profitto. Hanno convinto la giovane ad uno stato di apatia amorosa, che nessuno fino a questo momento è stato in grado di sciogliere.

    La fortuna di Demetra è l'avere la piena libertà del suo cuore, visto che sua madre dopo i primi tentativi di combinare incontri non ha imposto più nessun vincolo, riconoscendo l'argomento come una sconfitta personale.


    Cenni storico-biografici:

    Considerata la "fotocopia" della madre e protetta ad oltranza da quest' ultima si è ritrovata a dover seguire come i suoi fratelli la via delle forze armate. Il fatto di essere rimasta l'ultima figlia ed erede al trono ha causato la preclusione immediata di qualsiasi scenario di guerra è costretta a dover scegliere indirizza le sue attenzioni verso l'aviazione...
    Tutta via resta pochi anni in accademia, mossa dallo spirito di scoprire l'impero e di prendere visione del dominio sconfinato sul quale sue madre comanda, convince sua madre l'imperatrice a lasciarla partire a bordo di un incrociatore verso le estreme province dell' impero
    L'incrociatore scelto dalla madre è l'insidiator, un Super Star Destroyer al comando dell' ammiraglio Ladan. L'imperatrice incarica Ladan di proteggere sua figlia e di assecondarla rimanendo entro i confini imperiali. E così facendo l' insidiator viaggia in lungo e in largo, nella galassia in guerra, ritrovandosi anche al centro di cruente battaglie alle quali Demetra prende parte assistendo l'ammiraglio nelle tattiche e nelle manovre militari... tanto che la missione di diletto e scoperta si trasforma in una vera e propria crociata.
    Demetra e Ladan diventano una delle avanguardie della flotta imperiale che impone pesantissimi tributi di sangue alla flotta ribelle, mentre la propaganda osanna le gesta della figlia dell' imperatrice...
    tutto questo non fa che convincere sempre di più la giovane Gibbons della certezza di essere nata dalla parte giusta. rientrata su Carida riceve il titolo onorifico di Maresciallo dell' aria e galvanizzata riesce anche a persuadere la madre nel suo impiego operativo nella grande marina imperiale.
    Prende parte a due grandi scontri, riportando in entrambi i casi due grandi vittorie, ma l'apprensione della madre è troppo forte e richiama la figlia su Carida, dove prenderà il comando del blocco orbitale riorganizzandolo drasticamente, anche andando contro i dettami del Grand'Ammiraglio Sol Tyrek, che controlla e amministra la difesa spaziale dei mondi cruciali dell' impero. Tuttavia l'alto ufficiale nota in lei lo stesso temperamento della madre è un' innata predisposizione strategica, anche se non arriverà mai ad elogiarla pubblicamente, anzi più volte dovrà essere lei stessa a ritornare sui suoi passi.
    La sua intraprendenza non è mai stata ben vista e malgrado il suo ingombrante cognome ha dovuto più volte chinare il capo d'avanti ai superiori.
    Malgrado sia l'unica erede al trono imperiale non si è mai intensamente interessata della politica fine a se stessa, ma ha ricevuto delle importanti nozioni dalla madre. si reputa infatti una persona d'azione che tende ad affrontare di petto i problemi.

    --- in aggiornamento ---



    Abilità:

    Eccezionale pilota di caccia, fin dai primi giorni d'accademia è stata subito notata come pilota dal grande potenziale.

    Grande ufficiale tattico, il periodo di viaggio e battaglia a bordo dell' Insidiator ha formato il suo carattere e la sua mente tattica... all' insaputa di sua madre ha anche condotto scontri contro le forze ribelli al comando diretto degli stormi di TIE, mettendosi a rischio in prima persona non meno dei piloti al suo fianco.

    Riflessi leggermente superiori alla norma, si dice che sia in grado di sfoderare le sue WESTAR-34 in un singolo battito di ciglia, questa sua particolarità l'ha aiutata non poco nella sua carriera di pilota.

    Esperta tiratrice, si allena con zelo periodicamente con le sue pistole e con altre armi lunghe, oltre che dilettarsi nella caccia.



    Armi ed Equipaggiamento:

    Non si separa mai dalle sue due pistole gemelle portare sempre in due fondine alla cintura, una coppia di WESTAR-34 fatte costruire su misura da un' artigiano armaiolo di Carida. Le due pistole sono costruite con platino e argento che nelle due impugnature hanno incastonato uno zaffiro grosso quanto una noce... si dice che i due zaffiri siano stati scelti per via del colore dei suoi occhi.

    Il suo caccia personale nominativo Oro Nero. un TIE/D Defender in livrea nera, modificato leggermente dalla versione originale, considerata la più micidiale delle versioni in uso nella flotta. È equipaggiato con scudi migliorati e una blindatura più pesante.



    Curiosità:

    Fin dalla nascita soffre d' insonnia cronica, infatti sono estremamente rare le notti in cui riesce a dormire per più di tre ore di fila. Non è raro infatti vederla al lavoro anche la notte chiusa nella sua stanza o nel suo ufficio.

    Terza figlia dell' imperatrice Virginia Gibbons, per scelta personale ha rinunciato al cognome del padre per portare avanti il nome della casata.

    Durante uno dei suoi periodi su Coruscant, ha conosciuto e stretto una profonda amicizia con la figlia del Gran Moff, Noeria Ypsia... rapporto bruscamente interrotto dal suo assassinio ad opera di sicari ribelli.

    Malgrado la sua affinità con le grandi unità della flotta, primi tra tutti gli Star Destroyer della classe Super, è portata a prediligere un corretto e fruttuoso uso degli stormi in manovre combinate tra bombardieri e caccia TIE.

    Ama volare e non è raro che nelle notti insonni sorvoli Carida e lo spazio circostante ai comandi del suo personale caccia TIE/D Defender, in compagnia della sua personale squadriglia di volo i "Knights of the Apocalypse" i quattro gregari: il bianco, il rosso, il nero e il verde. Piloti scelti personalmente da Demetra sono i migliori avieri dell' impero. Nella formazione il caccia del maresciallo dell' aria ha il nominativo in codice di Oro Nero. Tutti i caccia della formazione sono verniciati di nero, sia per utilità che per fattore psicologico.


    PG mosso da Tolo
     
  12. Zaho

    Zaho Player

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    † V i o l e t † {Jadzia Marr}
    FreeThinker {Jedi Oscuro/Jedi Grigio}

    Dati personali
    Nome: Jadzia Marr.
    Sopranome: Violet, Jazz.
    Data di Nascita: 50 ABY.
    Età: 24 anni.
    Specie: Ibrido Umano-Miraluka.
    Genere: Femminile.
    Pianeta di origine: Alpheridies.
    Status: Nessuno.
    Affiliazione: Nessuna.
    Lingue conosciute: Miralukese, Basic, Huttese (stentata).
    Specializzazioni: Percezione Aumentata; Donna Universale/Polymath/Apprenditrice/Erudita (capacità di Apprendimento Potenziato, focus: conoscenze scientifiche, in particolare fisica e neuroscienze).
    Segni particolari: Fotosensibilità, Vista della Forza, capelli tinti di viola (o altri colori).

    Descrizione Fisica
    Altezza: 1,69m.
    Peso: 56kg.
    Capelli: Castano scuro/neri, tinti spesso di viola.
    Occhi: Blu.
    Pelle: Chiara.
    Corporatura: Esile, agile.
    Immagini:

    Profilo Caratteriale
    Descrizione: Assertiva, sicura di sé, seria, colta, equilibrata, ma anche allegra, vispa, vivace, gioiosa. Ribelle, anarchica, controcorrente, eccentrica, un'outcast. Scienziata: verità, onestà intellettuale, conoscenza. Moralità buona ed empatica, salvo misantropia, nichilismo, darwinismo sociale, favorevole al suicidio ed all'eutanasia, ed altre posizioni impopolari: difficile prevedere cosa penserà e come si comporterà, avendo sviluppato riflessioni articolate e adagiandosi spesso su intuizioni e stati umorali del momento, pur propugnando razionalità ed autocontrollo, metacognizione e ragionevolezza, consapevolezza ed autodisciplina. È una ragazza multisfaccettata ed eclettica, del tutto fuori dal comune, impossibile da inquadrare in poche parole od in una qualsiasi corrente filosofica singola o comune.

    Profilo Biografico
    Genealogia:
    Madre: Amisahl Marr (miraluka);
    Padre: Ignoto (mercenario umano).
    Cenni Storico-Biografici: Jadzia nasce ventiquattro anni fa su Alpheridies (il pianeta natale dei miraluka), frutto dello stupro di una sacerdotessa miraluka ad opera di un mercenario umano. La sua storia non ha un inizio tra i più rosei, come quella di molti d'altronde, ma grazie all'amore materno è stata in grado di sviluppare il suo potenziale benevolo e di trovare un equilibrio stabile e tutto sommato sereno. Fin da piccola mostra una spiccata attitudine ed interesse per la scienza, di cui divora libri ed articoli senza tregua, come hobby, senza che le pesi affatto, affascinata da tutto ciò che esiste ed in particolare dalla fisica e dalle dinamiche neuropsicologiche - quelli che lei chiama onnicomprensivamante "i meccanismi del mondo", accomunandoli in una visione meccanicista dell'universo.
    Le sue abilità di percezione e consapevolezza dell'ambiente circostante la portano in contatto coi Luka Sene, presso cui inizia ad intraprendere il percorso della Forza e del Light Side nella tipica maniera accademica di questa organizzazione miraluka: le camere di meditazione ed educazione della sua città diventano presto uno dei suoi luoghi preferiti in cui trascorrere il tempo, ampliando i suoi orizzonti con quelle prospettive sempre intuite ma mai esplicitate a livello cosciente.
    A quattordici anni perde anche la madre, morta di una malattia incurabile, e per i seguenti tre anni lotta nella propria mentre tra solitudine, riflessioni filosofiche nichiliste, depressione e disperazione. Non ha più nessuno, sembra chiudersi alla vita ed alla Forza e di conseguenza anche la frequentazione dell'organizzazione diventa incostante e meno proficua. Nonostante tutto riesce a sopravvivere e trova perfino un nuovo paradigma di pensiero e di vita che le consente anzi di provare nuovamente piacere e tranquillità: si tratta del viaggiare, componente fondamentale del confronto, dello scambio culturale e dell'arricchimento intellettuale di cui è ghiotta. Abbandona perciò i suoi studi presso i Luka Sene, portando però con sé la loro eredità concettuale e visione del mondo, e decide di lasciare anche il pianeta stesso. Viaggiando, dunque, amplia il suo bagaglio di conoscenze diventando un'esperta di molti settori ed ottenendo così una mente multiculturale, in grado cioè di cambiare prospettiva praticamente a comando, cosa utile sia per la comprensione degli altri e sia nel problem solving anche quotidiano, attenta tuttavia al relativismo a cui una tale capacità può aprire le porte.
    Viaggiare, tuttavia, si sa, comporta anche dei rischi, e Violet è quindi costretta ad incontrarne ed affrontarne di ogni genere. Nella maggior parte dei casi esce vittoriosa, rafforzata e più temeraria...mentre in altri casi, rari ma bastanti a segnarle la vita, subisce ferite e violazioni così gravi da essere sì rafforzata ma al contempo anche indebolita, come se le avessero esaurito le difese, la sopportazione, la voglia di reagire. Si tratta di quei casi in cui viene violentata, torturata, subisce sevizie e schiavitù ed altre forme di abuso, in seguito ai quali trascorre un periodo -lungo mesi- di autoreclusione fobica ed isolamento riflessivo quasi assoluti, ma alla fine si fa coraggio e riprende il controllo della propria vita, pena lo sprecarla nella paura e nella solitudine fino alla morte per immobilismo e resa. Da quelle esperienze, tuttavia, apprende suo malgrado una difesa psicologica basata sulla sottomissione quasi-immediata e incondizionata, esteriormente e in parte anche interiormente, in parte dettata da una cosiddetta "learned helplessness" - cosa che la fa stare male a dir poco.
    Non avendo comunque nessuno, non più una famiglia e non essendo mai riuscita a trovare un compagno (o compagna) di vita con cui formarne una, né amici che siano alla sua altezza e/o la stimino, Jadzia supera le proprie paure e torna a viaggiare, in parte costretta dal non avere -secondo lei- molte altre alternative ed in parte mossa ancora dal desiderio di fuga dai problemi, spinta a cambiare aria sperando di trovare una condizione migliore altrove. Viaggiare la fa sentire viva, sia per tutte le conoscenze che acquisisce -affascinanti meraviglie che la galassia le regala-, e sia perché le riempie il vuoto che ha dentro e la distrae dalla propria sofferenza, dimentica tuttavia di come la galassia sappia anche mostrarle crudelmente quanto sia in verità indifesa, tanto sul piano pratico-materiale della sopravvivenza e dello scontro fisico quanto anche verso le caratteristiche stesse della vita, questo fenomeno fisico governato da regole spietate e terribili, ingiuste ed immorali.
    Torna dunque a viaggiare, collezionando esperienze estasianti ed entusiasmanti che rafforzano la sua fiducia nella decisione presa, ma esponendosi al contempo ai medesimi pericoli del passato: i ricordi sono indelebili marchi a fuoco sulla sua coscienza, tragedie che bruciano ancora e che la fanno tremare di paura e di rabbia, spingendola ad armarsi materialmente ma anche a vivere ogni situazione con più scoraggiamento e disperazione.
    Cronologia:

    Armi ed Equipaggiamento
    Oscuratore: visore con effetto anti-fotosensibilità, contiene filtri solari attenuatori di luminosità (equivale ad occhiali da sole/da saldatore).
    Zat Gun: blaster multi-modalità "DC-17m Sistema D'Arma Interscambiabile".
    Utility Harness: imbracatura funzionale multiuso dotata di parti di armatura ed oggetti da sopravvivenza (torce, coltellino svizzero ecc).
    Batou: bastone stordente retrattile/tascabile.
    Splatter: vibroknife.

    Poteri ed Abilità
    Vista di Forza: tratto razziale dei miraluka.
    Percezione Aumentata: tratto razziale ed attitudine personale.
    Apprendimento Potenziato: attitudine personale per lo studio, specialmente in campi scientifici per interesse.
     
    Last edited: Jun 4, 2016
  13. Sìlfae

    Sìlfae Grand Master Staff Member

    Tlalyctkad "Tlax" Vizsla

    [​IMG]

    Descrizione

    Età: 35 anni (74 ABY)
    Razza: Ibrido Firrerreo-Morelliano
    Sesso: Femmina
    Pianeta di origine: Concordia
    Genealogia: Maero Vizsla (madre, uccisa), Zac Vizsla (padre, ucciso), Alendev Vizsla (zia paterna, uccisa), Elle Vizsla (zia paterna, uccisa), Solyk’la Kryze (fratellastro, vivente), Eerlik Kryze (padre adottivo, vivente)
    Status: Cacciatrice di Taglie, Luogotenente della Death Watch
    Affiliazione: Mandaloriani, Get’albajuri

    Altezza: 1,76 m - 1,79 m (con armatura)
    Peso: 76 kg - 99 kg (con armatura)
    Capelli: Neri e scarlatti
    Occhi: Azzurri
    Pelle: Chiara
    Corporatura: Agile e resistente, temprata da costante allenamento
    Abbigliamento: Armatura in alumio, orecchini all’orecchio destro
    Equipaggiamento: Elmo HUD, pistola blaster modello 434, lame da polso, vibrospade, sparacorda paralizzante, jetpack con repulsor pack integrato.
    Lingue conosciute: Basic (primaria), Huttese (stentata), Mando’a (stentata)
    Specializzazioni: Ottima duellista e combattente corpo a corpo, addestrata nelle tecniche marziali k’thri, esperta acrobata e discreta tiratrice.
    Segni particolari: Capelli bicromatici, canini pronunciati, lentiggini, membrane oculari protettive, vista a ultravioletti, ultraudito, forza sovrumana, rapido fattore di guarigione, tatuaggi assortiti sul corpo per ogni duello importante vinto.

    Cenni storico-biografici
    Tlalyctkad nasce in una base della Death Watch su Telos da una madre firrerrea e un padre morelliano. Prima ancora che impari a camminare, i genitori la fanno familiarizzare con alcune delle armi che avrebbe dovuto imparare a usare una volta cresciuta, rassicurati il fattore di guarigione dell’infante le avrebbe permesso di giocarvici senza danni permanenti. È sin da allora che Tlalyctkad inizia a dimostrare una predilezione per pugnali e lame, incidendo disegni grossolani sul fianco della sua culla e affettando in modi sempre nuovi i suoi pupazzi.
    I suoi genitori, fuggiti insieme ad altri reietti mandaloriani a seguito dell’ultima sconfitta della Death Watch per mano dei Mandaloriani Protettori, erano rimasti relativamente isolati a Taris, accontentandosi di cacciare la fauna locale e intimidire alcuni degli insediamenti neutrali intorno al loro territorio, mantenendo solo deboli contatti sia con l’Impero che con le altre cellule dell’organizzazione.
    Durante i suoi primi anni d’infanzia, Tlalyctkad viene istruita sui precetti della cultura mandaloriana, filtrati attraverso la lente dei Vizsla e della Death Watch e inizia a sviluppare una certa dose di orgoglio e malinconia per il Popolo decaduto e un’accanita competitività per dimostrare di esserne degna discendente.

    È ancora una bambina quando Eerlik e la sua fazione arrivano per reclutare la tribù di Taris per una nuova e grande impresa. Tlalyctkad è entusiasta all’opportunità di poter testare se stessa per la prima volta e allo stesso tempo combattere per la rinascita di Mandalor, di conseguenza, a nove anni, accompagna i suoi genitori nelle sue prime missioni, ma si ritrova presto da sola a seguito di una sfortunata retata a Dathomir, dove, cercando di catturare alcune giovani streghe, entrambi i suoi genitori finiscono per essere uccisi da una Matrona. Le streghe catturano Tlalyctkad, progettando di rieducarla nelle loro tradizioni, ma la mandaloriana si dimostra persistente e alla prima occasione sfugge alla prigionia, raggiungendo il relitto della nave dei suoi genitori e riusciendo a contattare i suoi superiori. Nella squadra di soccorso mandata a recuperarla incontra Solyk’la ed Eerlik, che la salvano dalle streghe al suo inseguimento.
    Eerlik è impressionato dalla sua abilità e si offre di adottarla nella propria famiglia, ma Tlalyctkad si rifiuta, non volendo rinnegare il suo Clan. Apprezzando il suo spirito, Eerlik decide di prenderla comunque sotto la sua protezione, pur lasciandola conservare il nome dei Vizsla. Nei successivi tre anni, la bambina mandaloriana continua la propria istruzione sotto il padre adottivo, entrando in competizione col fratellastro e, ad un anno dalla loro morte, vendicando i suoi genitori partecipando ad una missione che si conclude con l’uccisione della Matrona.
    Quella sarà la sua ultima vittoria durante la Guerra Interimperiale: la Death Watch, assaltata subdolamente da nemici invisibili, vede ridursi progressivamente le proprie risorse, spesso costretta alla ritirata. Alla fine, la giovane mandaloriana si ritrova, insieme al fratellastro e al patrigno, trascinata contro una flotta imperiale. La loro nave viene presa d’assalto, i loro compagni uccisi e sia Tlalyctkad sia Eerlik vengono feriti gravemente dal Comandante Sol Tyrek. Tlalyctkad, lasciata per morta, si riprende mentre la loro nave sta precipitando nell’orbita di Djurmo, ritrova Eerlik, riuscito a sopravvivere nascondendosi in uno dei magazzini, e, recuperato il corpo di Eerlik, abbandona il vascello poco prima che si schianti.
    I due giovani mandaloriani cercano riparo in una base spaziale presso Serenno, dove costringono sotto minaccia alcuni dottori imperiali a salvare e ricostruire Eerlik. La trasformazione del padre in cyborg lascia Solyk’la psicologicamente distrutto e, da quel momento in poi, l’interesse di Tlalyctkad per lui svanisce del tutto. La mandaloriana invece, a seguito della bruciante sconfitta per mano di Tyrek, si sente ancor più risoluta nel suo desiderio di addestrarsi per raggiungere la perfezione nell’arte della guerra. Quando Eerlik è finalmente ritornato in salute, la Guerra Interimperiale si è conclusa e i tre sono costretti ancora una volta alla fuga, braccati insieme al resto dei mandaloriani superstiti dagli agenti imperiali.

    Dopo anni d’esilio, Eerlik decide di guidarli a Mandalore, permettendo a Tlalyctkad per metterci piede per la prima volta. Il pianeta è stato devastato dall’epurazione compiuta dall’Impero e i pochi insediamenti ristabiliti nei sistemi vicini si dimostrano ostili nei loro confronti, addossando ad Eerlik la colpa della loro miseria e poco per volta dando ragione alla mandaloriana di disprezzare universalmente i Nuovi Mandaloriani.
    Eerlik decide sia tempo per la Death Watch di mantenere un basso profilo e ordina ai due figli di andare per la propria strada e passare gli anni successivi accumulando risorse e reclutando e addestrando nuovi membri.
    Tlalyctkad accetta, ma si ritrova presto più impegnata a cercare altri maestri che possano affinare le sue capacità di combattente e avversari su cui le possa mettere alla prova, piuttosto che a saccheggiare insediamenti e cercare reclute. Ciononostante, poco per volta, la mandaloriana finisce per accumulare una dose consistente di peggat e un ridotto seguito di mercenari ugualmente interessati a sfide impossibili.
    I suoi viaggi la portano ad arricchire il suo stile con le tecniche k’thri e a raccogliere alcuni frammenti di storia antica mandaloriana, che per lei rimane ancora un agognato mistero da svelare. In questo periodo inizia ad essere soprannominata Slash-slash-tlax nell’ambiente mercenario per la sua predilezione per le armi da taglio. Tra i suoi bersagli più pericolosi figura anche una Jedi in esilio, che la mandaloriana si ritrova a cacciare insieme ad una serie di altri competitori huttesi. Tlalyctkad riesce a confrontare e mettere in fuga la Jedi, ma la vittoria finale le viene strappata di mano quando uno dei suoi competitori fa esplodere l’avversaria in una trappola.

    Quando finalmente Eerlik la contatta per dirle che sia tempo di tornare a Mandalore, Tlalyctkad risponde immediatamente alla chiamata, ansiosa di rettificare gli errori passati e lottare di nuovo per costruire un futuro per il Popolo.

    Storia recente
    Ritornata su Mandalore insieme al fratello e al padre, Tlalyctkad entra in contatto con Dral Al Dinii e il Clan Staan, con cui suo padre forma un'alleanza per la ricostruzione di un governo mandaloriano nel Settore.

    Carattere
    Tlalyctkad è stata dominata sin dalla sua prima infanzia da una inestinguibile competitività. La sua intera vita è stata incentrata sul perfezionamento delle proprie capacità di guerriera, un desiderio ossessivo che la spinge ad allenare il proprio corpo in ogni momento pausa e a ricercare ed esaminare con quanta più accuratezza possibile qualunque stile di combattimento in cui non è pratica per apprendere ed escogitare possibili strategie di contrattacco.
    A differenza dei suoi parenti acquisiti, preferisce usare quante meno armi e dispositivi possibili in combattimento, considerandoli una sorta di trucco che sporca la soddisfazione di una vittoria. Potendo far affidamento sull’armatura per assorbire la maggior parte di armi blaster standard, preferisce caricare i suoi avversari tramite jetpack e attaccarli direttamente con la propria spada. Il suo stile è fluido e scattante, facendo affidamento su cascate di fendenti rapidi piuttosto che su singoli colpi possenti e su complesse fioriture e acrobazie per evadere e confondere l’avversario, per le quali non lesina di usare jetpack e repulsor pack, alleggerendosi e appesantendosi a seconda delle necessità per schizzare violentemente contro il suo bersaglio.
    Più di qualunque cosa in uno scontro, Tlalyctkad si preoccupa della soddisfazione della vittoria, specialmente se sta combattendo un avversario impegnativo: qualora qualcosa s’intromettesse che possa porre dubbi sulla legittimità del suo successo, la mandaloriana potrebbe facilmente decidere di risparmiare l’avversario e rimandare la confrontazione ad un altro momento.
    Quando tra mandaloriani dalla reputazione rispettabile, ha un carattere generalmente solare, felice di poter passare del tempo con la sua gente, spesso cercando di investigare sulle loro conoscenze in merito al Popolo, nel caso conoscano qualcosa che lei non ha ancora scoperto. Per contro, quando si tratta di combattere, preferisce decisamente rimanere per conto proprio, non volendo vedersi rubata qualche uccisione da un compagno troppo volenteroso, a volte isolandosi del tutto dal resto della sua stessa squadra lasciando suonare musica a tutto volume nel suo casco.

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    La Bosco Hitta (“Cercando Violenza”) è un bombardiere nubiano modificato, con scudi amplificati e armamentario ridotto, guidato dall’unità-pilota RX-1687B, viene usato da Tlax per le proprie incursioni. Mancando un artigliere vero e proprio, la mandaloriana raramente si trova ad usare i cannoni della nave, preferendo arrivare di corsa in atmosfera e gettarsi dal vascello in volo per ingaggiare personalmente i propri nemici.

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    RX-1687B è un vecchio droide pilota divenuto proprietà di Tlax nei suoi primi anni di attività di cacciatrice di taglie per sopperire alle sue pressoché inesistenti competenze di pilotaggio. Per quanto inizialmente programmato per semplici trasporti di carico, il droide ha dovuto adattarsi e aggiornarsi per lo stile di volo più rapido e reattivo comandato dalla nuova proprietaria, acquisendo un vago senso d’eccitazione in prospettiva a fughe e combattimenti.
     
  14. darthwelia

    darthwelia Player Staff Member

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    Nome personaggio: Yabail Den

    Età: 50

    Razza: Ibrido Zabrak-Umana/Echani

    Sesso: Femmina

    Pianeta di origine: Iridonia

    Status: Cavaliere Jedi

    Affiliazione: Ordine Jedi

    Altezza: 171

    Peso: 62

    Capelli: Bianchi

    Occhi: Verde chiaro

    Pelle: Chiara con efelidi

    Corporatura: Snella, ma robusta e muscolare.

    Abbigliamento: Abbigliamento Jedi, chiaro

    Equipaggiamento: Comlink, datapad. due saber gialle

    Lingue conosciute: Zabraki (madrelingua primaria); basic (primaria acquisita)

    Abilità: Legame di Forza, affinità con la Forza. telecinesi, onda di Forza, attrazione di Forza, salto di Forza, influenza mentale, mantello di Forza, Meditazione da battaglia.

    Stili combattimento: Forma VI Niman e stile personale (misto di varie forme)


    Segni particolari: Cicatrice da saber sul lato sinistro del corpo.

    Carattere: Yabail ha un carattere fermo e deciso, ma interloquisce volentieri con chi ha idee diverse dalle proprie, pronta a ritenere valide le idee altrui. Aperta ai compromessi quando questi portano a soluzioni importanti.

    Cenni Storico biografici: Yabail Den nasce su Iridonia da padre zabrak e madre umana-echani. La madre le trasmette una particolare sequenza genetica, propria della specie echani. Ancora bambina, scoperta da uno Jedi di passaggio su Iridonia, si ritrova catapultata nella galassia e si trasferisce al Tempio Jedi su Coruscant, dove viene addestrata nelle vie della Forza e scopre di essere particolarmente portata alla via della Forza Vivente. Prima come padawan e poi come Cavaliere, partecipa a missioni di vario genere, rischiando più volte di essere uccisa. Il Consiglio, notando la sua abilità a scrutare all'interno dell'animo umano, le concede l'abilitazione all'addestramento, consigliandole di mettersi in viaggio nella galassia alla scoperta di nuove promesse. Si reca spesso su pianeti ritenuti in generale poco adatti a intraprendere ricerche, come Nar-Shaddaa e Tatooine, per fare qualche esempio. Al contrario di quello che è il comune pensiero, su questi pianeti ha trovato soggetti inclini ad avere una grande sensibilità verso la Forza. Alcuni di questi purtroppo hanno in seguito lasciato la scuola o si sono convertiti allo studio del Lato Oscuro, ma tanti sono ora Jedi o padawan. Proprio su Tatooine si imbatte in una bambina di nome Welia con particolari caratteristiche. Yabail la convince ad entrare al Tempio e rimane in contatto, anche se non presente, fino al momento in cui infuria la guerra tra Impero e Repubblica su Coruscant. Quando il ricostituito Impero attacca Coruscant è impegnata nella guerra per la libertà del pianeta capitale della Repubblica e principale centro dell'Ordine Jedi, dove sorge il Tempio. Affronta con coraggio battaglie e scontri personali. Dopo la conquista di Coruscant da parte dell'Impero, il Tempio Jedi viene spostato prima a Corellia, temporaneamente e immediatamente dopo su Yavin IV. La battaglia di Coruscant è una sconfitta cocente per Repubblica e Ordine Jedi, ma la guerra continua e porta Yabail lontano, a combattere battaglie apparentemente inutili, ma che hanno un loro perché nell'accezione Jedi. Il suo pensiero va spesso al Tempio di Yavin, il tormento di sapere che cosa è successo, se qualcuno si è salvato, se sono vere le notizie che sono arrivate fino agli angoli più remoti della galassia dove lei ha viaggiato e combattuto, la rende pensierosa e triste. Quasi un senso di colpa si insinua dentro di lei, per non esserci stata. Pensa a tutti gli aspiranti e padawan che sono stati scoperti da lei, spera che non sia successo nulla a loro. Pensa a quella ragazzina dai capelli viola, che ora sarà cresciuta. Durante una spedizione viene ferita quasi mortalmente ad un fianco. Dopo la sconfitta totale e molte vicissitudini in zone remotissime della galassia, Yabail torna a Tatooine per svolgere alcune ricerche. Purtroppo per lei nuove infauste sorprese la attendono sul pianeta dei due soli: viene fatta prigioniera da Boolah the Hutt, capo del Cartello su Tatooine. La prigionia non dura poco, ma inaspettatamente, Welia fa irruzione nel palazzo per liberarla, richiamata dal legame di forza che le unisce. Ciò che scopre Yabail dopo la liberazione, la lascia esterrefatta e triste. Welia ha compiuto un massacro. Inorridita, anche se dispiaciuta per la sua pupilla di una volta, Yabail lascia il pianeta di sabbia per continuare la sua missione in ricerca di nuovi aspiranti, portando con sé un sentimento di malinconia e sconforto per la chiara percezione di aver sentito il lato oscuro fremere dentro Welia.


    PG mosso da darthwelia

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    Coppia saber di Yabail
     
    Last edited: Jun 2, 2019
  15. MasterKenobi

    MasterKenobi Player

    Cody Fordo

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    Descrizione

    Età: 36 (74 ABY)

    Pianeta di nascita: Hoth

    Razza: Umano

    Altezza: 183 cm

    Peso: 85 kg; + 40 kg circa con attrezzatura

    Capelli: Neri

    Occhi: Rossi, in precedenza marroni

    Fisico: Un tempo prestante, adesso più rilassato e meno vigoroso

    Pelle: Olivastra ma rischiarata dalla mancata esposizione al sole

    Segni particolari: Iridi rosse; tre bianche e sottili cicatrici parallele sulla guancia sinistra infertegli dallo shistavanen Negas

    Abbigliamento: Tuta ignifuga; antica armatura modificata e rimodernata da Advanced Recon Commando, con Kama

    Professione
    : Ex cacciatore di taglie

    Lingue conosciute: Basic; Huttese; Binario; un po’ di Jawa, Ithoriano e Wookiee

    Affiliazione: Nessuna

    Stato attuale: Latitante ricercato dall’Impero (con un’ingente taglia sulla testa); vagabondo; criminale minore

    Equipaggiamento: Coppia di pistole blaster DC-17 personalizzate; rampino da polso con funzione per shock elettrico; lanciafiamme da polso; vibrolame retrattili equipaggiate sulle placche dorsali delle mani; jetpack; granate; strumentazione varia;

    Carattere e personalità: Forgiato dalle condizioni estreme di Hoth prima e poi dall’insidiosa vita da cacciatore di taglie tra criminali e feccia di ogni tipo, Cody agisce e pensa sempre in un’ottica egocentrica. Prova generalmente indifferenza e scarsa empatia verso i problemi altrui, in particolare verso le questioni di potere e di dominio della Galassia, e non ha interesse alcuno nell’aderire ad ideologie particolari o entrare a far parte di fazioni in guerra nel nome di ideali insulsi. Tende ad assumere un atteggiamento estremamente freddo, distaccato ed introverso quando si rapporta con gli altri. Paziente, discreto e sarcastico all’occorrenza, quando può evita e minimizza il dialogo, preferendo la calma ed il silenzio della solitudine. Pone sempre la sua vita ed incolumità prima di quelle degli altri, non esita a ricorrere alle maniere forti se minacciato e può risultare molto vendicativo. Ciononostante non ama attaccare briga ed evita sempre lo scontro diretto quando possibile. Anche se può sembrare ostile nei rapporti, non è malvagio o sadico né sleale, e sotto la dura e spessa scorza rimane un barlume della sua anima di un tempo, capace di sviluppare e mantenere legami. Squattrinato, vagabondo ed in latitanza da anni, sta attraversando una fase di profonda prostrazione e di declino psicofisico. Proprio in questo periodo si è scoperto in qualche misura suscettibile del fascino femminile.

    Cenni storico-biografici

    Tutto ha inizio durante un momento cruciale della storia Galattica: l’Ordine 66. Il capitano clone Alpha 77 “Fordo” delle forze speciali, dopo aver compiuto innumerevoli missioni con successo, si ritrova solo e disperso in battaglia all’insaputa dell’alto comando, non potendo così compiere il suo dovere. Il neonato Impero lo ritiene così colpevole della fuga di alcuni generali Jedi, appellandolo come “soldato difettoso”, e ne sancisce l’esecuzione. Terminata la guerra e deciso lui a scampare alla morte ingiusta, si dà alla macchia attraverso la Galassia per sfuggire all'implacabile caccia imperiale. Stabilitosi a Naboo per un breve periodo, incontra una donna che gli offre un rifugio. I due si innamorano ben presto e lei, nonostante i pericoli che una vita al suo fianco comporterebbe, decide di seguirlo e rimanere al suo fianco. Passano gli anni ma l’Impero non riuscirà mai a scovarli. Lui muore per cause naturali tempo dopo su Naboo stesso, tornatoci dopo tanti anni di assenza e di fuga, mentre lei era deceduta poco tempo prima.

    Gli Imperiali vengono quindi a sapere della scomparsa del ricercato, che non aveva mancato di prendersi gioco di loro nemmeno in punto di morte. Punti sul vivo i vertici militari, dedicatisi per anni all'interminabile ricerca, rimane loro la frustrazione e lo smacco per non aver compiuto la missione. Perciò, un po' per orgoglio ed un po’ per salvare la faccia, cominciano a reclutare mercenari, pirati e cacciatori di taglie, affinché il figlio del defunto Fordo sia catturato. La caccia si fa ancora più dura, tenace ed asfissiante, ma lui, e così anche la compagna Klea, consapevoli della situazione e preparati ad una vita in quelle condizioni così avverse, danno filo da torcere a chiunque li cerchi. Per far perdere le proprie tracce, i due fuggitivi si nascondono temporaneamente sul glaciale pianeta di Hoth. Ma ben presto diventeranno tre.

    Rifugiati in vecchi complessi militari abbandonati, Fordo Junior e Klea riescono a concepire un figlio: Cody, che nasce durante un’alba di gioia e dolore nelle profondità buie di una grotta, mentre fuori imperversa una bufera di neve. Il piccolo, come d'altronde il padre, è somigliante ai suoi lontani parenti cloni, nonostante ne abbia perduto vari tratti somatici. Malgrado le difficoltà decidono di rimanere, non volendo che il neonato rischi di ritrovarsi orfano e solo altrove, mentre lì può essere tenuto in relativa sicurezza, e aspettare che sia abbastanza grande da potersela cavare da solo per lasciare il pianeta.

    Il piccolo passa la prima parte della sua vita tappato nelle grotte, tra le braccia materne, sempre desideroso di uscirne per vedere il mondo esterno, ma non gli è concesso ancora di uscire. Trascorsi gli anni dell'infanzia, man mano i suoi compiti aumentano di importanza ed inizia a contribuire alla sopravvivenza della famiglia. Ormai gli è permesso di gironzolare al di fuori dal rifugio, ma solo durante il dì e quando il cielo è sereno. Gli piace rimanere ore ed ore intere ad osservare le pianure, le montagne, la profonde valli, i canyon, l'orizzonte e apprezzarne il silenzio. Appena preadolescente, ha ormai iniziato a spostarsi autonomamente e ciò richiede inizialmente sforzi enormi, ma il suo fisico si abitua e col tempo diventa forte ed instancabile. Comincia ad accompagnare il padre nelle varie battute di caccia: impara ad uccidere a mani nude bestie più grandi di lui e ad adoperare pugnali e blaster. Inoltre gli viene anche insegnato a pilotare il malconcio trasporto del padre, cosa che ama fare e a cui si dedica ad ogni occasione. Ben presto diviene un pilota capace. L'arrivo dell'adolescenza vera e propria segna anche l'arrivo dei pericoli seri e della vita ad alto rischio. Tra battute di caccia, bufere improvvise, imboscate degli wampa e giorni di digiuno ne vede delle belle, ma sopravvive. Si trasforma ben presto in un cacciatore spietato, freddo e calcolatore e impara a non provare rimorso verso chiunque minacci l’incolumità sua o dei suoi cari. E’ quello il suo mondo e nonostante tutto si sente a casa.

    I tempi sono a quel punto maturi per tentare una fuga: Fordo Junior e Klea preparano il tutto, mancano poche settimane: riparano la malconcia nave e inviano messaggi di aiuto a delle vecchie conoscenze. Pochi giorni prima di partire Cody sta trionfalmente tornando dagli impensieriti trascinando nella neve un bell’esemplare maschio di wampa dopo una settimana di caccia. Vede la nave di suo padre saettare sopra la sua testa, di ritorno dall'orbita, dove si è incontrato con un fidato amico mercante, possessore anch’egli di un piccolo trasporto, che gli ha donato munizioni e alcune provviste. Lo fanno ormai da sempre, per quanto sia loro possibile visti i controlli dell’Impero. Riunita la famiglia, i tre consumano insieme la cena, l’ultima che avrebbero mai condiviso. A quel punto accade l'inimmaginabile per il giovane Cody.

    Un'oscura e massiccia figura in armatura si intravede nell'ombra, all'ingresso della caverna. Il cuore del ragazzo è già a mille, non sa se averne paura o provare eccitazione. Ma i suoi appaiono molto spaventati e lui non è abbastanza svelto a capire. Accade tutto con grande rapidità, troppa. Il padre e l'uomo si dicono qualche parola minacciosa, poi sfoderano le armi. Fordo Junior spara ripetutamente con la carabina, senza mai colpire gravemente l'Uomo Misterioso. Questi risponde a sua volta, ferendo il padre a morte con cinque precisi colpi al petto. La donna si getta su di lui disperata e incurante del pericolo, stringendo il polso debole del compagno, che esala l’ultimo respiro pochi istanti dopo. Lo sconosciuto, rimasto stranamente pietrificato, fa qualche passo e, a quel punto, un senza controllo Cody vi si scaglia contro cogliendolo di sorpresa, abbattendolo al suolo con una spallata poderosa che gli costa una lussazione. Il ragazzo afferra una granata, perduta dall'assassino, e fa per lanciarla, ma si vede venire incontro una pioggia di laser che invece di colpire lui, crivella la madre, uccidendola in un istante. Uno dei colpi prende in pieno l'ordigno, che esplode fragorosamente, facendo tremare e crollare la parete della grotta. Il ragazzo, scagliato lontano dall'esplosione, si ritrova con addosso quintali di ghiaccio e sviene. Risvegliatosi più morto che vivo il giorno dopo e liberatosi delle macerie, si accorge che l'assassino è ormai scomparso. Non ha più toccato né lui né i corpi dei due poveri defunti. Piange a dirotto per tempo indefinibile sui corpi dei genitori. Proprio in quegli istanti accade qualcosa di inspiegabile: giunto al culmine del dolore, i suoi occhi, dapprima marroni, diventano di un intenso e acceso colore rosso vivo. Non è mai riuscito a spiegarsi lo strano fenomeno, ma la cosa non ha mai avuto importanza per lui. Seppelliti nella grotta i suoi sotto un’unica rozza lapide, Cody lascia il pianeta. Il suo unico scopo a quel punto è trovare l’omicida e vendicarsi. Fa tappa su Naboo per recuperare gli averi di Fordo: l'armatura completa ARC, due pistole DC-17 ed un vecchio caccia V-19 Torrent. Intraprende la via del cacciatore di taglie, l’unica che gli si addice e che possa permettergli di guadagnare e farsi strada nella Galassia. Raggiunge Tatooine e non senza difficoltà riesce ad ottenere i primi incarichi. Letteralmente sconosciuto e soprattutto troppo giovane, nessuno gli dà fiducia. Ma prende sul serio il suo lavoro ed impara presto a farsi conoscere e rispettare. Da Tatooine si sposta su molti altri pianeti e città malfamate, passando anche per la zona controllata dagli Hutt. Col passare degli anni porta a termine con successo molti incarichi, inizia a farsi un nome in quel campo e i suoi crediti aumentano a vista d'occhio. Le sue abilità migliorano e diviene col tempo un nemico temibile. Tra una missione e l’altra riesce finalmente a scoprire che il nome dell’assassino è Kruck Knart e si lancia in una febbrile ricerca per stanarlo.

    Storia recente

    Rintracciato Kruck su Malastare, vi si reca e forma un breve duo con l’Ithoriano Ustar Jem, dato il loro scopo comune. Scovato l’assassino i due si lanciano all’inseguimento, ma le cose non vanno come previsto e dopo sparatorie, inseguimenti su speeder e il rapimento di Cody da parte di alcuni trandoshani, Kruck riesce a far perdere le proprie tracce, non prima di aver rivelato di essere stato il vecchio compagno di Klea e di aver concepito un figlio con lei, motivo che lo spinse a dare la caccia alla coppia innocente. Congedatosi da Ustar, rimasto sul pianeta per guarire dalle ferite, Cody si dirige su Tatooine dove il Kaleesh Arch’fen ed un Muun hanno richiesto la sua presenza per un assalto in grande stile alla stazione mineraria di Ferogam, proprio su Malastare, in compagnia di quasi duecento mercenari. Senza fare troppe domande accetta l’incarico e conosce, tra i vari, il pilota Chistori Axel Drake. L’assalto iniziale viene portato a termine, non senza difficoltà, ma ben presto sul luogo le cose si mettono male: oltre alle guardie locali infatti i mercenari incontrano soldati Imperiali e truppe dell’Alleanza Ribelle, tutti decisi a conquistare la stazione. Decimati i suoi compagni, i pochi superstiti e lui si danno alla fuga, ma Cody, avendo precedentemente scoperto che Axel aveva tentato di derubare lui ed i compagni della loro paga, si infiltra sulla sua nave, la Led Asper, per pareggiare i conti. Questa però decolla cogliendolo alla sprovvista e costringendolo ad abbandonare il suo caccia sulla superficie del pianeta, ma una volta lì apprende la verità: sono stati i committenti ad ingaggiarli per un lavoro che non avrebbero mai pagato. Costretto suo malgrado a bordo della nave del Chistori insieme alla confederata Seras Argon e Grouess Navida, scortati verso la nave della Droide Armata Maestity, si ritrova faccia a faccia nientemeno che con il Generale Gladius, intenzionato a fucilarlo in quanto elemento imprevisto. Provvidenzialmente “salvato” da Grouess e Seras, viene integrato in una compagnia irregolare di mercenari che prenderà parte ad una missione suicida su Chad, contro le truppe Imperiali. Dopo una conversazione scomoda ai confederati con il Padawan Jedi Devil M’Anga rischia di nuovo di essere passato per le armi, ma riesce a scamparla semplicemente per aver tenuto la bocca chiusa. Rilasciato, prende infine parte alla disastrosa battaglia: la superiorità militare degli Imperiali travolge i suoi commilitoni e li decima. Abbandonato a se stesso, ritrova Axel sulla superficie e con lui cerca di salvare Seras dalle grinfie del perfido e mostruoso Sarrik Velifluas, arrivando anche allo scontro diretto con quest’ultimo, che poi sparisce. Separato nuovamente da Axel, i due riescono dopo una serie di scontri a ricongiungersi e a trarre in salvo la ragazza dalle mani dei soldati Imperiali, con l’aiuto del Padawan Devil, risalendo a bordo della nave del Chistori. Tra lui ed Axel, malgrado alcuni dissapori, inizia ad instaurarsi una sorta di intesa. Fuggito sul vicino e neutrale Trogan per cercare tranquillità, il gruppo non riesce comunque a star fuori dai guai e si imbatte in un cacciatore di taglie Gand ed altri scagnozzi decisi a catturare Seras. Cody riesce ad aiutare Seras ed un Devil in difficoltà, ma alle sparatorie segue l’arresto da parte della polizia locale. Evasi senza troppi problemi e concluse delle trattative col Gand ed il mercante Durosiano Buroh, con cui Cody aveva contratto un debito enorme distruggendone le merci mentre cercava di stanare Kruck su Malastare, il gruppo ritorna su Tatooine. Per sdebitarsi Cody si offre di lavorare per il Durosiano, che come primo incarico gli chiede di scortare lui ed un carico di schiavi a Mos Eisley. Il tutto fila liscio, escludendo il breve incontro-scontro col bizzarro mercenario Mandaloriano Dral “Besk” Al Dinii. Grazie a degli informatori Cody scopre la presenza di Kruck nei paraggi e, insieme ad Axel, vi si reca per porre finalmente fine alla questione che lo tormenta da anni. Ma le cose si complicano quando, picchiato a sangue Kruck, si frappone tra loro il figlio Mger, fratellastro di Cody, minacciando il cacciatore di taglie con un fucile. Questi si vede costretto a spararlo, scatenando le ire del padre che aveva tentato di destarlo dal futile desiderio di vendetta che aveva offuscato la sua stessa mente un tempo. A quel punto Cody pone un fermo alla questione e non si accanisce più sui due. Il ragazzo sopravvive poi con l’aiuto del bonario Besk e la mediazione di Axel, lasciando Cody a riflettere su quanto accaduto e sul senso di tutto quel tempo passato nel rancore. Lasciato il pianeta a bordo della Hidden Death, la nave del Mandaloriano unitosi al gruppo del Chistori e Seras, fanno una breve tappa su Malastare solo per scoprire che il suo caccia V-19 era stato rubato. Amareggiato e senza più una nave, Cody si vede suo malgrado costretto a rimanere nel gruppo. A corto di crediti e senza opzioni possibili, accetta l’offerta di Seras: infiltrarsi nel Palazzo Imperiale di Coruscant per estorcere informazioni riguardanti Sarrik Velifluas al Moff Ypsia. Unitosi a loro il mercenario Shistavanen Negas, mentre Axel si separa e va per un’altra strada, il gruppo si dirige verso la Capitale Imperiale, dove le cose si fanno presto difficili: intercettata dal blocco di navi in orbita, la nave di Besk riesce a raggiungere la superficie, ma gravemente danneggiata. Riparatosi nei bassifondi, il gruppo riceve l’aiuto di un signore del crimine locale e prosegue con l’infiltrazione: in un primo momento riescono a passare inosservati, ma ben presto si ritrovano a sparare all’impazzata per tutto il Palazzo contro le più temibili truppe Imperiali. Nel trambusto muore accidentalmente per mano di Seras la figlia del Moff, Noeria, catturata per far leva sul padre. Compiuto l’obiettivo infine, feriti e malconci, in particolare Besk con gravi sintomi di una misteriosa malattia, riescono a fuggire grazie all’aiuto dei criminali e con un nuovo passeggero, il disertore Imperiale Maximilian Ray. Separatosi da tutti gli altri senza essere stato pagato per l’ennesima volta e con l’unico risultato di aver ottenuto una taglia enorme sulla testa, Cody raggiunge Malastare e prende un accordo con il mercante Janus Creed, conoscenza di Besk, che gli affida una missione delicata su Corellia per conto suo in cambio di informazioni sul suo V-19 rubato tempo prima.

    Giunto sul pianeta, è il 67 ABY circa, Cody sparisce dalla circolazione. Con l’Impero ed i cacciatori di taglie alle calcagna, si vede costretto a darsi alla macchia, fuggendo da un pianeta all’altro senza tregua. Stanco e demoralizzato, e abbandonata la sua professione, diventa né più né meno che un qualunque delinquente di strada. Per guadagnare qualcosa in più partecipa di tanto in tanto ad illegali corse di swoop e mortali corse tra gli asteroidi ma, precipitato ormai in un vortice di alcool e prostitute, si ritrova costantemente a corto di crediti.

    *PG mosso da MasterKenobi*
     
    Last edited: Sep 21, 2016

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